La Lituania è una terra poco conosciuta, addirittura ci sono persone che nemmeno sanno dove si trova e quale sia la capitale. Peccato perché è una nazione ricca di cultura e Vilnius (la capitale si chiama così da leggere con l’accento sulla seconda) è la città più importante
Arrivo a Vilnius da Riga e i mio volo dura meno di trenta minuti.
Il mio albergo non è in centro, per arrivare a downtown devo fare un bel po’ di cammino percorrendo un bel ponte bianco, intorno c’è un parco curato e ricco di fiori che mi ricorda molto gli Stati Uniti. Tanto verde, strade ampie, marciapiedi puliti.
A primo impatto Vilnius mi piace da pazzi. Il centro storico barocco è patrimonio dell’ UNESCO, ti puoi perdere nei vicoletti per scoprire le chiese e i palazzi storici, belle composizioni floreali ovunque e stradine assolate con i ciottoli come pavimentazione, un po’ come a Capri. Lo penso spesso: Vilnius mi sembra di averla già rivista prima altrove. Sembra tutto perfetto, ma impossibile. Qualcosa deve avere “ di storto”. Infatti nei tre giorni che ero lì, ho capito che il meteo imprevedibile. C’erano intorno ai venti gradi che per “loro” pare fosse un caldo africano, ma si alternavano freddo e umido con pioggia torrenziali più volte al giorno. A Vilnius il tempo è inaffidabile.
La città offre molte cose carine da vedere e tutto costa poco. Iniziamo dalla Torre di Gediminas, una
torre in mattoni su tre piani, originariamente parte di un castello costruito nel XV secolo. Si accede tramite un piccolo ascensore e ti da una bella panoramica della città. Lì a pochi passi un altro bel vedere, il monumento delle Tre croci, (originariamente conosciuta come la collina calva, nel parco di Kalnai. Secondo una leggenda, sette frati francescani furono decapitati in cima a questa collina dal granduca lituano Algirdas) ma vi avviso si accede a piedi e la salta è molto faticosa.
Da vedere anche il Museo del genocidio, all’ interno di un palazzo in centro. Museo ex quartier generale e prigione KGB, in onore dei lituani uccisi qui dopo la Seconda guerra mondiale. A Vilnius in una delle piazze principali troverete Il Portale. L’installazione è una porta circolare ispirata ai film di fantascienza che collega le due città tramite un feed video in tempo reale.
Ho visto il primo Cat Cafè della mia vita sulla via principale dello shopping . Infine vi consiglio di andare a Užupis. autoproclamata repubblica all’interno della città di Vilnius. La Repubblica di Uzupis è stata fondata l’1 aprile 1997 da un gruppo di amici bontemponi. E sebbene ricopra meno di un chilometro quadrato, Uzupis ha un proprio presidente, un governo, una costituzione e una valuta locale (non ufficiale). Un posto in cui si respira arte e libertà.
Come a Riga qui sventola la bandiera ucraina a supporto della guerra e contro Putin.

Il Soho club è Il principale club gay della Lituania e il locale gay più popolare di Vilnius. Aperto nel 2007, il SOHO offre eventi dal vivo con artisti locali e internazionali. Non sono posti molto frequentati. Non ne ho trovati altri in città.
Diritti LGBT in Lituania
I diritti civili per le persone lesbiche, gay bisessuali e transgender in Lituania non sono gli stessi delle persone eterosessuali. Anche se l’omosessualità è stata decriminalizzata nel 1993, l’eredità storica del regime comunista comporta ancora dei limiti per i diritti LGBT
La protezione contro la discriminazione è stata regolamentata come parte dei criteri per l’adesione all’Unione europea e nel 2010 ha avuto luogo la prima sfilata di orgoglio gay nella capitale.

Al 2024 la Lituania è uno degli ultimi 5 Paesi appartenenti all’Unione Europea a non avere alcuna legge sulle unioni civili o sulle coppie di fatto assieme a Polonia, Bulgaria, Romania e Slovacchia. I gay e le lesbiche sono autorizzati a servire apertamente nei militari.

