{"id":241371,"date":"2026-07-13T12:58:58","date_gmt":"2026-07-13T10:58:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/lorigine-dei-rotoli-del-mar-morto-luniversita-di-pisa-partner-della-ricerca\/"},"modified":"2026-07-13T12:58:58","modified_gmt":"2026-07-13T10:58:58","slug":"lorigine-dei-rotoli-del-mar-morto-luniversita-di-pisa-partner-della-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/lorigine-dei-rotoli-del-mar-morto-luniversita-di-pisa-partner-della-ricerca\/","title":{"rendered":"L\u2019origine dei Rotoli del Mar Morto, l&#8217;Universit\u00e0 di Pisa partner della ricerca"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Frammenti dei Rotoli del Mar Morto e tracce di inchiostro, papiri provenienti dall&#039;Egitto, particelle di polvere. Saranno questi alcuni dei materiali che arriveranno al Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell&#039;Universit\u00e0 di Pisa nel 2027 per essere analizzati nell&#039;ambito del progetto &quot;Sulle tracce di scribi e rotoli&quot; (Tracing Scribes and Scrolls) appena finanziato con 2,5 milioni di euro dall&#039;European Research Council. L&#039;obiettivo della ricerca, guidata dal professor Mladen Popovi\u0107 dell\u2019Universit\u00e0 di Groningen, \u00e8 di ricostruire l&#039;origine dei Rotoli del Mar Morto, una raccolta di pergamene e papiri che comprende i pi\u00f9 antichi manoscritti biblici esistenti. Ricercatori e ricercatrici combineranno chimica analitica, intelligenza artificiale e paleografia: pi\u00f9 di 250 frammenti saranno indagati tramite tecniche non-invasive e una piccola selezione sar\u00e0 poi sottoposta ad analisi pi\u00f9 approfondite.\u00a0\u201cIl Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale ha il compito di raccogliere tutte le informazioni sui materiali organici &#8211; spiega la professoressa Ilaria Degano dell\u2019Ateneo pisano \u2013 analizzeremo direttamente una ventina di micro-frammenti ricavati dai bordi dei Rotoli per caratterizzare il collagene delle pergamene e ricavare informazioni sugli animali da cui provengono e, in alcuni casi, anche sulla loro alimentazione e sulle condizioni in cui vivevano. Le informazioni ottenute, incrociate con quelle ricavate dallo studio di elementi in tracce effettuate dai partner del progetto, potrebbero aiutarci a individuare le aree di provenienza dei Rotoli e a capire dove furono prodotti. Studieremo anche l\u2019inchiostro per scovare eventuali tracce di legante organico: in questo caso i campioni saranno davvero minuscoli, quasi invisibili ad occhio nudo, per non compromettere l\u2019integrit\u00e0 dei reperti\u201d.\u00a0I dati ricavati sui campioni provenienti dai Rotoli del Mar Morto saranno quindi confrontati con quelli ottenuti su papiri conservati nei Musei Egizi di Torino e Berlino cercare per individuare i luoghi di produzione e geolocalizzarne la provenienza. Saranno analizzate anche le tracce di polvere sui manoscritti per aiutare ricostruirne gli spostamenti. Tutti i dati raccolti saranno infine elaborati attraverso modelli di intelligenza artificiale per individuare correlazioni e somiglianze non immediatamente visibili.\u00a0\u00a0\u201cL&#039;ambizione \u00e8 trovare nei materiali antichi l&#039;equivalente di una filigrana moderna che consenta di distinguere diversi centri di produzione e di ricostruire le reti di circolazione dei manoscritti nell&#039;antica Giudea\u201d, spiega Degano.\u00a0La nuova ricerca rappresenta la prosecuzione ideale del progetto Erc &quot;Le mani che scrissero la Bibbia\u201d (The Hands That Wrote the Bible) al quale l&#039;Universit\u00e0 di Pisa aveva gi\u00e0 contribuito con un team composto da Ilaria Degano, Maria Perla Colombini e Jacopo La Nasa. I risultati, pubblicati nel 2025 sulla rivista &quot;Plos One&quot;, avevano mostrato che i Rotoli sono pi\u00f9 antichi di quanto si ritenesse e avevano consentito di affinare significativamente la cronologia dei manoscritti.\u00a0\u201cSe il precedente progetto ha permesso di stabilire con maggiore precisione quando furono scritti i rotoli, la nuova sfida punta a scoprire dove furono prodotti i materiali, dove operarono gli scribi e come circolarono i manoscritti &#8211; conclude Degano &#8211; Una ricerca che potrebbe aprire nuove prospettive non solo per lo studio dei Rotoli del Mar Morto, ma pi\u00f9 in generale per la ricostruzione della storia materiale dei manoscritti antichi\u201d.\u00a0<br \/>\n&#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Frammenti dei Rotoli del Mar Morto e tracce di inchiostro, papiri provenienti dall&#039;Egitto, particelle di polvere. 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