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Serie Tv

The Gilded Age 3, un successo rinnovato per una quarta stagione

The Gilded Age è giunto alla conclusione della sua terza stagione ma una quarta è stata già annunciata. La serie in costume della HBO sta diventando un vero e proprio cult!

Adelaide Ciancio
Adelaide Ciancio 10 mesi fa
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8 Min Lettura
The Gilded Age
The Gilded Age
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The Gilded Age ha appena concluso la sua terza stagione ed è stato confermato per una quarta prima ancora del gran finale. Una serie raffinata, elegante, storicamente accurata nelle ambientazioni, nei costumi e nell’inserimento di personaggi realmente esistiti che hanno fatto la storia di New York negli ultimi vent’anni del 1800. Tra lotte sociali, splendidi costumi e una trama che non manca mai di sorprendere lo spettatore, dal gennaio 2022 stiamo assistendo all’ascesa di un vero e proprio cult. Un cast eccezionale – senza contare le prestigiose guest stars – riunito tra sfarzi, apparenze e scalate nell’alta socieltà dei personaggi principali che riescono ad avere singola attenzione alle storie personali di ognuno.

The Gilded Age, due famiglie a confronto

Incentrata inizialmente sulle vicende personali di Marian Brook (Luisa Jacobson, attrice di cinema e teatro nonché figlia di Meryl Streep) che si trasferisce delle zie a New York, la vicenda in realtà si sposta presto sui cosìddetti nuovi arrivati, giudicati fin da subito alla stregua di “pezzenti arricchiti” ovvero la famiglia Russel. George Russel (Morgan Spector, La Nebbia), affascinante capofamiglia ha avuto successo come uomo d’affari o robber baron, come definiti all’epoca gli uomini che accumulavano ricchezze con mezzi leciti e illeciti. Sua moglie Bertha è una donna divorata dall’ambizione di entrare nell’alta società, disposta a tutto pur di guadagnarsi un posto rispettabile. I loro figli sono Larry, laureato ad Harvard ma sveglio e attento negli affari e Gladys, fresca sposa nell’ultima stagione del Duca di Buckingam: un matrimonio combinato da Bertha, non voluto da entrambi ma che si sta rivelando tuttavia un buon affare e un legame sempre più solido tra i due.

La famiglia Russel costruisce una imponente e sfarzosa dimora proprio di fronte a quella dei van Rhjn e ciò scatena inizialmente lo sdegno di Agnes, vedova capofamiglia e un po’ despota (Christine Baransky, grande attrice di cinema e della tv) ma non di sua sorella Ada (Cynthia Nixon, ovvero Miranda di Sex and the City) zitella umile e sottomessa che troverà l’amore anche se in età matura e si ritroverà vedova e più ricca di sua sorella. In un gioco fatto di astuzia e pettegolezzi che diviene addirittura una gara per assicurarsi di avere il teatro più bello e in voga del momento, il tutto arbitrato da un personaggio realmente esistito, noto come Mister Ward McAllister che faceva il bello e il cattivo tempo sulle famiglie più in vista all’epoca. E non è il solo. La serie vanta la presenza di molti altri personaggi realimente esistiti come Mister Fortune, direttore del giornale dove scrive all’inizio Peggy Scott, donna di colore forte e volitiva che nasconde un doloroso passato. Mister Fortune fu giornalista nato in schiavitù che lottò tutta la vita per i diritti degli afroamericani.

L’alta società afroamericana della New York di fine 800

A questo proposito, la serie dedica moltissima cura anche in quella che era per l’appunto, l’alta società afroamericana di New York all’epoca. Personaggi molto importanti per lo svilupo della trama come Miss Scott, Mister Fortune e il Dottor William Kirkland, rappresentano le due facce della medaglia: da una parte stimati e benvoluti e dall’altra ancora in lotta contro i “bianchi” per il riconoscimento dei diritti ma in The Gilded Age troveranno riscatto e rispetto presso molti. Il Dottor Kirkland salva infatti la vita di George Russel dopo che un operaio, istigato dal sindacato che gli si oppone, gli spara e si guadagna il rispetto del magnate, oltre ad una grossa somma di denaro. Questo gli darà il coraggio di dichiararsi a Peggy Scott che aveva curato in casa van Rhijn dopo che un sedicente medico”bianco” si era rifiutato di prestarle le giuste cure. L’argomento delicato viene affrontato con intelligenza e accuratezza storica e smuove molte coscienze nella speranza di aprire le menti a chi, ancora al giorno d’oggi, è accecato dall’ inutile e crudele razzismo.

I costumi, in special modo quelli delle donne, sono splendidi, non soltanto quelli sfarzosi delle ricche signore della New York “dabbene” ma anche quelli dei personaggi più umili: cameriere, governanti e operai, tutti hanno l’abito giusto per ogni occasione. Kasia Walicka-Maimone, costume designer già nota al grande schermo, ha studiato insieme al suo team (composto da circa 65 persone)  ricerche approfondite sulle tendenze e gli stili dell’epoca. Grazie alle fotografie e ai dipinti e alle riviste dell’epoca, ha dato vita ad un tripudio di abiti sfarzosi, realizzati e pensati singolarmente per ciascun personaggio, adatti ad ogni evento. Dai guanti ai cappelli, agli accessori, ogni cosa è studiata nel minimo dettaglio. Una piccola nota sulla stilista: il look studiato per il biopic su Bruce Springsteen, interpretato dal vincitore del  Golden Globe Jeremy Allen White è opera sua.

Quando la HBO prese il timone di The Gilded Age

La serie, prodotta da HBO (che ha, a mio mdesto parere dei responsabili per le sigle eccezionali, basti pensare a quella di Gilded Age o alla successione di Pop Up realizzata per il Trono di Spade) con la collaborazione di Universal Television ha visto la luce nel 2022 dopo un passaggio di mano dall’NBC e questo ha ritardato il suo debutto, previsto per il 2018, di ben quattro anni. E’ chiaro che nel passaggio la serie abbia guadagnato quel tocco di classe tipico di tutte le produzioni che, si dice a furor di popolo, abbiano una marcia in più ma certo staremo a vedere cosa accadrà con Harry Potter, che sta scatenando non poche polemiche. Nel frattempo, la casa di produzione continua a mietere successi e The Gilded Age ne è la prova, al punto che, proprio come anticipato all’inizio di questo articolo, la conferma per la quarta stagione è giunta prima ancora della conclusione della terza.

 

Il finale di stagione ha lasciato tutti col fiato sospeso – com’è giusto che sia, se si desidera la continuità di una serie – e si aspetta  con ansia di sapere che cosa accadrà ora che la buona società di New York ha fatto un passo avanti nella modernità. Le suffragette otterranno il diritto di voto, anche per le comunità afroamericane? Le donne divorziate saranno ancora bandite dall’alta società e trattate come reiette? Molte unioni daranno frutti inaspettati e alcune li stanno già dando, poiché s aspetta il piccolo Duca di Buckingham. Riuscirà Bertha Russel a riconquistare il cuore di suo marito? No resta che aspettare la prossima, elegante e sfarzosa stagione di The Gilded Age. E per chi ancora non l’avesse vista, suggerisco di andare subito a vedere le prime tre stagioni.

La serie è disponibile in Italia su Sky Serie.

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