il Teatro Sannazaro distrutto dalle fiamme: Il 17 febbraio 2026 è stato colpito da un grave incendio che, secondo i vigili del fuoco, ha completamente compromesso la struttura danni per oltre 70 milioni, aperta inchiesta per incendio colposo. 25 gli appartamenti evacuati, 15 dei quali hanno registrato danni più o meno gravi. La cupola del teatro, in seguito al crollo, ha colpito la platea. A causa delle fiamme alcune persone sono rimaste intossicate e condotte in ospedale ma nessuno è in pericolo di vita.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli ha promesso che “La piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendida com’era prima.
La sua storia
Il Sannazaro è stato un palcoscenico che ha rappresentato cultura, identità e anima di Napoli e le fiamme hanno distrutto questo simbolo.soprannominato “la bomboniera di via Chiaia,fu inaugurato nel 1847.
Fu edificato sull’area dell’antico chiostro deiPadri Mercedari spagnoli attiguo alla chiesa di Sant’Orsola a Chiaia
Fu inaugurato il 26 dicembre 1847 per volontà e finanziamento di don Giulio Mastrilli La struttura comprendeva quattro ordini di palchi, otto logge a livello della platea e un loggione con cinquanta poltrone. Gli interni, decorati in bianco e oro, erano arricchiti da affreschi del pittore Vincenzo Palliotti.
Alla cerimonia di apertura partecipò l’aristocrazia napoletana, sottolineando l’importanza culturale e sociale del nuovo spazio teatrale, e fu rappresentata la commedia La petite Marquise del drammaturgo francese Heri Meilhac
Nel 1888 fu il primo in città ad essere illuminato per mezzo di luce elettrica e nel 1889 vide la prima di NA santarella commedia di Edoardo Scarpetta che restò in scena con più di cento repliche.
Tra le più note attrici a calcarne il palcoscenico vi furono: Eleonora Duse, Sarah Bernhard, Emma grammatica, Ermete Novelli, Ruggero Ruggeri.
Dal 1932 approda al Sannazaro anche la compagnia del Teatro Umoristico “I De Filippo “di Eduardo, Peppino, e Titina De Filippo che qui presentò: Ditegli sempre di si, Uomo e galantuomo e la celeberrima Natale in casa Cupiello.
Nel dopoguerra, a causa di una crisi, il Sannazaro – come molte altre strutture simili – venne trasformato in un cinema che proiettava pellicole in “terza visione”, ed era mal frequentato.
Soltanto nel 1969 Luisa Conte e Nino Veglia vollero riportarlo al suo antico splendore e la sera del 12 novembre 1971 la compagnia Stabile Napoletana di Nino Veglia mise in scena Annella di porta Capuana commedia in tre atti
Dopo la morte di Nino Veglia la gestione del teatro resta a Luisa Conte, affiancata dalla figlia Brigida Veglia e dal genero Mario Sansone. Alla scomparsa di Luisa Conte, saranno questi ultimi con Lara Sansone e il suo compagno ,Salvatore Vanorio, ad occuparsi del teatro portando in scena spettacoli della tradizione popolare partenopea. e non solo, riportando in auge anche un genere ormai dimenticato: il caffè chantant
Nel 2018 diviene centro di produzione teatrale riconosciuto dal ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.






