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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
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Senza filtri e pathos: come vivono e cosa dicono gli zoomer

Redazione
Redazione 1 settimana fa
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10 Min Lettura
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La Generazione Z o zoomers è quella nata tra il 1997 e il 2010. La maggior parte degli zoomer non ha vissuto il periodo senza Internet e ha l’abitudine di cercare tutto su Google. Non c’è separazione tra lo spazio online e quello della vita reale: costruiscono le loro carriere, le loro relazioni e la loro vita in generale su Internet. Molti chiamano addirittura gli zoomer la “generazione perduta” a causa della loro dipendenza digitale e dell’incapacità di concentrarsi su un compito. Ma è vero? Scopriamolo insieme.

Gen Z: tra TikTok e ansia

Gli zoomer sono letteralmente cresciuti guardando i video di YouTube. E TikTok è diventato più di una semplice app di intrattenimento per loro; È una piattaforma per l’espressione del sé. La Generazione Z non si limita a produrre contenuti, ma li vive letteralmente. Usano i video per spiegare e trasmettere i loro sentimenti ed emozioni. E preferiscono condividere informazioni sotto forma di video, meme e brevi messaggi vocali, piuttosto che in formato testo.

Ma il sovraccarico di informazioni spesso fa sì che gli zoomer soffrano l’aumento dell’ansia. La paura del futuro, soprattutto sullo sfondo dei fatti sconvolgenti a livello globale, dell’instabilità finanziaria, del costante confronto tra se stessi e gli altri: gli zoomer vivono tutto questo in modo particolarmente acuto. Ma allo stesso tempo, la Gen Z sa come trasformare le proprie esperienze in contenuti estetici. E guadagnarci sopra.

Valori e visione del mondo

Gli zoomer sono una generazione che si chiede costantemente: “Perché lo sto facendo?” e “Chi ne ha bisogno?” Non hanno paura di sollevare argomenti delicati e di parlare apertamente di femminismo, diritti delle minoranze o guerra. Invece di scappare dai problemi o ignorarli, scelgono un approccio consapevole per risolverli.

Questa è una generazione per la quale essere sinceri e reali è molto più importante che essere perfetti e salvare la faccia. Vivono secondo il principio: “Se non ti suona giusto, non farlo”. Il “successo” condizionale per loro non si misura in base alla carriera e alla stabilità finanziaria. L’armonia interiore, la capacità di rimanere se stessi e essere di beneficio al mondo: questo è ciò che è veramente importante per gli zoomer.

Socializzazione digitale

Lo spazio online per gli zoomer non è solo un’alternativa all’interazione nella vita reale, ma la sua componente essenziale. Per la Gen Z, i confini tra “live” e “digitale” si stanno assottigliando. Si incontrano sui servizi di appuntamenti, trovano persone che la pensano allo stesso modo sui social network e si tengono in contatto con i propri cari sui servizi di messaggistica istantanea. E sono in grado di trasmettere le loro emozioni e sentimenti con l’aiuto della tecnologia non peggio che nella comunicazione nella vita reale. Dopotutto, per gli zoomer, Internet è letteralmente un mezzo di esistenza. E anche un messaggio casuale nei commenti sotto un video può trasformarsi in amicizia o addirittura in amore.

La generazione più anziana spesso critica gli zoomer per aver letteralmente trascorso tutta la loro vita sugli smartphone. Ma in realtà, gli zoomer sono in grado di trovare la loro anima gemella anche su Internet. Per poi “invitarla” nella vita reale.

La chat video come nuovo modo di chiacchierare

I millennial apprezzano incontrarsi nella vita reale per discutere delle notizie, ridere e semplicemente sentire il calore umano. Gli zoomer sono abbastanza soddisfatti della comunicazione online. Ma è anche importante per loro vedere le emozioni del loro partner di chat. Ecco perché i messaggi vocali vengono sostituiti dalle chat roulette. Ad esempio, in servizi come Bazoocam e CooMeet, puoi chiacchierare quasi come in un bar davanti a una tazza di caffè. Ma con la possibilità di passare oltre se non ti piace il partner di chat.

Per gli zoomer, le chat video online come questa alternativa premium a Bazoocam sono un modo efficace per ridare vita alla comunicazione online. Dopotutto, qui la conversazione avviene sul momento. Niente foto photoshoppate, citazioni intelligenti e lunghe attese per una risposta: vedi il partner della chat quasi come nella vita reale. Un altro vantaggio delle chat video casuali è l’opportunità di andare oltre il solito circolo di comunicazione e incontrare qualcuno di nuovo. Non puoi mai prevedere chi ci sarà dall’altra parte dello schermo: una persona della strada accanto o di un altro paese.

I contenuti attraverso gli occhi di uno zoomer

Gli zoomer sono alcuni dei creatori di contenuti di maggior successo e influenti. E questo non stupisce affatto, perché sono nati nell’era digitale. E se i millennial hanno per lo più paura della fotocamera, gli zoomer sono in buoni rapporti con essa. Capiscono come funzionano gli algoritmi, sanno parlare il linguaggio delle tendenze e si affidano alla sincerità, non a un’immagine patinata. E tutto questo insieme porta al successo.

Questa generazione capisce rapidamente ciò che “aggancia” il pubblico. E usa queste informazioni non per pubblicizzare, ma per trasmettere i propri sentimenti ed emozioni. Non hanno paura di provare, di sbagliare e di ricominciare tutto da zero. Ecco perché gli zoomer non sono solo utenti, ma creatori.

Lavoro e istruzione in un modo nuovo: come gli zoomer stanno ripensando la carriera, lo studio e il guadagno

Gli zoomer non lavoreranno in un ufficio dalle 9:00 alle 18:00. Il solito modo di vivere non fa per loro. La flessibilità e la libertà sono importanti per loro. Ecco perché molti di loro diventano liberi professionisti per decidere da soli quando lavorare e quando riposare. E, soprattutto, gli zoomer imparano costantemente. E non stanno ricevendo un’istruzione solo per il gusto di farlo, come spesso hanno fatto i millennial. È molto più importante per loro acquisire conoscenze pratiche ed esperienza. Allo stesso tempo, il lavoro per loro non è un obbligo o un modo per sopravvivere, ma un’opportunità per realizzarsi come specialisti e individui.

E, cosa interessante, la Generazione Z sta scegliendo l’adattabilità rispetto alla stabilità. Ciò è dovuto al fatto che queste persone sono letteralmente cresciute durante eventi globali significativi: crisi, pandemia di coronavirus, guerra. Pertanto, preferiscono quelle professioni che consentono loro di adattarsi a quasi tutti gli scenari di vita.

Sfide e contraddizioni

Gli zoomer vogliono tutto e subito. Ecco perché hanno maggiori probabilità di soffrire di burnout rispetto ad altri e, insieme alla loro libertà, acquisiscono vulnerabilità. Si sforzano di vivere una vita consapevole, ma allo stesso tempo sentono la pressione di seguire le tendenze. Vogliono un lavoro che porti loro gioia, ma hanno paura di perdere le opportunità. Le vite degli zoomer sono intense ed estenuanti.

Gli zoomer sono più propensi di altri a parlare della sindrome dell’impostore, della disarmonia interna e della sensazione di vuoto. Sono costantemente combattuti tra l’essere se stessi o l’essere apprezzati dagli altri e il fare qualcosa secondo il loro cuore o un algoritmo. Gli zoomer lottano per l’equilibrio, ma soffrono di quanto sia difficile questo percorso. Pertanto, la tensione interna è la sfida chiave che la Generazione Z dovrà affrontare. Ma forse è proprio per questo che diventeranno la generazione che finalmente imparerà a valorizzare non solo il risultato, ma anche gli sforzi fatti.

Formato video in futuro: a cosa prepararsi?

Gli zoomer dimostrano che la comunicazione tramite schermo non è un fenomeno temporaneo, ma la nostra realtà. E in futuro, il video diventerà un nuovo modo di interazione: universale, reale e umano.

Già oggi le trattative commerciali, i colloqui, gli studi e gli appuntamenti si spostano sempre più online. È un bene o un male? Il tempo lo dirà. Ma il fatto che la comunicazione si baserà sull’interazione via Internet è già evidente oggi. Storie, dirette, brevi video non sono un sostituto della comunicazione “dal vivo”, ma un formato a tutti gli effetti. In futuro, i contenuti video saranno ancora più sinceri e interattivi. E le videocamere diventeranno parte integrante del processo di lavoro, dell’educazione, della terapia e persino delle relazioni.

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