Warriors Orochi 4 [Playstation 4 – Recensione]

Di cosa si tratta? 

Con l’espediente dei “varchi” dimensionali arriva sul mercato il 4° capitolo del crossover di  Dynasty Warriors e Samurai Warriors, picchiaduro prodotti da Koei Tecmo e programmati da Omega Force che rileggono in chiave fantastica la mitologia e la storia della Cina e del Giappone medioevale. Con un cast da record, entrato nel guinnes dei primati con ben 170 personaggi giocabili Warriors Orochi 4 introduce anche alcuni personaggi della mitologia greca che saranno coinvolti nell’eterna lotta tra il bene e il male.

Magia e pestaggi assortiti

Uno degli elementi più innovativi di questo episodio sono le armi magiche con cui potremo evocare gli elementi, e potenziare gli attacchi dei tre personaggi che potremo cambiare  tramite un tasto, con un pò di allenamento potremo creare delle combo pressochè infinite e falcidiare centinaia di nemici attraverso i nostri spettacolari, e micidiali attacchi. Per sbloccare tutti i componenti del roster bisogna completare le missioni disponibili all’interno delle quattro campagne che caratterizzano il ricco comparto single player del gioco, affrontabili anche in cooperativa in locale. E’ stata aggiunta anche una modalità Arena per sfide in multiplayer online (fino a sei giocatori) in cui l’obiettivo è quello di conquistare gli avamposti nemici e totalizzare i punti necessari per vincere lo scontro.

Tutto come prima!

Messo da parte esperimento open world di Dynasty Warriors 9, Warriors Orochi 4 ritorna alla formula Musou tradizionale, fatta di mappe che vanno ripulite dalla presenza dei nemici in ambientazioni basiche, spartane e ripetitive. Ma inei picchiaduro Musou  il  fattore più importante è sempre stato il gameplay, che risulta migliorato grazie all’introduzione dei nuovi attacchi, che rendono ancora più spettacolari i combattimenti e aumentano  la varietà dell’esperienza basata da combospecial, scagliando in aria i soldati come  birilli anche con attacchi che coinvolgeranno l’intera squadra e le unità di supporto. Tutta questa potenza di attacco va a discapito del grado di sfida che al livello normale è inconsistente, mettendo ancora una volta in luce il fatto che questo franchise soffre di evidenti problemi di bilanciamento dato che i livelli di difficoltà successivi sono abbastanza ostici.

Gameplay

Per quanto riguarda il gameplay non c’è molto da aggiungere: si tratta semplicemente di spostarsi sulla mappa a seconda delle indicazioni che ci vengono fornite ed eliminare obiettivi specifici oppure completare determinati percorsi, il tutto mentre i personaggi continuano a parlare fra di loro: i dialoghi sono in giapponese e i sottotitoli in inglese, creano un atmosfera davvero incredibile durante i combattimenti. Tra le varie missioni è possibile spendere i punti esperienza e le gemme raccolte per potenziare i personaggi, equipaggiare armi migliori, aggiungervi degli slot per danni elementali e vendere o smantellare gli strumenti che non ci servono. È inoltre disponibile la medesima funzione di crescita anche per il campo base, che una volta potenziato donerà a tutti i nostri guerrieri bonus d vario genere.

Tecnicamente parlando

Graficamente è simile all’ ultimo episodio di Samurai Warriors, con una serie di problemi tecnici che si porta dalle vecchie generazioni come il pop-up e i rallentamenti nelle fasi più concitate delle battaglie, da rivedere anche la telecamera. L’interpretazione dei diaoghi è ottima,  risultando all’altezza delle aspettative, la colonna sonora ricalca la natura “eroica” del gioco non brillando però in qualità. Il sistema di controllo, infine, riprende quello degli altri Musou , assegnando ai trigger il cambio di personaggio e al dorsale destro l’attivazione della magia, azionabile a seconda degli indicatori con diversi pulsanti del pad.

Concludendo

Warriors Orochi 4 torna alla formula tradizionale dopo l’esperimento open world di Dynasty Warriors 9, e lo fa introducendointeressanti elementi mitologici e magici che si riflettono in maniera concreta anche sull’azione, aggiungendo un nuove mosse magiche che aumentano la varietà e contribuiscono a differenziare ognuno dei 170 personaggi disponibili. Gli appassionati della serie troveranno un gioco molto piacevole ma con i solito difetto della saga: l’eccessiva ripetitività del gameplay e delle missioni.

PRO
+ Gameplay puro
+ 170 personaggi selezionabili!
+ Campagne molto lunghe
CONTRO
– Tecnicamente modesto
– Ripetitivo
Please follow and like us:

Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

Check Also

È la nebbia che va. Storie milanesi di Giancarlo Elfo Ascari

Con prefazione di Giancarlo Consoni e nota introduttiva di Enrico Deaglio  “Ho iniziato con i …