Top 5: film in cui l’amore è raccontato in modo insolito

Ci sono certi film in grado di sciogliere il cuore come nemmeno i mélo o i drammi amorosi riescono a fare: si tratta di storie in cui il tema dell’amore, seppur non in primo piano, è in realtà centrale e viene enfatizzato da elementi insoliti. Ecco perché noi di Senzalinea vi proponiamo cinque film che trattano di storie d’amore non convenzionali o che trattano di storie d’amore in maniera non convenzionale.

Don Jon

Al quinto posto troviamo Don Jon, una commedia romantica davvero fuori dal comune che segna il debutto dietro la macchina da presa di Joseph Gordon-Levitt, non soltanto attore ma anche sceneggiatore di questa interessante pellicola che ironizza sulla porno dipendenza 2.0.

E’ divertente come la storia ruoti attorno alla relazione tra un uomo che guarda troppi porno e una donna che guarda troppi film romantici! Il porno così come i film d’amore possono essere considerati entrambi “nocivi” se li si prende troppo a modello: vi siete mai soffermati sul fatto che i media creino delle aspettative irrealistiche sulla vita reale? Ecco, questa è la questione principale davanti cui ci pone il film.

Secondo il protagonista Jon, detto il Don per le sue doti da playboy, la pornografia su internet è meglio di un rapporto sessuale consumato con una ragazza in carne ed ossa, con la quale non riesce a provare la stessa soddisfazione di quando si abbandona alla sua mano destra davanti a un video caricato online. Durante la scena di apertura Jon ci elenca gli svariati motivi per cui la pensa così, ma non saremo noi a riportarli, quindi per vedere se siete d’accordo con lui oppure no guardate il film! Ma Jon cambierà idea dopo aver posseduto la ragazza più sensuale e attraente (vi basterà sapere che ad interpretarla è Scarlett Johansson) che abbia mai incontrato? Dato che Don Jon è una commedia per nulla scontata, la risposta è certamente differente da quella che  immaginate.

Léon 

Al quarto posto troviamo Léon, un film che spazia dal dramma all’action, ma ha in sé molto di più: 136 minuti in grado di emozionare, a volte attraverso le risate, a volte attraverso le lacrime. Luc Besson, sia regista che sceneggiatore di questa incantevole pellicola, mette in scena una storia di violenza con una delicatezza unica, ma soprattutto la storia di un amore purissimo tra una ragazzina di dodici anni dall’animo che sta già invecchiando e un uomo di quaranta rimasto sempre un ragazzino. Insomma, pura poesia.

La trama vede protagonista Léon, uno spietato killer taciturno e semianalfabeta usato dalla mafia italiana: l’uomo vive da sempre in solitudine, almeno fino a che non adotta una ragazzina di nome Mathilda, la cui famiglia viene sterminata da una squadra di agenti antidroga capitanata da un perfido poliziotto corrotto e tossicomane. La ragazzina è determinata a vendicarsi e riuscirà a convincere Léon a insegnarle il suo mestiere. Mentre l’allenamento per diventare un sicario prosegue tra colpi di pistola e una dieta a base di latte, la ragazzina insegna al suo mentore a leggere e per ripagarlo svolge le faccende domestiche. Il rapporto tra i due si rafforza a tal punto da “innamorarsi” l’uno dell’altra.

La vera forza di questo film sono i personaggi, ai quali è impossibile non affezionarsi: Léon, interpretato da Jean Reno, è un antieroe che, una volta tolta la maschera del killer, si rivela essere una creatura dolce e infantile, mentre Mathilda, interpretata da una Natalie Portman già straordinariamente brava nonostante la giovanissima età, è una lolita malinconica, sempre in bilico tra la voglia di crescere troppo in fretta e il bisogno di vivere un’infanzia che le è stata negata.

Lars e una ragazza tutta sua

Al terzo posto c’è Lars e una ragazza tutta sua, pellicola agrodolce che oscilla dalla commedia al dramma e che è stata candidata all’Oscar nel 2008 per la miglior sceneggiatura originale.

Il protagonista della storia è Lars, un ventisettenne sociofobico che vive in un piccolo paese del Wisconsin e a causa della sua timidezza non riesce a relazionarsi con i suoi concittadini e ha difficoltà persino con il fratello e sua cognata ai quali, però, un giorno confida di aver finalmente trovato una fidanzata via internet. Peccato si tratti di una real doll, per dirla in parole povere una bambola gonfiabile, che egli chiama Bianca! La famiglia, sotto consiglio di uno specialista, e addirittura l’intero paese, finiranno per assecondare Lars trattando anch’essi Bianca come una ragazza vera. Infatti Bianca, proprio come una ragazza vera, porterà la comunità ad aprire le proprie vedute, accompagnando tutti in un viaggio verso il cambiamento.

Il film, a prescindere dalla tematica trita e ritrita dell’accettazione del diverso o di ciò che non è socialmente ordinario, ci pone davanti a un quesito interessante su cui si può riflettere a lungo, ovvero se sia preferibile essere infelici ma perfettamente inseriti nel proprio contesto sociale oppure essere felici contravvenendo alle regole vigenti nella stessa società.

Molto apprezzabile è l’originalità della trama, ma soprattutto la prova attoriale di Ryan Gosling, che interpreta ovviamente il nostro Lars. Gosling infatti, che al tempo non era ancora un volto troppo famoso di Hollywood, è riuscito a farsi notare grazie a questo ruolo.

La forma dell’acqua

Al secondo posto abbiamo il recentissimo La forma dell’acqua di Guillermo Del Toro, che si è aggiudicato sia il Leone d’oro alla 74ma edizione del Festival di Venezia, sia l’Oscar come miglior film.

Siamo nel 1962. Elisa Esposito è una donna affetta da mutismo che lavora in un laboratorio scientifico di Baltimora dove gli americani combattono la guerra fredda. In questo laboratorio un giorno viene portata una cisterna contenente una creatura anfibia dall’aspetto umanoide, su cui il sadico colonnello Strickland conduce sanguinosi esperimenti con l’intenzione di vivisezionarla nella speranza di ottenere informazioni per la corsa allo spazio. Elisa rimane decisamente affascinata dalla creatura, tanto da stringere amicizia con lei. Presto scopre che essa è dotata di grande intelligenza e sensibilità e non ci vorrà molto tempo perché i due, legati dalla sofferenza e dall’emarginazione, si innamorino.

Una favola atipica, commovente e intensa a cui è difficile rimanere indifferenti. Per saperne di più correte a leggere la nostra recensione del film.

Lei

Infine, al primo posto troviamo Lei di Spike Jonze che, osando parecchio con questa pellicola, si è meritato l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale nel 2014.

Di certo proprio questo film non poteva mancare nella nostra classifica, in quanto racconta dell’inconsueta storia d’amore tra un essere umano e un computer. Il tutto è ambientato in un futuro non molto lontano dal nostro, in cui l’uscita di un nuovo sistema operativo provvisto di intelligenza artificiale in grado di evolvere apprendendo e rielaborando persino le emozioni, rivoluziona completamente la relazione tra uomo e tecnologia. L’introverso Theodore, interpretato da Joaquin Phoenix, ha divorziato da poco e per distrarsi dall’infelicità acquista il sistema operativo a cui ben presto si legherà sentimentalmente: Samantha, a cui Scarlett Johansson presta la voce.

Questo rapporto tra uomo e tecnologia in realtà non è uno spunto di riflessione, quanto un mezzo per parlare d’altro, è un mero strumento per affrontare le più comuni sensazioni umane in una chiave diversa. Inserendo l’elemento fantascientifico ecco che una storia il cui tema principale è il processo attraverso cui viene elaborata la fine di un amore, ci risulta innovativa. Un film da non perdere.

 

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Biografia Angela Bevilacqua

Angela Bevilacqua
Classe 1996 da sempre apassionata di cinema e di scrittura. A diciassette anni ha realizzato il suo primo cortometraggio “Il teatro dei ricordi” interpretato dall’attore francese Jean Sorel, presentato come evento speciale al festival di Giffoni. Nell’anno 2017 ha pubblicato il suo primo romanzo intitolato “La Città del Vizio” edito da Guida Editori.

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