Tony e Tina: il matrimonio del dissidio!

Siamo ben consci che tutto il clamore che si è aperto intorno alle nozze del neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli è stato, almeno in buona parte, intenzionalmente cercato per visibilità e pubblicità e, in teoria, in ciò non ci sarebbe nulla di male. In tal senso, bisogna pure ammettere che il risultato è stato raggiunto. Basti pensare, infatti, che prima che scoppiasse il putiferio sui giornali e sui social, soprattutto fuori Napoli, non tutti conoscevano chi fosse il cantante; e questo non perché si è snob, ma semplicemente perché, magari, ai più piace ascoltare della Musica (per fortuna, aggiungiamo).

Dunque, come si diceva, siamo consapevoli che parlare di questo matrimonio trascinerà anche noi nel cosiddetto “circo mediatico”, ma, da analisti e da giornalisti, non possiamo esimerci dal trattare questo argomento. Esso è stato il vero e proprio caso della settimana. La città è stata praticamente bloccata da questo sposalizio, sia nel senso fisico – in quanto il traffico è stato fermo per molto tempo – sia nel senso delle polemiche createsi, le quali, in questi giorni, hanno monopolizzato il dibattito pubblico. In molti, invero, hanno accusato la cerimonia perché essa, a partire dal corteo con carro, banda e giocolieri, è risultata eccessivamente sopra alle righe ed esageratamente pacchiana, e siccome si è imposta sui canali della comunicazione (non poteva, ovviamente, mancare la diretta di Barbara D’Urso) si è parlato di un danno di immagine per tutta la città. Anche le istituzioni locali e persino De Luca, governatore della Regione Campania, hanno espresso critiche. In pratica – ci si consenta l’accostamento – ci siamo trovati dinanzi a una versione decisamente più trash della festa di Fedez e Chiara Ferragni. A dire il vero, in aggiunta, c’è stato persino chi ha evocato il paragone con quel famoso funerale, con carri, elicotteri e sceneggiate, dei Casamonica a Roma, che pure, come ricorderete, fece tanto discutere. C’è da far notare che Tina è la vedova di un boss della camorra, tale Gaetano Marino, morto in un agguato a Terracina nel 2012, ed è anche per via di questo aspetto che si sono aperte le diatribe. Ma il vero oggetto del contrasto è stato l’utilizzo degli spazi pubblici, sia per quanto riguarda la celebrazione delle nozze, nel Maschio Angioino, sia per quanto riguarda l’addio al nubilato, di qualche giorno prima, con un flash mob, che, in realtà, è stato uno sorta di concerto,  con tanto di palco, in Piazza Plebiscito, e durante il quale è stato girato un videoclip. Per giunta, pare che sia stato persino spostato un evento anti-camorra che si sarebbe dovuto tenere, nello stesso giorno, nel Castel Nuovo.

Il Comune di Napoli, a iniziare dal sindaco de Magistris e dall’assessora Clemente, ha fatto sapere di non aver mai concesso le autorizzazioni e, pertanto, tramite la polizia municipale, dovranno essere pagate multe che ammontano a circa 32mila euro. Di altro avviso, invece, è Tony Colombo, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni ad alcuni organi di stampa. “Il Comune sapeva, mi hanno dato i permessi il 15 marzo, 13 giorni prima. Volevo fare una lezione al sindaco, forse non sa che significa flash mob”(…) “Le carrozze hanno una targa che è un codice identificativo, le associazioni affittano le carrozze da mille anni agli sposi. Perchè il sindaco non organizza qualcosa di bello per i bambini a Secondigliano? I bambini erano contenti di vedere trampoli e acrobati, lì non sorridono mai. Il sindaco si chiude a Palazzo San Giacomo e non sa niente dei napoletani. La gente sta con me”. Così si è difeso il neomelodico in un’intervista rilasciata a Radio Capital e riportata da diverse testate giornalistiche.

Ma è vero ciò che dice il cantante, ovvero che la gente di Napoli, sulla questione contesa, stia con lui? Perché, a leggere i commenti in giro per la rete e ad ascoltare, in generale, i pareri delle persone, non sembrerebbe per niente che sia così. Come sentimento comune più diffuso pare, piuttosto, che “questo matrimonio non si doveva fare”; non nel senso che Tony&Tina non si dovessero sposare – per carità, nessuno può sindacare su questo…ci mancherebbe altro! – ma per le modalità in cui esso si è svolto. Sta di certo che ora indagherà persino la procura, che ha già inviato i carabinieri a Palazzo San Giacomo per reperire le eventuali documentazioni e stabilire quindi la verità.

Staremo a vedere! La telenovela di “Tina, vedova di Tano, sposa di Tony” , la fiction de “Il matrimonio dello scuorno” è destinata ancora a far parlare di sé.

 

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Biografia Angelo Potenza

Angelo Potenza
Nato a Potenza nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica nella si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli, dove attualmente vive."La Storia, la scrittura e il mondo dell'informazione sono le mie passioni più grandi. E poi, naturalmente, c'è Napoli, insieme a tutta la nostra terra, a far da sfondo non solo agli occhi ma ad ogni pensiero."

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