Tex romanzi a fumetti 4: Sfida nel Montana – Recensione

 

Giunge al suo quarto appuntamento Tex Romanzi a Fumetti, la collana di graphic novel dedicata al più longevo e iconico dei personaggi Bonelli. Ormai la formula editoriale è nota e rodata: volumi da collezione a colori, impreziositi da copertine in cartonato e affidati sempre a grandi firme del fumetto.

Al di là della cura nella confezione, questa collana ha l’indubbio merito di proporre uno sguardo diverso, alternativo all’eroe, potremmo dire eponimo, di casa Bonelli. Questo tentativo ha suscitato qualche piccolo malumore tra i fan di lunga data (per numero di vendite Tex è tra le serie a fumetti più vendute al mondo, oltre che tra le più longeve), ma che ha anche avviciato al personaggio lettori (tra cui il sottoscritto che candidamente lo ammette) che non gli sono mai stati particolarmente affezionati. Un cantuccio di – relativa – novità insomma, che rende possibile esplorarne le capacità ancora inespresse, senza dover sacrificare le caratteristiche che lo hanno reso caro ai lettori di lungo corso.

In questo “Sfida nel Montana” per esempio, Gianfranco Manfredi (Volto Nascosto, Shangai Devil, Adam Wild), abbozza in una cinquantina di pagine un piacevole ritratto dell’eroe da giovane, mettendo in scena un Tex vent’enne ma dalle idee già ben chiare. Un cosa è chiara fin dalle prime tavole, sebbene sia una storia giovanile questa non è una storia delle origini, e tanto meno un racconto demitizzante. Il cowboy ha già tutte le qualità che lo caratterizzano nelle avventure da adulto: nobiltà d’animo, anelito alla giustizia e, ovviamente una fedeltà indiscutibile ai legami affettivi. Richiamato dall’amico d’infanzia Birdy (che si chiama così “perché gli piace vivere libero come un uccello”…va beh…) Tex torna fra la neve e il vento del Montana, terra di Blizzard, per imbattersi in un traffico, non tanto losco quanto sanguinoso. Aiutare l’amico e fare giustizia – o vendetta, che in un western sono notoriamente la stessa cosa – saranno un tutt’uno, e il giovane Tex non perderà tempo nell’usare la sua sei colpi.

Il racconto, piuttosto semplice e lineare, è come dicevo uno schizzo fresco e godibile della giovinezza del protagonista. La trama ridotta al minimo vorrebbe lasciar spazio alla caratterizzazione dei personaggi, ai loro rapporti, ai legami (che si intuiscono profondi e lunghi) dai quali sono avvinti. Un modo diverso insomma, per restituire qualche dettaglio di un periodo mai narrato nella vita del mito, per interposta persona: attraverso i suoi legami affettivi.

Manfredi riesce in buona misura nell’intento (anche se rimangono dei dubbi proprio sulla caratterizzazione di Birdy…sempre lui…), ma deve molto del suo successo alle matite di un Giulio de Vita (Lazarus Ledd, Wisher) in ottima forma, arricchite dagli splendidi colori di Matteo Vattani. Il potere evocativo di questo connubio conquista da subito l’attenzione del lettore, restituendogli in cambio immagini vivide, cinematografiche, sensazioni quasi tattili. E questo fin dalle primissime immagini della storia, che si apre con un’ immenso, spettacolare paesaggio montano, con il protagonista sofferente per il vento gelido dritto in volto. Cinematografica è in realtà tutta l’impostazione scelta dagli autori, che affidandosi giustamente ai dettagli del tratto, possono optare per un approccio “show, don’t tell” , alleggerendo i dialoghi e valorizzando i silenzi.

La possibilità di eliminare il dialogo – e spesso persino le onomatopee – da alcune vignette (senza perdere in alcun modo di chiarezza narrativa), conferisce ritmo e realismo alla storia, conferendo con naturalezza la necessaria intensità ai passaggi emotivamente più densi. Esempio per tutti la sequenza a cavallo, completamente muta, di pagina 7…

Davvero una bella prova per tutti, questo volumetto, che si rivela una lettura piacevole.

Peccato per il finale un po affrettato.

Tex Romanzi a fumetti n 4. Sfida nel Montana

Uscita: 24/09/2016

Soggetto e sceneggiatura: Gianfranco Manfredi
Disegni e copertina:
Giulio De Vita
Colori:
Matteo Vattani

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Biografia Carmelo Nigro

Carmelo Nigro
Nato sul finire della lontana e oscura epoca umana conosciuta come “anni '80”, è riemerso, più o meno trionfante, dal labirinto universitario durante la seconda decade del terzo millennio, riportando una laurea in giurisprudenza come macabro trofeo. Nerd incallito e irredento, fagocita libri e fumetti di ogni tipo, delirando di improbabili super-poteri da ben prima che Downey Junior rendesse popolare la faccenda sfrecciando ubriaco nei cieli di Hollywood... Il suo primo atto ufficiale come membro del team di Senza Linea è stato inventare la parola “Nerdangolo”, rubrica di cui tutt'ora si occupa per la gioia di sé stesso. mail: c.nigrox@gmail.com

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