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Teatro

Tracce dinamiche al Teatro Eduardo De Filippo con “Rosaura alle dieci”

Redazione
Redazione 1 mese fa
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Tracce dinamiche al Teatro Eduardo De Filippo con

“Rosaura alle dieci” di Marco Denevi

4 marzo, ore 21

Al Teatro Eduardo De Filippo di Arzano, diretto da Roberta Stravino, prosegue Tracce dinamiche, la rassegna di teatro d’innovazione e sperimentale con la direzione artistica di Ettore Nigro e la collaborazione di Piccola Città Teatro. L’iniziativa è riconosciuta dal Ministero della Cultura.

Mercoledì 4 marzo, alle ore 21, va in scena “Rosaura alle dieci” di Marco Denevi, con l’ideazione, la regia e l’interpretazione di Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini. Stefano Angelucci Marino firma anche l’adattamento e la regia, le maschere sono di Brat Teatro, i burattini e i mascheroni di Brina Babini. I costumi e la scenografia sono a cura di Vize Ruffo, le luci e il suono di Vittoria Coletti e Mattia Lattanzi. L’organizzazione è a cura di Florencia Galano e Agustin Rodriguez e lo spettacolo è coprodotto da Teatro del Sangro e Green Factory.

Al pubblico viene offerto anche una Wine Experience per amore di condivisione e per approfondire la conoscenza del territorio da cui proviene la compagnia. Per mercoledì 4 marzo, alle ore 20, è possibile degustare un Montepulciano d’Abruzzo accompagnato dal racconto di un sommelier sulle radici, la storia e il territorio di quel vino.

Cinque maschere antropomorfe, burattini, mascheroni e ombre contraddistinguono l’inedita versione teatrale e italiana di “Rosaura alle dieci” di Marco Denevi, mai tradotto sinora per i palcoscenici italiani, che si affida a un codice espressivo nato dalle suggestioni create dai murales e dai “bamboloni” della Boca, il celebre barrio porteño caratterizzato da una forte impronta italiana. Angelucci Marino e Rossella Gesini proseguono nel solco di una linea programmatica, che s’è fatta negli anni una loro particolare impronta: narrare, senza retorica e luoghi comuni, la storia degli emigranti, degli italiani “senza patria” divisi nel cuore, nella lingua, nella cultura.

“Rosaura alle dieci” è la storia di un delitto raccontata da cinque diversi protagonisti, ciascuno dei quali fornisce un tassello che completa il puzzle, ciascuno con la sua voce magnificamente distinta dalle altre. Consciamente o inconsciamente tutti e cinque mentono, eppure, consciamente o inconsciamente, tutti e cinque dicono la verità.

La storia è ambientata a Buenos Aires durante gli ultimi anni del regime di Perón. Nel romanzo non ci sono riferimenti precisi alle vicende politiche, ma il lettore che conosce quel periodo avverte la tensione sociale che contrappone la cosiddetta aristocrazia – ormai al tramonto anche se sopravvissuta alla seconda guerra mondiale – al populismo in ascesa, che ricorda in qualche misura il fascismo italiano: questa tensione avrebbe avuto il suo insoddisfacente scioglimento nella Revolución Libertadora del 1955, che pose fine al primo mandato di Perón gettando però il seme di ciò che, vent’anni dopo, avrebbe portato alla sanguinosa dittatura militare e alla tragica guerra delle Malvinas.

Il cast di Denevi è un campionario della società bairense nella prima metà del Novecento: spagnoli da tempo acclimatatisi, come Doña Milagros; poveri da poco giunti dalle province, come Marta Correa (o María: il nome delle sorelle di Lazzaro non è casuale), attratti dalla promessa di Perón di una vita migliore in cambio dell’appoggio politico; intellettuali pedanti alla ricerca di un ruolo nel mosaico sociale, come David Réguel; individui privati di ogni gioia come Camilo Canegato – una parodia del Gregor Samsa di Kafka – intrappolato nel guscio della propria timidezza, dal quale può sfuggire solo in direzione di un mondo di fantasie erotiche ed artistiche.

Marco Denevi è stato uno scrittore argentino (Buenos Aires 1922-1998). Negli anni dell’adolescenza si dedicò alla musica, passione poi raffreddatasi con l’inizio della sua produzione narrativa. Esordì nel 1955 con il romanzo Rosaura a las diez (Rosaura alle dieci), giallo visionario nel quale ogni personaggio narra la medesima storia dal proprio punto di vista, rendendo difficile l’individuazione di una realtà oggettiva e addirittura dell’identità stessa dei protagonisti. Nella maggior parte dei suoi romanzi sono presenze costanti la dualità e l’imprevedibilità del reale. Dal suo secondo romanzo, Ceremonia secreta (1960; Cerimonia segreta), caratterizzato sempre da intrecci polizieschi, venne tratto nel 1968 l’omonimo film di J. Losey. Successivamente Denevi pubblicò il racconto Falsificaciones (1966; Falsificazioni), e i romanzi Enciclopedia secreta de una familia argentina (1986; Enciclopedia segreta di una famiglia argentina), Música de amor perdido (1991; Musica di amor perduto), Hierba del cielo (1991; Erba del cielo), El amor es un pájaro rebelde (1993; L’amore è un uccello ribelle), descrizione della vita della Buenos Aires periferica, caratterizzata dalla solitudine interiore dei suoi abitanti. Scrisse anche opere per il teatro tra le quali si ricordano Los expedientes (1957; Gli espedienti) e El emperador de la China (1959: L’imperatore della Cina).

Il biglietto per la Wine Experience e per lo spettacolo è 15 euro.

Teatro Eduardo De Filippo – Via G. Verdi 25-37 Arzano, Napoli

Info e prenotazioni 3391570669 – botteghino@teatroeduardodefilippo.it

fb e ig @teatroeduardoinnovazione – @teatroeduardodefilippo

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