{"id":199759,"date":"2025-09-12T06:33:59","date_gmt":"2025-09-12T04:33:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/?p=199759"},"modified":"2025-09-12T06:33:59","modified_gmt":"2025-09-12T04:33:59","slug":"due-nuove-mostre-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/due-nuove-mostre-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli\/","title":{"rendered":"Due nuove mostre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli"},"content":{"rendered":"<div><b><i>Le fotografie di Gabriel Ivanovi\u010d de Rumine e gli acquerelli di Luigi Bazzani<\/i><\/b><\/div>\n<div><b><i>continua il lavoro di valorizzazione delle collezioni grafiche e fotografiche del MANN<\/i><\/b><\/div>\n<div><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/div>\n<div>11 settembre 2025. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli inaugura il 17 settembre 2025 due nuove iniziative espositive, in dialogo con la sezione permanente\u00a0<i>Domus<\/i>\u00a0dedicata alla cultura dell\u2019abitare nell\u2019area vesuviana. I percorsi arricchiscono l\u2019esperienza di visita intrecciando memoria materiale, fonti documentarie e linguaggi artistici diversi, e rappresentano un ulteriore esito del processo di valorizzazione del patrimonio del MANN. Accanto ai suoi straordinari capolavori antichi, infatti, il Museo custodisce fotografie, acquerelli e documenti d\u2019archivio conservati nell\u2019Archivio Storico e nell\u2019Archivio Disegni: testimonianze che narrano storie e restituiscono la ricchezza delle prospettive con cui, nel tempo, il mondo antico \u00e8 stato interpretato e raccontato.<\/div>\n<div>\u201c<i>Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli \u00e8 non solo luogo di conservazione, ma anche laboratorio di ricerca: indagare i nostri archivi significa far emergere nuove chiavi di lettura, che ci aiutano a comprendere le origini del mito di Pompei e il ruolo che esso ha avuto nell\u2019immaginario europeo. Valorizzare archivi e collezioni significa restituire ai pubblici la complessit\u00e0 di un patrimonio che vive attraverso molteplici forme di espressione<\/i>\u201d, commenta il Direttore Generale Musei Italiani, prof. Massimo Osanna.<\/div>\n<div>Le due mostre, curate da Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli e Domenico Pino, saranno visitabili fino al 28 febbraio 2026.<\/div>\n<div><b><i><u>\u201cLuigi Bazzani e la casa pompeiana\u201d<\/u><\/i><\/b><\/div>\n<div>L\u2019esposizione nasce a seguito del restauro di diciotto acquerelli di Luigi Bazzani (1836-1927), pittore e scenografo di successo, di cui l\u2019Archivio Disegni del MANN possiede una delle raccolte pi\u00f9 ricche insieme al Victoria&amp;Albert Museum di Londra e alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma.<\/div>\n<div>Considerate non soltanto espressioni artistiche, ma anche testimonianze storiche delle scoperte archeologiche nelle citt\u00e0 vesuviane, le opere di Bazzani del MANN raffigurano diversi soggetti pompeiani: dal Foro al Tempio di Iside, fino agli interni delle case e ai giardini. Oltre agli acquerelli, sono in mostra una\u00a0<i>gouache<\/i>\u00a0di Giuseppe Marsigli, disegni di Pasquale Maria Veneri, fotografie antiche e bronzi ottocenteschi.<\/div>\n<div>Un<i>\u00a0focus\u00a0<\/i>specifico \u00e8 dedicato alla Casa del Fauno, di cui Veneri ha raffigurato il tegolato antico. Scoperta nel 1830, la casa \u00e8 sorprendente per la ricchezza e raffinatezza del suo apparato decorativo, dai pavimenti ai fregi in terracotta, dal grande mosaico della Battaglia di Isso alla statuetta in bronzo del fauno danzante, da cui il complesso prende il nome. Le\u00a0<i>gouaches<\/i>, gli acquerelli e le foto in mostra ne illustrano sia l\u2019impianto complessivo che le sofisticate decorazioni.<\/div>\n<div>La mostra \u00e8 allestita nella sala XCV (95), tra l\u2019allestimento permanente\u00a0<i>Domus<\/i>\u00a0e l\u2019esposizione temporanea dedicata a Gabriel Ivanovi\u010d de Rumine che sar\u00e0 inaugurata nello stesso giorno.<\/div>\n<div><b><i><u>\u201c1859 \u2013 Un fotografo russo a Pompei: Gabriel Ivanovi\u010d de Rumine\u201d<\/u><\/i><\/b><\/div>\n<div>Quest\u2019esposizione proietta il visitatore nel 1859 e offre un racconto inedito, che mostra come il mito di Pompei, gi\u00e0 al centro dell\u2019immaginario europeo, avesse conquistato anche una disciplina allora agli esordi: la fotografia, nata solo pochi anni prima.<\/div>\n<div>In quell\u2019anno, l\u2019aristocratico russo Gabriel Ivanovi\u010d de Rumine viaggia come fotografo al seguito del Granduca Costantino di Russia in una lunga crociera nel Mediterraneo che tocca, tra le altre mete, Palermo, Napoli, Atene e Gerusalemme. Con uno speciale permesso accordato dal re Ferdinando II, de Rumine scatta una serie di vedute di Pompei, che rappresentano uno dei pi\u00f9 antichi reportage fotografici degli scavi \u2013 certamente il primo di grande formato \u2013 realizzati quando la fotografia stessa era ancora una disciplina giovane, nata solo vent\u2019anni prima. Consapevole dell\u2019importanza dei suoi scatti, ne invia copie a Parigi perch\u00e9 siano esposte alla\u00a0<i>Soci\u00e9t\u00e9 Fran\u00e7aise de Photographie<\/i>, dove vengono accolte con grande interesse.<\/div>\n<div>Il MANN custodisce ventotto di queste rare immagini all\u2019albumina, a lungo rimaste dimenticate negli archivi, senza data n\u00e9 attribuzione. La mostra ne presenta per la prima volta un\u2019ampia selezione, insieme ad altre fotografie storiche e a preziosi documenti d\u2019archivio. Sar\u00e0 ospitata nel Salone del Plastico di Pompei, uno spazio emblematico che restituisce \u2013 anche attraverso il grande modello della citt\u00e0 \u2013 la forza evocativa e la suggestione senza tempo di Pompei. \u201c<i>Queste preziose fotografie<\/i>\u00a0\u2013 esposte ora al pubblico per la prima volta \u2013\u00a0<i>ci consentono di osservare il fascino esercitato da Pompei nell\u2019immaginario europeo da una prospettiva inedita, attraverso una forma di espressione allora del tutto nuova. La riscoperta di questo fondo \u00e8 il frutto di un lavoro di ricerca e di valorizzazione del ricco patrimonio del MANN, che conferma come studio e indagine documentaria siano strumenti fondamentali per ampliare la conoscenza e, con essa, la fruizione del patrimonio<\/i>\u201d, commenta il Direttore Generale Musei Italiani, prof. Massimo Osanna.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fotografie di Gabriel Ivanovi\u010d de Rumine e gli acquerelli di Luigi Bazzani continua il lavoro di valorizzazione delle collezioni grafiche e fotografiche del MANN \u00a0 11 settembre 2025. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli inaugura il 17 settembre 2025 due nuove iniziative espositive, in dialogo con la sezione permanente\u00a0Domus\u00a0dedicata alla cultura dell\u2019abitare nell\u2019area vesuviana. 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