Mentre il Napoli di Allegri riprende a Castel di Sangro il suo cammino verso la nuova stagione, il suo popolo celebra una data speciale: il 1 Agosto di 100 anni fa infatti, dopo scissioni, riunioni e cambi di nome, nasceva la versione del club che conosciamo oggi.
Cento anni vissuti all’insegna della passione e dell’amore viscerale di una città nei confronti della propria squadra di calcio, sentimenti la cui intensità non è mai stata legata alle gioie o alle delusioni arrivate sul campo.
Ad accomunare il primo presidente azzurro, quel Giorgio Ascarelli in grado di donare alla sua creatura il primo, modernissimo stadio di proprietà, e l’attuale patròn Aurelio De Laurentiis, c’è la capacità di avere una visione del futuro nel quale proiettare il club.
Dopo aver ridato lustro a una squadra travolta dalle macerie del fallimento dopo i fasti di D10S, e aver conquistato due storici scudetti, a De Laurentiis mancano “solo” due grandi obiettivi: vincere anche in Europa e lasciare in eredità al suo Napoli delle strutture degne dei risultati ottenuti sul campo, e francamente appare difficile indicare quale dei due traguardi appaia più impervio da raggiungere.
Nel frattempo, però, è giusto e doveroso festeggiare: lo ha fatto il tifo organizzato, con una magnifica sfilata culminata nella fiaccolata di mezzanotte alla rotonda Diaz, e lo ha fatto il club, con una suggestiva cerimonia partita da piazza Carità e conclusasi a Piazza del Plebiscito.
Ad accomunare questi due momenti, la partecipazione popolare, ennesima testimonianza di un sentimento identitario che ha pochi eguali al mondo: unico come Napoli, da sempre uno stato d’animo prima ancora che una città, e sempre rappresentato nel modo più efficace dalla sua squadra di calcio.
E allora tanti auguri Napoli, da chi di questi 100 anni ne ha passati quasi 40 al tuo fianco, nel bene e nel male: che i prossimi 100 siano altrettanto ricchi di amore e passione.



