Una parata Tecno in bicicletta nel cuore di Parigi

L’emergenza sanitaria ha cambiato le nostre abitudini, il nostro modo di vestirci, di lavorare, di studiare ma anche di divertirci. Ci siamo armati di birra, patatine e di uno schermo da cui interagire con il resto del mondo per partecipare ad aperitivi 2.0; grazie ai tanti Dj che hanno condiviso in rete le loro prestazioni musicali, abbiamo ballato da soli in una stanza sintonizzandoci su un “cloud rave”. Abbiamo inventato tantissimi modi e strategie per divertirci rispettando i limiti dettati dall’emergenza sanitaria ma una parata tecno in bicicletta non si era ancora mai vista. Almeno non qui a Parigi.

Già nel mese di agosto 2020 la crew Fhainest Kollectiv colorava le strade di Berlino con la Techno Bike Party. Migliaia di biciclette sfilavano ai ritmi metallici della tecno e ai bagliori aridi delle luci psichedeliche. Man mano che la parata avanzava il numero di partecipanti cresceva esponenzialmente rendendo l’evento sempre più colossale. Queste immagini son diventate virali e hanno indotto Londra e Liverpool a impegnarsi in manifestazioni simili. Ora però è il momento di Parigi.

Il 19 dicembre 2020 il collettivo “PériPate” organizza una “Péri-Processione” con l’intento dichiarato dagli organizzatori su Facebook “di sfogare la frustrazione per l’assenza di serate”. E in effetti, dell’apertura dei locali notturni e delle discoteche neanche a parlare. Così, questo gruppo che firma le serate più estreme della notte parigina segue le orme delle più reazionarie Londra e Berlino. Le uniche informazioni di cui disponiamo sono un titolo, “Suoni e Luci”, un orario, le 18.00, e un numero provvisorio di partecipanti che, stando ai social network, si aggirerebbe già intorno ai cinquemila. Tutto il resto è mistero. Sul luogo di partenza e di arrivo infatti non c’è ancora nessuna notizia e probabilmente non ce ne saranno fino a qualche ora prima dello start. D’altra parte, questo evento ai limiti della legalità presenta delle criticità che obbligano a una certa discrezione. Se è vero infatti che l’utilizzo della bicicletta garantisce il rispetto delle distanze di sicurezza, è anche vero che il rischio di creare un grande assembramento alla partenza e all’arrivo non è da escludere. D’altra parte, il coprifuoco a Parigi è ancora in vigore a partire dalle 21.00: chissà se tutti torneranno saggiamente a casa oppure se qualche Cenerentola ribelle continuerà a festeggiare in uno dei tanti luoghi segreti che il gruppo PériPate riesce a mettere a disposizione delle anime più edonistiche della capitale.

Infatti, il collettivo è noto per occupare illegalmente spazi inutilizzati e metterli a disposizione del pubblico. Lo squat per il gruppo Péripate non è solo una pratica, ma una filosofia di vita. Il suo esponente più noto, Aladdin Charni, dichiara “Negli squat tutti vivono insieme, le porte restano aperte, si mangia insieme, si litiga più intensamente, si vive più intensamente, si ama più intensamente”.

Fino al 2019, il PériPate era uno di questi luoghi – o “non-luoghi” direbbe il filosofo Marc Augé. Ai confini del 19esimo arrondissement, che sono poi i confini di Parigi, sotto al Boulevard Periferico che cinta tutta la città, il PériPate ha ospitato per anni le feste più trasgressive della capitale. Ogni settimana, per oltre 15 ore senza interruzioni, il battito accelerato dei cuori edonistici riempiva il decoro freddo di questa struttura industriale. Alle 10.00 del mattino la gente si accalcava ancora nella Piazza Auguste Baron in attesa di entrare in questo tempio del divertissement in cui l’unico divieto, quello di utilizzare i cellulari, era imposto a garanzia di tutte le altre libertà, anche sessuali. L’ambiente era così scuro e fumoso che gli amici non si distinguevano dai nemici per cui si optava spesso per la prima ipotesi: amici o almeno compagni di serata. Gli interventi della polizia non erano proprio rari, si rimproverava spesso al PériPate la presenza di droga. E non si può negare. Ma questo luogo era molto di più, era uno spazio di libertà: “Certi ambiti, come la salute o la festa – afferma ancora Alladin Charni – non dovrebbero essere sottomessi al capitalismo. Vorrei dei luoghi di benevolenza dove gay e etero, giovani e meno giovani, ricchi e meno ricchi, stiano insieme. Un luogo eccessivamente normativizzato è un luogo dove è impossibile fare veri incontri perché incontrerai solo persone simili a te”.

Eppure il comune non ha rinnovato la concessione dei luoghi al gruppo PériPate. Così nel 2019 si è spento un altro astro della notte parigina. Questa parata all’insegna della musica tecno è anche questo. È anche una manifestazione contro la decisione del comune intento a bloccare la notte parigina, è un gesto di resistenza per mostrare che la libertà è un “uccello di fuoco” che sempre rinasce dalle proprie ceneri. Una ragione in più per cominciare a decorare la nostra bicicletta per renderla più tecno, luminosa e natalizia possibile.

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Biografia Francesca Musto

Addottorata in logica e metafisica alla Normale di Parigi, traduco la mia meraviglia per il mondo in prodotti editoriali. Credo che la parola e il pensiero siano strumenti privilegiati per comprendere la realtà e che il cinema sia una porta su universi paralleli.

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