SINCOPE, LIPOTIMIA, PRESICNOPE: COSA SONO?

Il caldo afoso è giunto, finalmente le spiagge si stanno popolando, però anche se una meravigliosa giornata di mare è ciò che più serve in questo momento per scaricare stress e tensione è anche vero che il caldo torrido nasconde insidie talvolta anche pericolose. Può capitare di sentirsi deboli e senza forze alcune volte sino a quasi a perdere i sensi ed accasciarsi al suolo, ma non tutti gli svenimenti sono però causati dal caldo; vediamo quindi, in campo medico, cosa significa “svenimento” o “perdita di coscienza”.

Con il termine di “sincope” si definisce un’improvvisa e rapida perdita di coscienza con perdita del tono muscolare e successivo risveglio spontaneo

La lipotimia è, invece, una condizione caratterizzata da un’improvvisa sensazione di debolezza, che non comporta perdita di coscienza. Questo termine è però ormai obsoleto e attualmente si parla di “presincope” che è la sensazione di testa vuota e di imminente svenimento anch’essa ovviamente senza perdita di coscienza. Una presincope può talvolta essere seguita da una sincope.

Le sopradescritte condizioni, sono causate da un temporaneo insufficiente flusso cerebrale, in alcuni casi il flusso può anche essere adeguato, ma è il substarto cerebrale a presentare un ridotto apporto come nelle ipossie o più frequentemente nelle ipoglicemie.

Nel caso di un insufficiente flusso cerebrale le cause principali sono nella maggior parte dei casi da correlare ad una riduzione della gittata cardiaca.

Quest’ultima condizione può presentarsi pricnipalmente a causa di:

  • Patologie cardiache con ostruzione all’efflusso: come la stenosi della valvola aortica (valvola che regola il flusso tra il cuore e l’aorta), una sua alterazione funzionale ed anatomica può essere causa di un ridotto efflusso di sangue, così come nelle severe cardiopatie ipertrofiche (ispessimento del muscolo cardiaco)
  • Patologie cardiache con disfunzione contrattile: come per esempio nell scompenso cardiaco cronico con ridotta funzionalità cardiaca o nelle cardiopatie dilatative
  • Aritmie: le alterazioni del ritmo che possono indurre sincope possono essere o tachicardie (aumento eccessivo della frequenza cardiaca con frequenze superiori ai 150-180 battiti per minuto) o più tipicamente bradicardie (sintomatiche per frequenze inferiori ai 30-35 battiti per minuto)
  • Patologie che riducono il ritorno venoso: Il ritorno venoso può essere ridotto a causa di un’emorragia e quindi di una riduzione del volume ematico circolante o anche per altri fenomeni come aumento della pressione intratoracica, maggiore tono vagale (che induce una riduzione della frequenza cardiaca) e alterazione del tono simpatico. Generalmente, fatta eccezione per le emorragia, la sincope indotta da questi meccanismi viene definitacome vasovagale.

È importante far presente che la sincope vera è caratterizzata da uno svenimento con perdita di coscienza, in alcune occasioni il paziente può riportare anche traumi dovuti proprio all’impossibilità, in tale condizione, di attivare meccanismi riflessi di difesa. In caso di eventi sincopali è quindi importante rivolgersi al proprio medico per una valutazione e su necessità sottoporsi a tutti gli accertamenti necessari. Le principali indagini da effettuare sono spesso legalte alla valutazione dell’apparato cardio-circolatorio e prevedono:

  • Elettrocardiogramma (ECG): utile per valutare la frequenza cardiaca ed eventuali anomalie del cuore.
  • Ecocardiografia: utile per studiare la funzinalità del cuore ed eventuali anomalie valvolari.
  • Tilt test: test utile per valutare il riflesso vasopressorio
  • Studio elettrofisiologico: test invasivo, da eseguire sotto prescrizione di un esperto specialista e da effettuare nei casi di ripetute sincopi ad eziologia non nota. È utile per ricercare alterazioni del “circuito elettrico” del cuore.

Ovviamente esistono altri esami non esclusivamente legati alla ricerca di anomalie cardiache, ma che possono essere effettuati in base alle indicazioni mediche, come: esami ematochimici, elettroencefalogramma, TC o RMN encefalo.

Il trattamento dipende dalla causa che scatena la sincope, ad edempio in caso di bradiacardia potrebbe essere utile l’impianto di un pace-maker, se invece si presenta ipoglicemia allora si deve rapidamente  correggere il valore di glucosio, nel caso di ipovolemia reintegro con liquidi.

Nel caso in cui si dovesse assistere ad un episodio sincopale ed il paziente non dovesse riprendere conoscenza è fondamentale valutare la presenza del polso, nel malugurato caso in cui il paziente non dovesse presentare attività cardiaca è necessario contattare immediatamente il servizio 118 e procedere quindi a massaggio cardiaco.

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Biografia Luca Fontanella

Sportivo e dinamico, da sempre la sua passione è la medicina e lo dimostra con la dedizione e serietà che mostra nel suo lavoro con diverse pubblicazioni scientifiche e numerose partecipazioni come relatore a convegni scientifici nazionali e internazionali. Attualmente è Dirigente Medico di Primo Livello, presso il reparto di Medicina Interna ad indirizzo Cardiovascolare e Dismetabolico dell'A.O.R.N. Ospedali dei Colli, Monaldi, Napoli

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