Avete mai provato ad interagire con uno dei miliardi di post che hanno come argomento il calcio e in particolare il nostro meraviglioso campionato? Beh, lasciate stare.
Non si parla, verrete insultati, qualunque cosa direte, finanche se proverete a dare ragione al vostro interlocutore.
Sabato sera ho acceso un social, quello dei boomer come me, cosa che faccio ormai meno di frequente e leggevo milioni di post sull’argomento Bastoni, si proprio lui, quello che disse che i calciatori fanno i sacrifici e che fu nominato da Corona nello scandalo scommesse. Insulti, parolacce, minacce più o meno velate (non sto a dilungarmi sulla grammatica perchè sarebbe fuori traccia e terribilmente triste).
Ieri sera, dopo Napoli Roma, ho provato a spiegare ad un esagitato tifoso giallorosso il motivo per il quale il fallo di Rrahmani non fosse da rosso: mi sono beccato, nell’ordine, del terrone, pagliaccio, gentaglia e napolecane.
Il problema è che ormai siamo alla deriva totale dell’informazione sportiva e i diretti interessati non fanno nulla per migliorare la situazione.
Padre Chivu dalla Romania è l’ultimo esempio di una sfilza di personaggi ipocriti che allietano le nostra giornate, una cosa davvero disgustosa.
Per non parlare di dazn che, oltre a costringerci a guardare le partite con le finestre chiuse onde evitare di conoscere l’esito delle azioni in pluridifferita (ad ogni gol del Napoli senti esultare almeno 10 volte in 10 momenti diversi), ha riempito gli stadi di veline che indossano abiti succinti e non ha capito cosa sia la comunicazione, urlando in diretta ad un rigore calciato bene da Malen come se stesse commentando il gol del secolo di Maradona, affiancato dell’interista Stramaccioni che, non ho capito perchè, debba commentare ogni partita dei partenopei.
L’esclusione dai prossimi mondiali sembra l’esito più normale per una situazione del genere, non sarebbe nemmeno un male se vivessimo in un paese che sia capace di imparare dai propri errori, ma non è questo il caso.
Fatta la premessa, con lo scudetto ormai indirizzato per meriti e per questioni politiche (ma La Russa che difende Bastoni dopo pochi minuti dal fischio finale, ne parliamo? No, non ne parliamo), Napoli e Roma si sono scontrate a viso aperto: due squadre falcidiate dai problemi (soprattutto i partenopei che perdono ormai un calciatore e partita) che hanno provato a vincerla fino alla fine.
Il 2-2 finale è firmato da Malen (davvero forte l’attaccante olandese anche se ogni volta che tocca palla sembra stia giocando Ronaldo, quello vero), Spinazzola e, soprattutto, l’inaspettato Alisson Santos che ha letteralmente spaccato la gara facendo impazzire la retroguardia giallorossa, oltre a realizzare il gol del pari definitivo.
Davvero troppi gli infortuni in casa Napoli che, insieme all’insensato blocco del mercato (vediamo quest’estate se la norma sarà applicata con la medesima rigidità), non ha potuto tener testa all’Inter battistrada. Siamo sicuri che al completo i ragazzi di Conte se la sarebbero giocata fino alla fine.
Dopo l’ostacolo Atalanta, e senza Coppa Italia da giocare grazie anche all’ineffabile Manganiello, il calendario sembra in discesa per la qualificazione alla prossima Champions League, in attesa dell’estate che sarà calda e piena di cose da fare.

