Strade di Napoli:largo Sciuscelle e la triste storia di Maria

Dove ora sorge lo splendido complesso di San Pietro a Majella, nel luogo in cui la strada della musica s’incrocia con la via dedicata ai libri e alla cultura, proprio al centro, c’era un largo chiamato delle sciuscelle. Il nome si riferiva a un grosso albero, proprio al centro dello slargo, precisamente un albero di carrube. La zona circostante a Port’Alba era disseminata di queste arbusti al punto che l’antico ingresso è nominata ancora oggi “Porta Sciuscella”. Questo albero fu testimone di una triste storia d amore che si tramanda dall’antichità. È la storia di Maria, giovane dalla bella chioma rossa che con la sua bellezza attirava gli sguardi maschili. Maria, vissuta all’epoca dell’Inquisizione, era una modesta ragazza, la cui abitazione era proprio davanti al famoso albero. Benché la bellezza della fanciulla richiamava grande ammirazione, Maria non aveva occhi che per il suo amore,Michele,conciatore di pelli. Una sera dopo una passeggiata romantica i giovani erano insieme sotto il grande albero,quando improvvisamente Michele si sentì come incatenato al suolo. Benché la sua amata si sforzasse di spostarlo nessuno sforzo fu produttivo. Solo nel momento in cui Maria lasciò la presa,il giovane senti la costrizione venir meno, terrorizzato dall’ipotesi che fosse una maledizione fuggì nella notte e non lo si vide più.

Maria cadde in uno stato di profonda sofferenza per l’abbandono e si chiuse in casa, in pochi giorni il bell’aspetto che le aveva fatto guadagnare tanta ammirazione ma anche tanta invidia mutò. Ora era divenuta una donna canuta, con la pelle avvizzita. Il suo aspetto ricordava un’anziana donna e inoltre la sofferenza la aveva trasformata in un essere pieno di rabbia e livore. La sua trasformazione e gli eventi legati a Michele le costarono l’accusa di stregoneria. Venne così chiusa in una gabbia, attaccata con un gancio e issata al di sopra del largo. Da lì Maria malediva tutti, in particolare gli uomini che la avevano amata e bramata. Non morì ma si trasformò in pietra e da quel momento le urla di Maria ancora rieecheggiano in cerca di giustizia.

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Biografia Carmelita de Santis

"Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo" così è iniziata l’avventura di Senzalinea. Tra i quattro amici, sfortunatamente, ci sono anch'io e le idee peggiori di questa pagina vengono da me. Amo e odio la mia città, mi appassiona la sua storia e le sue tradizioni.

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