SERGIO, ex seminarista si racconta

Sergio è un ex seminarista, innamorato della vita ecclesiastica. Ci prova ad entrare a far parte di questo mondo chiuso e ipocrita, ma poi viene cacciato perché gay.

Figlio di gente semplice, cresciuto con padre alcolizzato, vittima dei bulli è stato sfruttato, malmenato e violentato ma non ha ceduto, anzi si è innamorato ancora di più del sesso violento. Forse e inconsapevolmente questo genere di rapporti sono ciò che lo rende sereno. I paradossi a volte sono la soluzione più semplice.

Ha un “compagno” Master B. da 13 anni e con lui sperimenta il BDSM.

DOPO MARIO PASTORE, ex prete che si è raccontato sulla mia rubrica alcune settimane fa ora tocca a Sergio. Forse spinto dalla libertà altrui è in cerca della sua.

 

  Con B. il tuo padrone, che rapporto hai?

Io e B. ci siamo conosciuti in chat, io vivevo a quel tempo ad S. per via del lavoro. Tredici anni fa lui aveva appena 18 anni ed io avevo 30 anni. Ci siamo trovati perché lui “detto in parole povere” mi fa sentire come voglio sentirmi. Devo dire che lungo il cammino di questi anni non è stato uno stinco di santo, di cazzate anche lui ne ha fatte tante, tante volte mi sono proposto di non frequentarlo più per vari motivi, di carattere ecc, ma poi mi sono accorto che sto bene solo se c’è lui.

  1. mi piace davvero, sarei contentissimo se mi potessi sposare con lui, anche se abbiamo una notevole differenza di età, se mi è servita una mano per qualcosa non si è mai tirato indietro, con lui ho iniziato a fare giochi sessuali non solo in due ma facendoli anche con altri ragazzi.

A volte mi piace guardalo quasi come un quadro o una bella figura, lo amo tantissimo anche se lui mi ha detto che non mi ama, ma sono uno dei suoi migliori amici, e di questo gliene sono grado. Il suo atteggiamento non è da padrone, nel sesso lo è perché io sono impotente e “passivissimo”, nell’amplesso mi sento amato, mi sento attratto come la calamita attira il ferro, ho provato con lui a fare sesso violento, ho provato di tutto nel campo sessuale e anche sesso sporco, a lui piace molto quando gli pratico sesso orale, lui mi ha insegnato a bere urina e con un notevole sforzo sono riuscito a fare scat. Quando sono con lui perdo ritegno, mi sento un nullità, un giocattolo nelle sue mani. A volte desidero essere come lui senza tanti tabù, e lui non approva la mia fede, il “mio Dio” lo chiama il Grande Puffo e bestemmia in un modo orrendo, allora lì mi scatta la domanda: che vita farei con lui se fossimo sposati? Ma non trovo risposta.

Mi dai l’impressione di aver vissuto come “soffocato”e sei un uomo adulto e consapevole, cosa ti frena ancora?

IL soffocato si trova nel Vangelo; un uomo è partito lasciando dei soldi (talenti) ai suoi servi perché al ritorno gli sarebbero stati riconsegnati moltiplicati. Uno di servi questi (e potrei essere io!!) non ha moltiplicato il denaro (talento) ma lo ha seppellito per paura e da li scaturisce il “soffocamento”, ognuno di noi ha in dono dei talenti. Se mi domando cosa so fare bene? La risposta è una sola, fin da bambino non ero come gli altri miei coetanei perché ero attratto dal sacro, al punto di voler essere prete, perché con me camminano due vite quella sacra e quella omosessuale, uno potrebbe dirmi che di preti gay ce ne sono tanti, e purtroppo ho visto cose che non avrei voluto vedere, anzi quando le ho viste con i miei occhi mi sono messo a piangere. Mi dicevano che la grazia di Dio vince ogni cosa, non è vero Dio mi lascia libero di agire, a Dio non interessa la mia sessualità e lui che l’ha creata, a Dio interessa il mio amore che porto dentro e che a volte in luoghi che non sono la mia città riesco a donare agli altri.

Ormai sono adulto non mi aspetto più nulla. Non sono una persona realizzata, non ho aspettative perché intanto so già in partenza che sarò il “servo” legato e buttato fuori, cosa mi frena nell’avanzare? Ultimamente ripenso a tutto quello che ho fatto prima, uscivo di notte andavo a destra e manca, facevo tutto quello che desideravo, adesso mi domando come facevo ad affrontare queste cose? Esempio; per prendere la patente, ho provato a studiare a leggere ma è come se fosse arabo, perché non riesco? Non lo so, e mi trovo nella necessità più nera da non sapere dove sbattere la testa.

Non ti senti ancora libero come persona?

Questa domanda racchiude tutta intervista, non mi sento libero perché nel sesso mi manca qualcosa, non lo so.. Nella fede vengo ghettizzato e messo da parte per colpa della mia croce di omosessuale dichiarato, nel lavoro potrei fare molto di più,ma non avviene. Nella vita sentimentale, nemmeno perché B. non mi vuole e perché andando avanti nell’età mi sono accorto che chi mi gira intorno non lo fa perché sono un “figo” ma solo perché ho un lavoro statale, uno stipendio e una casa. Chiudo questa intervista con le parole che penso siano giuste: ormai va cosi e stringendo i denti finché andrò avanti.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno" e giornalista,Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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