Un giorno all’improvviso…

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Fare una cronostoria di questo Campionato, potrebbe risultare semplice, solita squadra vincitrice, con le solite polemiche, soliti arbitri inadeguati, soliti cori razzisti, solite violenze verbali, solite notizie sparate a raffiche senza condizione di causa. Ed invece questo Campionato 2015/2016 è stata un’altalena di emozioni, una storia che all’inizio sembrava da scrivere, per diventare un sogno di un’intera città che aspetta da ormai 26 anni di cucire sulla propria maglia il tricolare, che quest’anno senza ombra di dubbio meritava. Andiamo con ordine, le prime partite dell’era Sarri, sembravano la brutta copia delle ultime partite dell’era Benitez, che faceva supporre un campionato deludente, viste già le prestazioni poche soddisfacenti del pessimo tecnico spagnolo. Insomma parliamoci chiaro, benchè la netta vittoria contro la Lazio, la squadra non convinceva, si notavano gli stessi errori dell’anno precedente e i moduli non emergevano. Ma ecco che all’improvviso tutto cambia, dalla partita contro la Juventus in casa, il Napoli mostra un gioco e una classe che sarà il  leitmotiv di un’intera stagione, esaltante, emozionante, unica nel suo genere. Una serie di diciannove risultati utili consecutivi, il Primo Posto che mancava da 26 anni, la squadra di Sarri non solo fà risultato, ma gioca anche il miglior calcio della serie A, con Higuain in evidente stato di grazie, è il suo anno, è l’anno del Napoli, ne sono sicuri tutti. Eppure, nonostante tutto questo, nonostante una difesa solida, nonostante uno schema perfetto, da quel maledetto 13 Febbraio, dal gol di Zaza allo scadere del tempo, il tempo stesso di colpo si ferma. La squadra si dimostra stanca, nervosa e gli errori arbitrali certo non aiutano. Si rischia anche il posto in Champions, che per una squadra che aveva iniziato il campionato senza particolari ambizioni è un ottimo risultato. L’espulsione di Higuain ad Udine, in una delle gare più brutte di questo campionato, fà gridare allo scandalo, come se di nuovo il copione scritto da altri, dovesse essere rispettato, il Napoli non DEVE vincere, semplicemente perchè è il Napoli! Molti l’hanno pensato, qualcuno ha provato  a dirlo, ma se si confermassero campionati decisi a “tavolino”, nessuno seguirebbe più il calcio, il calcio non sarebbe più un business, diventerebbe uno sport! La fine della nostra storia si conclude come da copione, Juventus di nuovo Campione d’Italia, per il quinto anno di seguito, che importa quel che è successo veramente, l’importante è vincere,no? E il Napoli? Allo stadio Sabato sera c’era il tutto esaurito, allo stadio San Paolo Sabato sera c’era una festa a prescindere del risultato.Allo stadio Sabato sera il Napoli ha consacrato il secondo posto sul campo, senza aiuti, suggellando una stagione da incorniciare con una prodezza di Higuain, che oltre a vincere il titolo di capocannoniere ha battuto un record vecchio di 66 anni. Higuain un ragazzo normale, che ha voluto dimostrare che il calcio è un gioco semplice! Al triplice fischio di Celi, il San Paolo esplode, una meritata gioia per chi ha accarezzato il sogno del Terzo Scudetto e forse lo avrebbe anche strameritato. Il San Paolo è un unico urlo “The Champions” che echeggia a distanza di chilometri. In conclusione cosa possiamo dire, abbiamo salutato la scorsa stagione con amarezza, con un rigore sbagliato da Higuain che sancì la fine dell’era Benitez, che in realtà non era mai iniziata, e stavolta salutiamo gli Azzurri con la speranza che anche il prossimo anno ci possano regalare le stesse emozioni.Perchè la sforbiciata di Higuain è il simbolo che il calcio non è solo denaro, interessi, business. Il calcio è di chi lo ama, ed è stata l’unica vera differenza dei ragazzi di Sarri di quest’anno. Quindi Grazie ragazzi per le emozioni e il divertimento che ci avete regalato, ci rincontreremo fra qualche mese gridando di nuovo tutti insieme “The Champions”!

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Biografia Redazione

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