Top 5: film sull’ossessione!

La parola “ossessione” indica uno stato psichico psicologico generato da un’idea fissa che turba particolarmente la persona che ne è affetta. L’ossessione diviene un motivo di ansia, di preoccupazione persistente riguardo quella determinata idea: può essere attrazione verso qualcuno, bisogno irrefrenabile di fare sesso, necessità di essere perfetti fisicamente o in quello che si fa, ma anche una fobia può divenire così grave da arrivare all’ossessione. Tutti questi aspetti tanto destabilizzanti per la psiche umana sono spesso stati soggetto di storie che hanno dato i natali a film più o meno famosi. Una specifica forma di ossessione che affigge il o la protagonista è il punto di partenza da cui si dipanano le cinque storie diverse di cui vi parlo questa settimana.

Sepolto vivo

Sepolto vivo è un film del 1962 diretto da Roger Corman. E’ il terzo film della serie basata sui racconti di Edgar Allan Poe, realizzata da Corman per l’American International Pictures.

La vicenda ruota attorno a un uomo di nome Guy Carrell (interpretato da Ray Milland) convinto che il padre sia stato sepolto vivo. La paura di fare la stessa fine del genitore diventa una vera e propria ossessione, tanto che egli arriva a farsi costruire una cripta dotata di alcuni dispositivi che possano permettergli di sfuggire a una simile sorte. Quando un giorno scopre che suo padre ha fatto davvero quella brutta fine, per il trauma cade in uno stato di catalessi che viene scambiata per morte, per cui si ritrova nella situazione che tanto aveva temuto. Ciò che segue è pura follia!

“Sepolto vivo” è un film dove la fobia non della morte, ma dell’essere morto/non morto evidenzia perfettamente l’idea dell’ossessione che si ripete in molti racconti di Edgar Allan Poe. Il personaggio di Ray Milland accompagna lo spettatore in un crescendo di ansia fino al parossismo in alcune scene tra incubo e realtà. Un film ormai datato, ma sempre valido per chi ama restare col fiato sospeso.

Il cigno nero

Il cigno nero è un film del 2010, scritto e diretto da Darren Aronofsky. La pellicola è stata presentata alla 67esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia e al Toronto International Film Festival. Gli interpreti principali sono Natalie Portman, che si è aggiudicata l’Oscar come migliore attrice per il ruolo, Mila Kunis, Winona Ryder e Vincent Cassel.

Il film racconta la storia di Nina, una fragile e insicura ballerina del prestigioso New York City Ballet. La ragazza viene scelta dal direttore artistico come prima ballerina per la rappresentazione della famosa opera di Ciajkowskij “Il lago dei cigni”. Nina comincia ad allenarsi duramente, ma sembra perfetta per interpretare unicamente il ruolo del cigno bianco, mentre riscontra parecchie difficoltà a rappresentare la trasformazione nel cigno nero. Le pressioni del direttore artistico affinché ella lasci emergere il proprio lato oscuro fanno sprofondare Nina, che è ossessionata dal voler raggiungere la perfezione, in un baratro di paranoie e allucinazioni che la porteranno all’autodistruzione.

La pellicola è un ibrido tra il thriller, l’horror, lo psicoanalitico e il dramma. Un impasto di generi per raccontare la discesa all’inferno di una donna in perfetto stile Aronofsky! “Il cigno nero” pone al suo centro il tema dell’identità e del doppio: la protagonista è una giovane donna ipercontrollata, soffocata dall’insicurezza e dal rapporto con una madre apprensiva e ingombrante. Lo spettacolo si presenta a Nina come l’occasione perfetta per liberare le proprie pulsioni, le angosce e soprattutto desideri repressi. Il suo conflitto interiore si esterna attraverso altre figure, in particolare quella di Lily, una collega che rappresenta tutte le tendenze opposte al suo carattere e che Nina identifica con la parte di sé che rifiuta ma da cui allo stesso tempo è attratta. La giovane donna vede in Lily la sua antagonista, soprattutto quando questa viene scelta come sua sostituta, ma la vera antagonista di Nina è Nina stessa! Alla fine lo spettacolo, così come la vita della protagonista, si conclude con la morte del cigno bianco. Un film metaforico, oscuro, a tratti inquietante, ma dalla sfolgorante bellezza!

The Neon Demon

The Neon Demon è un film del 2016, scritto e diretto da Nicolas Winding Refn. La pellicola è stata presentata in concorso al Festival di Cannes dello stesso anno. Gli interpreti principali sono Elle Fanning, Keanu Reeves, Jena Malone, Bella Heathcote e Abbey Lee.

Jesse è una sedicenne che dalla Georgia giunge a Los Angeles con il sogno di diventare una modella. La sua bellezza diafana e innocente si fa immediatamente notare da stilisti e fotografi e la sua ascesa al successo è presto compiuta. Ciò suscita l’invidia e la gelosia delle colleghe, che sognano una bellezza perfetta e naturale come la sua e che, spinte dall’ossessione di voler essere come lei, arriveranno a compiere un atto estremo ed esecrabile.

“The Neon Demon” è un film originale, folle, ricco di simboli e sequenze surreali e provocatorie. Sin dalla sua presentazione alla 69esima edizione del Festival di Cannes l’accoglienza da parte di pubblico e critica è stata discorde: c’è stato chi lo ha elogiato come capolavoro e chi lo ha condannato come un esercizio di stile privo di contenuto. Certamente non è un film per tutti, sia per la presenza di alcune scene particolarmente disturbanti, sia perché richiede una maggiore attenzione da parte dei suoi fruitori per coglierne i significati e le metafore. E’ senz’altro il film più controverso e sconvolgente del regista danese che si cimenta nell’horror raggiungendo l’apice del suo cinema, con la raffinatezza delle inquadrature e le suggestioni audiovisive. Il tema centrale della pellicola è l’ossessione per la bellezza: ciò che più conta in assoluto è l’immagine, l’apparenza, “sembrare più che essere” e anche la piccola protagonista, una volta entrata a far parte dello sfavillante ma effimero mondo della moda, assorbirà questo modo di pensare. Lei che è pura e autentica, una creatura perfetta in mezzo a scarni involucri di carne e plastica, sarà luce ma finirà ombra.

Attrazione fatale

Attrazione fatale è un film del 1986, diretto da Adrian Lyne. Uno straordinario campione di incassi che ha ricevuto sei candidature all’Oscar. Gli attori principali sono Michael Douglas e Glenn Close.

Dan Gallagher, procuratore legale di successo con un importante studio a New York, una bella moglie e una figlia, durante un party cede al fascino di Alex Forrest e si lascia trascinare nell’avventura di una notte. Il suo gesto gli costerà molto caro, infatti ciò che egli pensava fosse solo un episodio si trasformerà in un incubo. L’uomo verrà prima contattato, poi perseguitato in un crescendo ossessivo di giorno e di notte, fino all’epilogo in cui Alex si introdurrà in casa con l’inganno e arriverà a compiere azioni scellerate.

“Attrazione fatale” è un film che ha segnato l’inizio di un genere dove lo stalking diventa femminile. Una pregevole Glenn Close, prima affascinante donna in carriera poi stalker ossessiva fino alla follia, e uno straordinario Michael Douglas portano avanti una pellicola diretta con equilibrio, elegante e sensuale, coinvolgente in modo terrificante. Il successo di critica e di pubblico ha consacrato definitivamente due attori già noti per la loro bravura ed efficacia scenica.

Shame

Shame è un film del 2011 diretto da Steve McQueen che è stato presentato in concorso alla 68esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Gli interpreti principali sono Michael Fassbender, che ha vinto la Coppa Volpi per il ruolo, e Carey Mulligan.

La storia è quella di Brandon, facoltoso ed elegante uomo d’affari per il quale il sesso è un bisogno primario, tanto da tramutarsi in atto patologico e compulsivo. Quando la sorella minore Sissy giunge a casa sua la situazione degenera e l’uomo finirà in un vortice di perdizione e depravazione senza ritorno.

“Shame” è un film di grande potenza, che indaga a fondo nelle pulsioni di un uomo messo a nudo nella sua dignità e in un tessuto sociale dove il concetto di vergogna sembra assumere una connotazione indefinibile. In “Shame” gli eventi si ripetono meccanicamente attraverso la routine del protagonista  che pare quasi un automa. Brandon si dispera perché anche lui vorrebbe gridare “ti amo” come fa la sorella al telefono piangendo d’amore. La pellicola indaga l’alienazione umana del nuovo millennio con grande coraggio (numerose le scene di nudo integrale e di sesso esplicito), alienazione che trasuda in particolar modo da internet, fonte illimitata di pulsione sessuale: tramite internet la nostra vita è cambiata sessualmente ed è cambiato anche il modo in cui interagiamo. Una grande lezione di regia e una grande prova attoriale per Fassbender. “Shame” è un film che fa riflettere e a cui è impossibile rimanere indifferenti.

 

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Biografia Angela Bevilacqua

Angela Bevilacqua
Classe 1996 da sempre apassionata di cinema e di scrittura. A diciassette anni ha realizzato il suo primo cortometraggio “Il teatro dei ricordi” interpretato dall’attore francese Jean Sorel, presentato come evento speciale al festival di Giffoni. Nell’anno 2017 ha pubblicato il suo primo romanzo intitolato “La Città del Vizio” edito da Guida Editori.

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