Una vitella scappa dal mattatoio nel Torinese: grazie alla compassione di un sindaco, Torella vivrà libera e felice in un rifugio
Torella, una vitella di 15 mesi, è riuscita a fuggire dal mattatoio di Leinì, evitando così la macellazione. Grazie all’intervento del sindaco e a generose donazioni anonime, sarà accolta nel rifugio Jill Phipps di Albugnano.
Una vitella di 15 mesi ha trasformato un ordinario lunedì in una toccante storia di salvezza e umanità. A Leinì, nella provincia di Torino, l’animale è riuscito a fuggire dal mattatoio, dove era attesa la sua macellazione, correndo spaventata ma determinata per le strade della città. Quella che sembrava una semplice fuga è divenuta un simbolo di speranza, risvegliando la coscienza collettiva.
Il sindaco Luca Torella ha deciso di intervenire personalmente per cambiare il destino della vitella. In una lettera aperta al proprietario, ha espresso il suo “motivo spontaneo di simpatia verso un animale che ha lottato per la vita”. Da quel momento, è scattata una gara di solidarietà: un gruppo di donatori anonimi ha contribuito con la somma necessaria per fermare la macellazione e garantire un futuro sicuro all’animale.
Dopo l’intervento dei veterinari, la vitella era stata inizialmente restituita all’allevatore, in attesa della sospensione dei farmaci sedativi prima della macellazione. Tuttavia, grazie al supporto del sindaco e alle donazioni ricevute, il suo destino ha preso una piega diversa. La vitella, ribattezzata Torella in onore del sindaco e per smentire i titoli che la definivano “toro”, sarà trasferita al rifugio Jill Phipps di Albugnano, dove vivono già altri sedici bovini salvati dalla stessa sorte.
Il rifugio ha accolto con entusiasmo la notizia, lanciando però un appello importante: gli animali da allevamento salvati non ricevono fondi pubblici, e il loro mantenimento richiede risorse, spazio e cure costanti. Per questo motivo, i gestori hanno invitato chi ha seguito la vicenda a contribuire con donazioni per coprire i costi di trasporto e accoglienza.
La storia di Torella, oltre a suscitare emozione, invita a una riflessione più profonda sul rapporto tra esseri umani e animali da allevamento. La sua corsa disperata tra le strade di Leinì non è stata solo un atto di paura, ma un’affermazione di vita, un richiamo a considerare con occhi diversi coloro che troppo spesso vengono visti solo come risorse economiche. Oggi Torella non sarà macellata: avrà un rifugio, un nome e una nuova opportunità di esistere.




