Sette su sette: il Napoli va alla sosta senza macchie

Sofferta e meritata la vittoria del Napoli nel match delle 18 al Franchi, un campo difficile per tradizione e per le innegabili qualità della squadra viola, allenata dall’ottimo Italiano.

I partenopei, reduci dalla rocambolesca sconfitta subita in Europa League ad opera dei russi dello Spartak Mosca, hanno saputo interpretare la gara in modo perfetto, subendo il giusto e colpendo alle spalle la difesa dei gigliati al momento opportuno.

La gara è quella che ci si aspetta: tanta corsa e pressing forsennato dei padroni di casa per la prima mezzora, con gli ospiti guardinghi e in attesa del momento giusto per piazzare la giocata vincente. Che arriva, ma a trovarla è Martinez Quarta alla mezzora che, sugli sviluppi di un corner, fa secco Ospina con una girata potente ed imparabile. Fino a qual momento tanta lotta ma poche occasioni da gol da una parte e dall’altra. Subito il gol dello svantaggio, la capolista si è riorganizzata, trovando il pari una decina di minuti dopo: Fabian lancia Osimhen in campo aperto, il nigeriano brucia l’autore del gol viola costringendolo al fallo. Rigore ineccepibile che Insigne, di nuovo, calcia male: Dragowski respinge anche il secondo tentativo del capitano azzurro (poco in giornata) ma nulla può sul tap in di Lozano.

Trovato il pari, i napoletani tornano a giocare come sanno e, al tramonto del primo tempo, la rovesciata di Osimhen esce di nulla, un vero peccato.

La ripresa si apre con la Fiorentina che prova a ritrovare l’intensità perduta, ma il vantaggio lo trova il Napoli: sugli sviluppi di un furbo schema su punizione è Zielinski a pescare sul secondo pari Rrahmani, il difensore kosovaro incrocia di testa e batte Dragowski.

I padroni di casa reagiscono e provano a comprimere i partenopei nella loro area, ma la difesa azzurra, splendidamente coadiuvata da Osimhen sui ripetuti corner per i viola, fa un ottimo lavoro lasciando, di fatto, inoperoso Ospina.

Alla ricerca del pari, i toscani lasciano troppo spazio alle galoppate di Osimhen e del neo entrato Politano: per ben tre volte i napoletani hanno la palla per chiudere la contesa ma per precipitazione o imprecisione, la gara resta aperta fino alla fine.

I cinque cambi danno respiro soprattutto agli azzurri, seppur la condizione fisica dei subentrati Mertens e Demme sia ancora lontana dall’essere ottimale.

Il finale vede la Fiorentina lanciare tanti palloni in area ma nessuno di questi desta preoccupazioni reali preoccupazioni ad Ospina che, con i  compagni, porta a casa una vittoria bellissima e meritata.

Vergognoso, come di consueto, l’atteggiamento del pubblico fiorentino che ha insultato i giocatori africani del Napoli con i soliti, stupidi,  epiteti razzisti. Sarebbe il momento di prendere un provvedimento serio e di smetterla di derubricare simili nefandezze a mera goliardia o all’opera di pochi stupidi.

La sosta, nonostante tanti giocatori impegnati con le rispettive nazionali, servirà a tanti azzurri a recuperare dagli acciacchi (Lobotka) o ad avvicinarsi ad uno stato di forma ottimale (Mertens e Demme, già citati, ma anche Juan Jesus e Ghoulam) in vista di un vero e proprio tour de force che vedrà il Napoli impegnato sia in campionato che in Europa League, dove la doppia sfida al Legia Varsavia ha le fattezze di una vera e propria ultima spiaggia.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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