La rivoluzione culturale non è un evento da salotto, ma una scommessa giocata sul campo, spesso nei luoghi che la vulgata comune ha condannato all’oblio o alla cronaca nera. La storia della Marotta&Cafiero editori è l’epopea di questa scommessa vinta, un racconto che merita di essere celebrato non solo per i libri pubblicati – oltre 500 in 15 anni – ma per il luogo in cui questa impresa ha messo radici: Scampia.
Il 19 ottobre, alle ore 18:00, il Foyer dell’Auditorium Fabrizio De André diventerà il palcoscenico di questa vittoria con l’inaugurazione della mostra fotografica “15 anni di editoria a Scampia”. L’evento, che raccoglierà momenti salienti, infografiche, i volumi più importanti e i volti dei protagonisti , non è una semplice celebrazione, ma la conferma che gli “spacciatori di libri” sono cresciuti. E sono diventati grandi, con uno sguardo sempre più rivolto al futuro, pur senza dimenticare la loro “anima solidale e sociale”.
Dalla Posillipo di Gide alla Scampia di King
Per comprendere l’audacia dell’impresa, bisogna fare un passo indietro, a una storia editoriale che affonda le radici nel 1959, a Posillipo. Fondata da Alberto Marotta, la casa editrice divenne rapidamente una delle più importanti realtà italiane , vantando autori del calibro del premio Nobel André Gide e Domenico Rea, e curatori di collane come Salvatore Quasimodo. Le redini passarono poi al figlio Tommaso Marotta, fino al 2000, anno in cui l’ingresso di Anna Cafiero diede vita all’attuale dicitura Marotta&Cafiero editori.
La vera, inattesa, e straordinaria svolta avviene nel 2010. Dopo cinquant’anni di storia , in un atto di mecenatismo e lungimiranza, l’impresa viene regalata a due diciannovenni di Scampia: Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo.
Rosario e Maddalena non si limitano a prenderne in carico l’eredità; la rivoluzionano. Trasportano la storica sede di Posillipo nel cuore della periferia, trasformandola in una casa editrice indipendente dedicata a quella che definiscono “narrativa civile, letteratura stupefacente, editoria terrona”. Questo trasloco non è solo logistico; è un manifesto politico e culturale. Grazie al dono di Tommaso e Anna, l’area nord di Napoli oggi vanta “un’azienda culturale che conserva la storicità e l’eredità donata da loro, ma soprattutto uno sguardo lungimirante al futuro”.
La scommessa, che quindici anni fa sembrava un “sogno impossibile,” è oggi una solida realtà. La presenza di numerosi giovani che lavorano nel territorio in cui sono nati, producendo libri, si rinnova ogni giorno per offrire nuove opportunità in un’ottica nazionale e internazionale.
I “Scugnizzi” che Portano i Premi Nobel a Scampia
Sotto la guida di questi due giovani imprenditori, definiti affettuosamente “scugnizzi di Scampia”, la casa editrice ha raggiunto traguardi incredibili. Non solo hanno conservato il prestigio storico, ma lo hanno amplificato, riuscendo a pubblicare autori di fama mondiale e Premi Nobel. Tra i nomi che brillano nel catalogo si leggono Stephen King, Daniel Pennac, Antonio Skarmeta, Günter Grass e Herta Muller. Parliamo di autori che hanno venduto mezzo miliardo di copie. Un catalogo che dimostra come l’editoria non sia solo una questione di vendite, ma un ponte di dialogo che da una periferia può raggiungere i vertici della letteratura globale.
L’impresa non è rimasta confinata alla sola pubblicazione. Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo hanno creato un gruppo editoriale solido con oltre 10 dipendenti. Hanno inaugurato una tipografia sociale che stampa ben 60 mila libri all’anno. Sono riusciti a entrare nel potente circuito distributivo Mondadori e a creare a Napoli un polo editoriale composto da sei marchi e due librerie. È l’esempio lampante di come la cultura, quando è animata da una profonda etica sociale e da un’intelligente visione imprenditoriale, possa generare lavoro e rinascita in contesti difficili.
Non Guardare al Passato: Il Franchising e la Corea
Durante la mostra fotografica, non mancheranno le voci amiche che hanno accompagnato questo lungo viaggio. Interverranno, anche attraverso supporti audio e video , personalità di spicco dell’editoria italiana come Orietta Fatucci, proprietaria di Einaudi Ragazzi; Pamela Tarantino, responsabile del Salone del Libro di Torino ; e la talentuosa agente letteraria Silvia Meucci. La presenza di amici come la Libreria Milton di Alba sottolinea la rete di solidarietà e stima che l’impresa di Scampia è riuscita a tessere.
Ma, da veri intraprendenti, Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo non si adagiano sugli allori. “Non guardiamo al passato”, dichiarano , ma si preparano “per i prossimi 15 anni”. La visione è chiara: “vogliamo far parte della storia editoriale di questa città senza dimenticare la nostra anima solidale e sociale”.
I progetti in cantiere sono ambiziosi e degni della loro intraprendenza: il lancio di un franchising di librerie e, a sorpresa, un nuovo marchio dedicato all’editoria per bambini , con libri che arriveranno direttamente dalla Corea. È una strategia che non solo si muove sull’asse nazionale (il franchising) ma che abbraccia l’internazionalizzazione in un settore, quello dell’infanzia, che è cruciale per la formazione delle nuove generazioni.
La serata di celebrazione si preannuncia come un momento di grande emozione e testimonianza. A coronare la festa, la conclusione è affidata a una nota di autentica e calorosa napoletanità: una “grandissima Pasta Patate e Provola”. Perché la vera cultura, quella che si fa con il cuore e con la terra, non può prescindere dal convivio e dalla gioia condivisa.
La Marotta&Cafiero ha dimostrato che la cultura può essere un volano economico e sociale potentissimo, e che l’eredità non è solo ciò che si riceve, ma ciò che si è capaci di trasformare. L’appuntamento è a Scampia, per celebrare i primi 15 anni di un’impresa che è già un esempio nazionale e internazionale di resistenza, ingegno e, soprattutto, di grande amore per i libri e per la comunità.

