Solidarietà al piccolo Alex, vittima dell’idiozia del web

Domenica 7 ottobre, mentre in tv veniva trasmessa la partita di calcio tra Napoli e Sassuolo, si è registrato un ennesimo caso di bassezza umana, utile a farci comprendere, ancora una volta, quanto i social stiano diventando una fogna, una cloaca a schermo illuminato. Evidentemente, nascoste dietro ad un account virtuale, molte persone, in maniera vile, colgono l’occasione per tirare fuori il peggio di sé, il più delle volte contro donne, stranieri, omosessuali oppure, come nel caso che stiamo trattando, contro chi è semplicemente in sovrappeso. Ebbene, come appreso da alcune testate giornalistiche locali, vittima di derisioni e di sbeffeggiamenti di cattivo gusto è stato un bambino di soli 12 anni, il quale si trovava in campo per coronare un suo sogno ed accompagnare, come si usa, i calciatori prima del fischio di inizio. Tutto si è svolto con regolarità, se non fosse che Alex, questo il suo nome, sia balzato agli occhi di alcuni stolti che popolano il mondo di internet, per via, appunto, del suo aspetto. Chi l’ha preso in giro, con dei post decisamente inopportuni, però, ignora che il piccolo è, purtroppo, affetto da una patologia; ma anche se fosse stato semplicemente in carne, nessuno, e ripeto nessuno, avrebbe dovuto sentirsi in diritto di fare della stupida ironia o di giudicare con cattiveria, peraltro, pure pubblicamente su Facebook.

Tutto ciò succede in una società dove il bullismo e la declinazione via web dello stesso – ovvero quello che viene definito cyberbullismo – ogni anno mietono delle vittime, specie tra gli adolescenti, che sono più sensibili. I casi di cronaca, in tal senso, sono numerosissimi; per citarne uno, solo pochi mesi fa, ad aprile, una quindicenne, a Torino, si è tolta la vita, gettandosi sotto a un treno, perché non riusciva più a reggere il peso degli insulti dei suoi compagni, che la deridevano proprio per il suo fisico.

È inaccettabile e ci chiediamo che coscienza possa mai avere questa gente che, magari, è anche adulta ed ha dei figli! Parliamoci chiaro: essi sono dei criminali, perché offendere e diffamare, fino a prova contraria, anche se lo si fa dietro ad un telefono, costituisce reato.

Restiamo del parere che sia assolutamente necessario che si inizi a fare ordine in questo grande mare che è il web, perché non è più possibile tollerare tutta questa pericolosa anarchia, in barba ad ogni forma di rispetto per gli altri. Il legislatore, invero, ha iniziato ad intervenire per normare questo mondo, per così dire, parallelo, ma bisogna fare di più e meglio. È vero, allo stato attuale, quando si incappa in contenuti offensivi o inopportuni, si possono anche fare delle segnalazioni a Facebook – come anche ad Instagram e a Twitter – ma esse, come abbiamo potuto constatare in tanti, producono effetti tardivi o comunque poco sufficienti.

Auspichiamo, piuttosto, che presto si riescano a studiare degli strumenti netti, validi ad impedire definitivamente l’accesso alle piattaforme digitali a quei soggetti che si macchiano di tali deprecabili comportamenti. Essi, a dire il vero, per la loro idiozia, andrebbero emarginati e allontanati non solo dai social, ma proprio dalla vita sociale in generale.

Da parte nostra, ci uniamo nella solidarietà espressa da tanti al piccolo Alex e, per quanto possibile, ci impegneremo, attraverso le nostre pagine, a lottare per far sì che lui, come tanti altri giovani, possano ritrovarsi in una società meno ingiusta, meno cattiva, meno ignorante e meno legata alla futili logiche dell’apparire.

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Biografia Angelo Potenza

Angelo Potenza
Nato a Potenza nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica nella si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli, dove attualmente vive."La Storia, la scrittura e il mondo dell'informazione sono le mie passioni più grandi. E poi, naturalmente, c'è Napoli, insieme a tutta la nostra terra, a far da sfondo non solo agli occhi ma ad ogni pensiero."

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