Un nuovo strumento per nuove Impressioni

Quando un uomo con una tastiera sbalorditiva incontra cinque ragazzi con grandi idee, l’uomo con la tastiera sbalorditiva è un uomo mo…molto ricco. E i cinque ragazzi molto, molto famosi.

Riavvolgo il nastro di questa storia, così da farmi intendere anche da voi.

Un po’ fiaccato dal caldo dell’estate e dai tanti viaggi che abbiamo intrapreso in queste settimane, decidevo stamattina di lasciar fare ancora una volta tutto alla Macchina del Tempo, partendo senza impostare date. Ad accogliermi, una bella e nebbiosa Milano. Un caffè, una brioche e l’acquisto di un giornale soddisfacevano tre esigenze primarie: svegliarmi, mettere qualcosa nello stomaco e scoprire quando ero finito. A leggere “1 settembre”, ero stato preso da un attimo di sconforto, assalito dal dubbio che la magia della macchina si fosse in qualche modo esaurita non facendomi spostare neppure di un minuto poi, salvifica, arrivava la lettura dell’anno, un gran bel 1971. Altro regalo inaspettato delle pagine di giornale, l’annuncio della Mostra dello Strumento, una mega fiera piena dei giocattoli preferiti di noi appassionati di musica!

Ed eccomi qua allora, a fare un giro tra questi stand pieni di ogni ben di dio di chitarre, bassi, batterie e di tutte quelle cose che mi mettono dello stesso umore di un bimbo a Disneyland.

È lo stand della ditta Monzino ad attirare più gente di tutti. La giovane Mogar sta importando in Italia una grande novità ed è il signor Monzino in persona che sta dimostrando le potenzialità di uno strumento (almeno per l’Italia) completamente nuovo: il Minimoog. Non una semplice tastiera, ma un sintetizzatore capace di generare dei suoni attraverso degli oscillatori e manipolarli con l’uso di filtri. Come il suo inventore, questo strumento dagli effetti strabilianti si chiama Moog, ma qui è presentato nella sua seconda, più piccola e pratica versione, la mini. Qualcuno dei presenti riconosce le sonorità particolari ascoltate in Luky Man di Emerson, Lake & Palmer.

Sto assistendo davvero ad una bella lezione su forme d’onda, oscillatori, noise generators, filtri e, come se non bastasse già questo a rendermi felice, ecco la sorpresa. Dal capannello di persone emergono due volti noti. Sono Franz Di Cioccio e Franco Mussida della PFM. In realtà sono volti noti solo per me perchè i due, pur essendo già degli affermati session men, non sono ancora arrivati al grande pubblico del rock, non avendo ancora nessuna pubblicazione a nome Premiata Forneria Marconi. Non posso fare a meno di tendere le orecchie alla conversazione tra Monzino e di Cioccio.

Non abbiamo la disponibilità di tutti questi soldi, possibile che quest’aggeggio costi così tanto?”

Beh, ce ne sono pochissimi in giro”.

Guardi Monzino, noi pensiamo che questo strumento potrebbe veramente dare una svolta alla musica italiana. Ce lo dia e ne venderà almeno dieci”.

Datemi un po’ di tempo per pensarci”.

La mia fida Macchina del Tempo non sbaglia mai, ho capito perchè mi ha portato a vedere questa scena. Franco ha scritto un pezzo. Melodia e accordi gli sono venuti fuori come un dono, in pochi istanti. Poi l’ha fatta ascoltare a Mogol, che ci ha cucito su un testo stupendo. La canzone di Franco non ha un ritornello, o meglio, ce l’ha, ma non è cantato. È un particolarissimo inciso strumentale, talmente bello che il gruppo non è soddisfatto del suono di nessuno degli strumenti ordinari. Ci vuole qualcosa di più, qualcosa che abbia una maggiore potenza evocativa, qualcosa, come sta dicendo Franz, che “sappia di terra, di cielo, di mare e di tutte queste cose insieme”. Anche i due musicisti hanno conosciuto quel suono grazie ai dischi di Emerson Lake & Palmer e, come Monzino, vogliono importarlo in Italia.

Come finirà? Beh, Impressioni di Settembre vedrà la luce poco più di un mese dopo quest’incontro, come b-side del primo singolo della PFM. Sarà la prima volta che un Moog apparirà in un pezzo di musica italiana, col suo suono sintetico e tremendamente affascinante, capace di creare immagini e suggestioni nuove.

Sarà un grande successo per la Premiata e, a dirla tutta, Monzino venderà ben più dei dieci Moog promessi di Di Cioccio.

Buona fine estate, buon settembre a tutti voi!

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Biografia Stefano Di Meglio

Stefano Di Meglio
Nato a Ischia nel 1982, dall’età di diciotto anni risiede a Napoli, dove svolge da allora l’attività di musicista. Ha studiato Filosofia ed è diplomato in Basso Elettrico Pop al Conservatorio di Frosinone Collabora con svariate formazioni e nomi del panorama musicale campano. E’ bassista resident presso lo studio di registrazione “la Casetta” di Torre del Greco. Insegna inoltre Basso elettrico, Teoria, Armonia e Musica d’Insieme presso diverse accademie musicali tra Napoli e la Penisola sorrentina.

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