Summer Movies: 5 film celebri per il vostro relax

Per qualcuno l’estate è già iniziata. Per altri il meritato riposo è ancora lontano. Ma sia che stiate ancora a sgobbare sui libri o al lavoro, sia che vi stiate già godendo la bella vita in vacanza, eccovi alcuni film che possono accompagnare i vostri momenti di relax.

Il primo che vi consigliamo è “Quattro matrimoni e un funerale”, un film del 1994 diretto da Mike Newell. Primo di una serie di film con Hugh Grant scritti dallo sceneggiatore Richard Curtis. Questo film è stato un successo inaspettato, diventando il primo film britannico per incassi al botteghino nella storia del cinema, con un ricavo di 244 milioni di dollari.

E’, con “Full Monty”, il film britannico di maggiore successo internazionale dell’ultimo ventennio del secolo e fece di H. Grant un divo e trasformò in best seller un libretto di poesie amorose di W.H. Auden (“La verità, vi prego, sull’amore”), una delle quali è recitata nel film da J. Hannah.

Il protagonista è Charles, un inglese timido e incline alle gaffes, perdutamente innamorato di Carrie, un’attraente americana che incontra ripetutamente ai matrimoni altrui e a un funerale.

Trattasi di una commedia gradevole e leggera con dialoghi spiritosi, attori impeccabili, ritmo agile, che mescola furbizia e ruffianeria in ugual dose. Eccone un fulgido esempio:

Charles: Come sta la tua meravigliosa fidanzata?

John: Non è più la mia fidanzata!

Charles: Ah, peccato… Però, fossi in te non la rimpiangerei, so che mentre stavate insieme si scopava Toby Dely, nel caso tra voi fosse finita!

John: È diventata mia moglie.

Il secondo film che vogliamo segnalarvi è uno dei primi film di Roberto Benigni: “Tu mi turbi” , un film del 1982 diretto e interpretato dal comico toscano.

È un film in quattro episodi, nei quali si parla in un modo o nell’altro di Dio. In tre di questi in maniera palese, nell’episodio: “in banca” in maniera più mascherata dato che il riferimento a Dio è nel cognome del direttore della banca che si chiama, appunto, dott. Diotaiuti.

Il film viene apprezzato da pubblico e critica, anche se quest’ultima si mostra tiepida di fronte alla prima prova di Benigni dietro alla macchina da presa. Il film si sarebbe dovuto inizialmente chiamare “Io non volevo” e tra le scene più divertenti segnaliamo quella all’interno del primo episodio in cui il pastore Benigno deve fare da baby-sitter al piccolo Gesù, che non  smette di fare miracoli “casalinghi” come, per esempio, camminare sull’acqua della tinozza dove dovrebbe farsi il bagno. Indimenticabile.

Impossibile non indicarvi, poi, un film del genio assoluto Woody Allen: “Misterioso omicidio a Manhattan”, un film scritto, diretto ed interpretato dallo stesso cineasta americano. Il film è un giallo classico, ma elegantemente improntato alla commedia, grazie al caustico ma garbato umorismo di Allen, e ricco di citazioni cinefile.

Cosa succede quando una moglie annoiata pensa che il buon vecchio vicino di casa abbia commesso un uxoricidio? Woody Allen risponde alla domanda nella sua 23esima fatica, scherzando per l’ennesima volta con la morte (dopotutto ha una reputazione da mantenere) e memorabile è, a tal proposito, la scena in cui rimane chiuso in ascensore con un cadavere “l’en plein per un claustrofobico”.

Il quarto film che ci preme segnalarvi invece è un classico della commedia statunitense: “A qualcuno piace caldo”, un film del 1959 diretto da Billy Wilder.

Considerato una delle migliori commedie della storia del cinema statunitense,il film vinse un Oscar e tre Golden Globe, tra cui il Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia o musicale a Marilyn Monroe e miglior attore in un film commedia o musicale a Jack Lemmon

Nel 2000 l’American film Institute l’ha inserito al primo posto della classifica delle migliori cento commedie statunitensi. Nel 2005 la battuta «Well, nobody’s perfect» (Beh, nessuno è perfetto), intelligente battuta gay friendly “ante litteram” con cui termina la pellicola, è stata inserita al quarantottesimo posto della classifica delle migliori cento battute del cinema statunitense.

Il quinto e ultimo lungometraggio che vi proponiamo per il vostro relax estivo è una commedia scritta in maniera talmente fluida e talmente sapiente che è stata oggetto di studio in alcuni corsi di scrittura per il cinema, la sua particolarità è che la sceneggiatura si struttura in una serie di micro sceneggiature che compongono l’intero film.

Mi riferisco a “Clercks” (Commessi), un film di Kevin Smith del 1994 che ha anche un suo cameo all’interno: un giorno nella vita di due impiegati, chiamati Dante e Randal, mentre infastidiscono i clienti, discutono film e giocano a hockey sul tetto del negozio.

Opera prima del regista, all’epoca ventiquattrenne, questo film indipendente è una commedia grottesca, politicamente scorretta e sboccata realizzata con un bassissimo budget: è costata infatti soltanto 27.575 dollari, metà utilizzati per riprese e produzione e metà per l’acquisto dei diritti sui brani musicali. Fu girata interamente in bianco e nero, nello stesso negozio di alimentari in cui Smith lavorava all’epoca, prevalentemente di notte e durante la chiusura dell’esercizio.

Presentata nella Settimana Internazionale della Critica al 47º Festival di Cannes, ha vinto il Premio Mercedes-Benz alla miglior pellicola della sezione.

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Biografia Alessandro Grieco

Alessandro Grieco
Laureato in economia,appassionato di scrittura e cinema,si è occupato di critica cinematografica e teatrale per Teatro.org,Pride online e Ioma

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