Una settimana difficile in Italia, con scioperi e preoccupazioni per la Global Sumud Flotilla, un convoglio civico per cercare di rompere il blocco navale, direzione Gaza e consegnare aiuti umanitari provando ad aprire un corridoio che permettesse l’accesso alla popolazione civile palestinese.
Proteste di solidarietà globale in Europa e Medio Oriente: manifestazioni a Istanbul, Amsterdam, Parigi, Roma, Madrid, ecc. Anche in Italia c’è stata una sciopero generale che ha coinvolto milioni (più di 2 milioni secondo alcune fonti) per chiedere la fine del blocco su Gaza e maggiori corridoi umanitari.
Ad oggi, con il rientro di quasi tutti gli attivisti italiani, la politica comunque contesta la scelta di aver aderito all’iniziativa della Flotilla.
Allo stato, pare che Israele finalmente cominci a parlare di una tregua e di pace, anche se è difficile a credersi soprattutto alla luce di una parte dell’opinione pubblica internazione che lo accuserebbe di genocidio dei palestinesi e soprattutto del massacro di bambini.
«Non posso garantire che Hamas accetterà di rilasciare gli ostaggi. Credo sia possibile. Spero che accada, ma non posso garantirlo’». Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di un’intervista rilasciata a Euronews alla vigilia dei negoziati che prenderanno il via in Egitto sul piano di pace proposto dal presidente americano Donald Trump. «Se non dovesse accadere» che Hamas accetti l’accordo, «il presidente Trump ha dichiarato che sosterrà pienamente Israele in un’azione determinata contro Hamas», ha spiegato Netanyahu. «Speriamo di poter concludere questa situazione nel modo più semplice e non in quello più difficile», ha aggiunto il primo ministro israeliano.
Difficile a credersi, se si pensa alla situazione internazionale, laddove Trump che vorrebbe farsi garante della pace, ha convertito uno dei suoi ministeri nel ministero della “guerra” per evidenziare la sua vision sul tema.
Purtroppo, la situazione mondiale è terribile, viviamo in un mondo in guerra e di guerre, laddove alcune sono più importanti e mediatiche delle altre e sono quelle dove il conflitto non è solo di idee o di stati ma di supremazia tra chi crede che i valori democratici siano fondamentali e di per se superiori …senza comprendere le ragioni stesse del conflitto che riportano alla mente parole dette in un altro momento storico ma che valgono sempre: è la banalità del male che trascina dentro di se tutte le logiche spietate di guerra, violenza, soprusi e che non interessa solo le guerre “notorie” ma tutte quelle in atto nel mondo.
Attualmente da ultime rilevazioni risultano attivi 56 conflitti armati nel mondo, il numero più elevato dalla Seconda Guerra Mondiale, come evidenziato dalla pubblicazione del Global Peace Index 2024, distribuiti in varie regioni tra cui, come ben sappiamo, l’Ucraina, la Striscia di Gaza, il Myanmar e il Messico, che coinvolgono almeno 92 Paesi e hanno causato nel 2024 più di 233.000 vittime…a cui aggiungere drammaticamente la conta delle vittime del 2025…una conta terribile…che non si arresta e che il male per nulla banale sta continuando a far crescere per il vil denaro e il desiderio tutto primitivo e istintivo di possedere terra, potere, supremazia e annientare l’altro da se senza empatia, senza comprensione, senza lo spirito di condivisione della pace che dovrebbe essere, invece, il vero spirito dell’umanità.

