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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Riflessioni Senza Linea

Un addio doloroso al piccolo Domenico

Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo 2 mesi fa
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11 Min Lettura
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Domenico non c’è più ! É volato in cielo e, come dice la sua mamma, è ormai diventato un angioletto …
Domenico é la storia che non avremmo mai voluto sentire né conoscere né sapere che accadesse.

Eppure Domenico è la tragedia di una fatalità che non era fatalità ma lo è diventata.

22 dicembre 2025 a pochi giorni da Natale arriva un cuore nuovo per Domenico e questo si può immaginare che emozioni abbia generato nella sua famiglia che di quell’attesa viveva con speranza di una vita nuova rigenerata …il nuovo cuoricino si trova a Bolzano, apparteneva ad un bimbo di 4 anni che non c’è più  i cui genitori hanno deciso per la vita nonostante tutto e nonostante il dolore.

E così con la speranza che da un dolore atroce possa nascere una nuova piccola esistenza, hanno acconsentito al trapianto.

A questo punto, il cuoricino piccolissimo deve partire per Napoli…ma ha bisogno di un pacchetto refrigerante corretto secondo protocolli severi e dettagliati, eppure malgrado la previsione in mille scartoffie burocratiche di un iter scrupoloso e particolareggiato, si decide di inserire l’organo vitale per eccellenza in un box di plastica con ghiaccio secco e non di acqua come i rigidi protocolli richiedono in queste operazioni di trasporto finalizzato al trapianto di organi.

Il cuore così confezionato parte per Napoli provando a salvarsi e a salvare il piccolo Domenico.

Da qui, comincia il corto circuito della catena di errori e di negligenze che toccherà alla magistratura indagare.

Sta di fatto che qualcosa di grave è successo e il cuore destinato a Domenico è arrivato non solo danneggiato ma gravemente compromesso nelle sue funzionalità vitali perché bruciato dal ghiaccio a contatto del quale erroneamente era stato conservato .

Ciò nonostante l’equipe ospedaliera procede comunque al trapianto – e dalle prime risultanze parrebbe – tacendo sulle circostanze verificatesi alla famiglia. Una catena di errori inspiegabili, inaccettabili e ormai irrimediabili che hanno coinvolto non una persona sola che poteva invocare l’errore umano ma più professionisti che, uno dopo l’altro, forse per il panico o per il terrore della verità o per la speranza in un miracolo divino, non hanno fermato una sequela di circostanze, una peggiore dell’altra in una catena di eventi sempre più disperati e tragici.

Sullo sfondo di questa tragedia una famiglia semplice ma silenziosa, racchiusa in un’attesa dolorosa ricca di speranze che assisteva con infinita dignità il piccolo Domenico mentre lottava da Natale fra la vita e la morte…inconsapevoli di tutto quello che era accaduto a Bolzano, e peggio ancora nel viaggio di arrivo a Napoli e poi in sala operatoria dove una volta avvenuto il trapianto la situazione è immediatamente precipitata perché quel cuore glaciale e bruciato non è stato in grado di salvare Domenico anzi ne ha provocato immediatamente una emorragia cerebrale mentre era collegato ad una macchina che serviva per tenerlo in vita e via via comprometteva polmoni, fegato e cervello, il resto dei suoi organi vitali.

Tutto questo all’insaputa dei suoi genitori, dei suoi fratellini che a casa attendevano la madre che dopo un viaggio di due ore lasciava l’ospedale per tornare a casa da loro ogni giorno…sì perché mamma Patrizia ogni giorno si recava in ospedale dal piccolo Domenico e poi rientrava per accudire e restituire un’apparente normalità ai due figli che la aspettavano in cerca di buone notizie e della rassicurazione che Domenico sī rientrerà a casa presto per tornare a giocare gioiosamente con loro.

In tutta questa storia in queste settimane abbiamo imparato a conoscere la dignità infinita di mamma Patrizia, mai uno sguardo di rimprovero, mai una espressione di rabbia. mai un cedimento emotivo “smisurato”, mai una invettiva nei confronti di chi ha sbagliato e tanto, per superficialità, incompetenza, negligenza, approssimazione o pura fatalità … una mamma che ha mantenuto inalterati dignità e contegno fino al momento del terribile annuncio che Domenico non c’è più.

E anche in quell’istante drammatico il suo pensiero non è stato severo ma giusto e equilibrato…ora Domenico davvero non c’è più, é il momento di accertare le responsabilità se ci sono e a carico di chi sono con un nuovo capo d’accusa non più lesioni gravissime ma omicidio colposo perché a causa de trapianto di cuore che doveva salvarlo Domenico non c’è più.

E pure in questo tragico momento le parole di mamma Patrizia sono rivolte agli sciacalli della disgrazia che hanno avviato raccolte fondi fittizie in nome di una storia drammatica che – quella sī – ha sciolto i cuori di tutti indistintamente da Nord a Sud.

Da qualsiasi lato la si guardi questa storia è straziante; lo è attraverso gli occhi dei genitori del bambino il cui cuore è stato espiantato perché è volato via a soli 4 anni e affidato alla speranza di donare una nuova vita e di perpetuare se stesso nonostante il dolore atroce della separazione; lo è per la famiglia di Domenico che ha trasformato la gioia di un Natale con la speranza di un nuovo cuore per Domenico in una tragedia senza precedenti con indescrivibili sofferenze e l’ineluttabilità di una morte ingiusta e inaccettabile ; lo è per l’incertezza e lo sconforto di una sala operatoria resa ancora più gelida di fronte all’irreparabile di un cuore bruciato e congelato che non pompava più e di fronte ad un corpicino aperto su un gelido tavolo operatorio ormai privo del suo malandato cuore andando incontro alla peggiore delle sorti possibili, un cuore più compromesso e ammalato del suo, privo della forza necessaria per tenerlo in vita come sarebbe stato giusto a soli due anni; lo è di nuovo agli occhi dei genitori del bambino di 4 anni che ha donato il suo cuore che è morto due volte, una prima a causa della sua malattia e una seconda perché il suo cuore che doveva essere salvifico è stato maltrattato e raggelato dall’indifferenza degli uomini, dalla superficialità di scelte non oculate, dalla freddezza di chi oltre al ghiaccio secco ha inserito tutta la sua insensibilità in quel box di plastica non al passo con le nuove tecnologie mediche messe al servizio della più adeguata conservazione degli organi destinati ai trapianti e, di nuovo, un’ulteriore delusione alle attese quando l’Italia sperava ancora che Domenico potesse ricevere un nuovo cuore perché inserito nella lista degli aspiranti al trapianto per ricevere finalmente il cuore che meritava mentre, invece, le certezze mediche hanno azzerato ogni speranza perché Domenico non è più in grado di accogliere un nuovo cuoricino, le sue condizioni vitali sono allo stremo e non può subire un nuovo intervento; lo è il definitivo colpo al cuore di Domenico che ormai quando è entrato nel suo piccolo corpicino era inadeguato al suo scopo, quello di battere al ritmo accelerato scandito dalla vita di un bambino di 2 anni destinato a correre, giocare, vivere, amare e abbracciare la sua mamma, una mamma coraggio oltre ogni misura, una mamma esemplare per tutti noi che le dobbiamo delle scuse, le dobbiamo chiedere perdono per non aver saputo salvare il suo bambino.

Il piccolo Domenico, dopo il trapianto, è andato così incontro ad un lento progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute…e la mamma Patrizia non hai mai smesso di stargli vicino come è normale per una mamma disperata che sta perdendo il proprio bambino… un lento addio fatto di carezze continue, di preghiere e coccole a quel figlio attaccato alla macchina per circa 2 mesi che in queste settimane è divenuto il figlio di tutti…in  un misto di indignazione e speranza, di vicinanza e incomprensione, di fede profonda e sfiducia nel genere umano…E ora mentre le indagini incalzeranno alla ricerca di responsabilità e di colpevoli e piano piano le telecamere dimenticheranno questa storia, resta l’atrocità della perdita, l’ assurdità di una fatalità evitabile e di un dolore che non potrà mai colmarsi dell’addio così come è avvenuto…di due genitori che non si daranno mai pace per quanto successo,  di un bambino di 2 anni che non correrà più, di due fratellini che non potranno mai più abbracciarlo e vivranno la loro vita nel ricordo perpetuo di questo strazio, di una speranza disperata che lascia un vuoto enorme , di una mamma che vivrà il suo dolore costretta a convivere per sempre con una delle assenze più terribili e innaturali…e… di una manina che non stringe più.

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Fabiana Sergiacomo Feb 23, 2026
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Pubblicato da Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.
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