Storia di Napoli: IL PIACERE DEL CIBO

Sommer,_Giorgio_(1834-1914)_-_n._6144_-_(Mangiamaccheroni)[1]

E’ risaputo nel mondo che la gastronomia italiana è considerata la migliore non solo a livello di prelibatezza, ma soprattutto per la qualità dei prodotti. Il cibo per noi italiani è una essenza di piacere, perchè, ammettiamolo, noi amiamo mangiare. Diventiamo noi stessi critici ferrei, come fossimo veri intenditori, quando ci troviamo seduti al tavolo di un ristorante e perfino a casa propria. A volte però gustiamo piatti dei quali ne oscuriamo l’origine, non sapendo che essi risalgono a secoli addietro, nati in ambienti antichi, molti sotto i romani, ricchi di storia. Ed è esattamente questa tradizione antica che ci contraddistingue nel resto del mondo, perchè anche il cibo, qui in Italia, è storia. Possiamo vantare piatti dal sapore unico grazie ai migliori ingredienti utilizzati e naturalmente anche alla straordinaria capacità degli ottimi chef italiani.Le linguine a la Scola di Carlo d’Angiò sono un esempio di come prelibatezza e storia si incontrino in questo ricco patrimonio culinario tutto italiano, e su questa pietanza, tutto napoletano. Il nome di questo piatto ci rimanda ad uno dei posti più incantevoli della Campania, la costiera amalfitana. Infatti, esso viene fatto risalire dalla fantasia popolare alla costruzione di una strada, la Sciola, che unisce Praiano alla sua torre costiera di difesa. Il nuovo collegamento esclude un precedente vecchio e lungo sentiero e consente ai pescatori di raggiungere velocemente il paese e di vendere il pesce ancora freschissimo. Questa strada fu realizzata per volere di Carlo d’Angiò nel XIII secolo, e  consentì all’economia di Praiano di effettuare un balzo in avanti facilitando il commercio ed il suo rapporto con il mare. Da ciò, probabilmente, il battesimo di questo piatto il cui ingrediente caratterizzante sono i calamaretti. La ricetta, che è possibile trovare qui in avanti, è del XV secolo. Va però precisato che la pasta, oggi linguine, in origine era lavorata a mano (le macchine per la pasta e le relative trafile compaiono nel XVI secolo) e probabilmente erano delle tagliatelle basse e strette.

INGREDIENTI (per 6 persone):

linguine 600 gr.

calamaretti piccoli 400 gr.

pomodori maturi 500 gr.

olio d’oliva

limoni verdi 2

spicchi d’aglio 2

basilico

sale

 

PREPARAZIONE

 

Soffriggere l’aglio nell’olio ed aggiungere i pomodori tagliati in pezzi. Pulire e lavare i calamaretti e far cuocere per pochi minuti nella salsa. Tagliare “in Giuliana” (strisce sottilissime) la corteccia dei limonni verdi e tenere da parte. Cuocere e colare le linguine, condire ed amalgamare con la salsa di calamaretti e quindi cospargere con basilico e corteccia di limone

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Biografia Stefania Orlando

Stefania Orlando
Laureata in "Lingue, culture e letterature moderne europee" all'Università degli Studi di Napoli Federico II. Appassionata principalmente di viaggi interculturali, lettura e scrittura. Obiettivo professionale: giornalista.

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