Dall’altare alla polvere in 7 giorni: dopo la sconfitta europea di Lisbona, il Napoli cade anche a Udine, perdendo la vetta della classifica riconquistata dopo le vittorie con Atalanta, Roma e Juventus.
La prestazione offerta in Portogallo aveva lanciato evidenti segnali di allarme, per una squadra apparsa svuotata dopo un tour de force positivo ma estremamente dispendioso dal punto di vista psicofisico, ma questi segnali sono stati ignorati da Conte, che ha riproposto la stessa squadra battuta al “Da Luz” con l’unica eccezione di Spinazzola, mandato in campo al posto di Olivera.
Non poteva quindi che venire fuori una prova incolore, da parte di una squadra che ha dato tutto nelle scorse settimane e che avrebbe avuto necessità di nuove energie, anche nelle difficoltà di una rotazione limitata: l’impressione è che i vari Vergara, Politano e Lucca, oltre a un Lobotka recuperato e da inserire in corsa come poi accaduto, avrebbero potuto garantire maggiore verve e vivacità.
Dopo un primo tempo equilibrato, nella ripresa la maggior freschezza dell’Udinese ha schiantato il Napoli, che ha ancora una volta dimostrato di risultare inefficace se non non è top dal punto di vista atletico e, quindi, capace di vincere i vari duelli individuali.
Dopo i gol annullati a Davies per un millimetrico offside e a Zaniolo per un precedente fallo su Lobotka, il meritatissimo vantaggio friulano è arrivato con Ekkelenkamp, già in gol al “Maradona” l’anno scorso, bravissimo a trovare l’angolo alto alla sinistra di un immobile Milinkovic-Savic, al termine di un’azione in cui McTominay, Di Lorenzo e Rrahmani sono stati surclassati dal punto di vista fisico.
La rete dei padroni di casa è arrivata dopo le scombinate sostituzioni di Conte, che invece di tornare a un più prudente 4-3-3 aveva ridisegnato un Napoli sghembo e inutilmente sbilanciato, con Di Lorenzo braccetto destro, Politano a tutta fascia dietro Neres, ed Elmas dirottato in avanti con Lobotka messo in campo a fianco all’ectoplasma di “Big Mc”.
La pochezza dei bianconeri, penultima difesa del torneo, non è stata sufficiente per trovare il pareggio, sfiorato prima da Hojlund a pochi passi dalla linea di porta, e poi da Lucca, che in scivolata sul cross del danese ha colpito la base del palo.
L’1-0 finale è comunque fin troppo stretto per un’Udinese straripante e meritatamente vittoriosa, e costringe il Napoli a cedere la vetta a vantaggio dell’Inter, con il Milan di Allegri secondo dopo il pareggio interno contro il Sassuolo.
Le sette sconfitte stagionali, tutte in trasferta e non tutte giustificate e giustificabili con le assenze, meriterebbero riflessioni profonde, ma non c’è tempo: i Campioni d’Italia sono infatti già in Arabia, dove stasera (ore 20 italiane) giocheranno contro i rossoneri la semifinale di Supercoppa Italiana.
Il tecnico salentino, recuperati Lobotka Gutierrez e Juan Jesus, potrebbe contare a sorpresa anche su Lukaku, pronto quantomeno ad aggregarsi al gruppo, ma l’impressione è che si insisterà sulla formazione che aveva dato garanzie fino alla settimana scorsa.
Napoli e Milan non si sono mai affrontate in questa competizione, ma per gli azzurri questa è la seconda semifinale disputata con la nuova formula del torneo: il 18 Gennaio 2024 gli uomini di Mazzarri, subentrato a Garcia, si imposero 3-0 sulla Fiorentina di Italiano con il gol di Simeone e la sorprendente doppietta di Zerbin.
La parentesi di Ryad arriva in un momento delicatissimo per gli azzurri, ma chissà che in un contesto e in un…clima diverso, Conte e i suoi non ritrovino stimoli ed energie per battere i detentori del trofeo, e provare a vincere, lunedì prossimo, la terza Supercoppa nella storia del club.



