Vico Figurari, come molti vicoli del centro storico di Napoli, deve il suo nome alle antiche corporazioni di mestieri che un tempo popolavano queste strade.
Nel caso di “Figurari”, prende il nome dalla figurara, la bottega che definisce tipicamente l’artigianato locale perché vi si lavorava e si lavorano tuttora pastori e statue di . Ma tale attributo è ricordato dal nome di vico Figurari dato alla strada che continua quella di S. Gregorio, a valle del decumano inferiore. Gli antichi figurari rappresentavano i loro personaggi traendo dal legno le figure del presepe e li rivestivano con gli abiti del loro tempo; solo dopo il XIX secolo è possibile riscontrare una prevalente presenza di botteghe artigiane la cui produzione piena e differenziata, è volta appunto non solo alla consueta galleria di arte sacra ma viene arricchita di nuovi modelli, divulgati con tecniche del tipo “manichino”, utilizzate sia per edifici religiosi che per abitazioni private.
In vico Figurari, strada che interseca il Decumano Inferiore ( Spaccanapoli ) , nello spigolo dell’edificio all’angolo è innestata una colonna di granito di fattura romana. E’ un esempio tipico del riutilizzo di vestigia romane per l’abbellimento delle costruzioni, particolarmente consueto negli edifici dell’area del Decumano Inferiore.



