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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
SportCalcio Napoli

Tanto lo sappiamo che, in fondo in fondo, ci sperate ancora!!!

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero 1 mese fa
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5 Min Lettura
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Nella città che ha fatto della speranza uno storico discutibile stile di vita, vive una squadra di calcio che per anni ha rispecchiato questo andazzo, una squadra solitamente perdente seppur spesso bella, ma con il sorriso, pronta a giustificare i propri fallimenti sportivi in qualunque modo, senza mai considerare l’ipotesi di essere meno forte delle avversarie, rappresentata da un ciuccio rampante, modesto e orgoglioso.

La realtà calcistica del calcio Napoli è ben diversa: oggi è guidata da un imprenditore vero (uno dei più poveri della serie A secondo Forbes) e da un allenatore antipatico, poco spettacolare e tremendamente pratico, lontano dagli svolazzi, comunque indimenticabili, dell’ex Comandante Sarri e votato al risultato come scopo ultimo, se non unico, del suo lavoro. Quanto di meno napoletano possa esistere, insomma, secondo gli ovvi stereotipi che per sempre ci porteremo dietro.

In una stagione disgraziata dal punto di vista degli infortuni (ancora lungodegenti Di Lorenzo, Rrahmani, Neres e Vergara), i ragazzi di Conte hanno tenuto botta, combattuto, lottato, perso ma anche vinto e, dopo la prestazione bruttina di sabato contro il Lecce che ha, comunque, partorito un due a uno che vale tre punti lo stesso, si trovano a nove punti dalla battistrada Inter. I recuperi di calciatori del calibro di Zambo Anguissa (seppur in condizioni fisiche a dir poco precarie), McTominay, De Bruyne e quello prossimo di Lobotka, ridisegnano la squadra secondo quelle che erano le idee iniziali ed è fuori da ogni dubbio che, con la loro presenza, oggi napoletani e nerazzurri sarebbero molto vicini e pronti allo sprint finale punto a punto, come nella scorsa stagione.

Ed è qui che vi volevo.

Il popolo napoletano ha iniziato, prima in silenzio, adesso un po’ meno, a fare calcoli, a considerare meno folle di quanto realmente sia, una clamorosa rimonta.

Si avete letto bene.

Il concetto di speranza è stato abbondantemente trattato nel corso dei secoli da Religioni, scrittori, poeti ed intellettuali. Non ci sarebbe modo di limitarla in un semplice articolo che dovrebbe parlare di pallone e allora prendiamo in considerazione il concetto di speranza secondo il Cristianesimo, intesa come obiettivo comune, una prospettiva positiva con la quale affrontare le difficoltà che si incontrano, concetto ripreso anche in poesia, come forza propulsiva per andare avanti.

Chi scrive è convinto che la speranza sia un concetto piuttosto astratto e che, a meno che non sognate di vincere al superenalotto, la speranza, parente alla lontana ed in qualche modo della fortuna, vada coltivata sempre. Per il grande Bukowski, troppo spesso associato a semplici post da social, la speranza è un fungo velenoso che risorge in eterno, concetto condivisibile solo se ci affidiamo ciecamente ad essa.

Perchè tutto questo sproloquio? Semplice, matematicamente la “remuntada” (termine spagnolo che tanto piace ai giornalisti veri) non è impossibile, si parla di numeri, mancano nove partite, 27 punti in palio e 9 di distacco, quindi nulla questio. E allora, dove sta la speranza? La speranza, in questo caso, prende due strade parallele. La prima strada riguarda che eventi che si possono verificare nel corso di questi ultimi due mesi di stagione e cioè che gli accidenti capitati alla rosa del Napoli accadano altrove e che i meneghini di Padre Chivu possano perdere punti per strada. La seconda riguarda, appunto, il concetto di coltivazione della speranza: i partenopei dovrebbero fare percorso netto, o quasi, per non avere rimorsi e farsi trovare pronti all’occorrenza.

Molto più onestamente, l’obiettivo Champions è quello più alla portata del Napoli, sia per vantaggio sul quarto posto sia per valore della rosa.

Ma tanto già lo so che tutti noi aspettiamo una vittoria venerdì nel catino di Cagliari, pronti a sognare un clamoroso colpo di coda della derelitta Fiorentina, sull’orlo del baratro serie b, contro i Bauscia.

Ma alla fine, perchè non dovremmo farlo? Perchè non dovremmo gufare e sognare? Crederci non costa nulla, dicono i saggi, noi a Napoli diciamo semplicemente….nun se pava!!!!

Quindi….

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Fabrizio Oliviero Mar 17, 2026
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Pubblicato da Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, ex commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e già assorbita dal primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e se la domenica è storta meglio non provocarlo fino alla gara successiva!!
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