{"id":254735,"date":"2026-09-24T16:24:40","date_gmt":"2026-09-24T14:24:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/cni-ecco-la-guida-pratica-allai-per-gli-ingegneri\/"},"modified":"2026-09-24T16:24:40","modified_gmt":"2026-09-24T14:24:40","slug":"cni-ecco-la-guida-pratica-allai-per-gli-ingegneri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/cni-ecco-la-guida-pratica-allai-per-gli-ingegneri\/","title":{"rendered":"Cni, ecco la Guida pratica all&#8217;Ai per gli ingegneri"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Offrire agli ingegneri uno strumento pratico per comprendere e utilizzare l\u2019Intelligenza Artificiale nell\u2019esercizio della professione, alla luce della normativa vigente, del Regolamento (UE) 2024\/1689 (AI Act) &#8211; come modificato dal Regolamento (UE) 2026\/1744 &#8211; e del Codice deontologico degli ingegneri italiani. E\u2019 questo l\u2019obiettivo della \u2018Guida pratica all\u2019Intelligenza Artificiale per l\u2019ingegnere, normativa deontologia e buone pratiche professionali\u2019 realizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri e reso noto oggi in occasione del Congresso nazionale degli ingegneri, in corso a Trieste.\u00a0La Guida si rivolge agli iscritti all\u2019Albo, indipendentemente dal settore di appartenenza e dalla modalit\u00e0 di esercizio della professione, e affronta i principali profili normativi, deontologici e operativi connessi all\u2019utilizzo dei sistemi di IA. L\u2019Intelligenza artificiale \u00e8 entrata negli studi e nelle imprese di ingegneria pi\u00f9 rapidamente delle competenze necessarie a governarla. \u00a0La Guida \u00e8 articolata in cinque parti. La prima illustra il quadro normativo di riferimento, con una sintesi dell\u2019AI Act e alcuni esempi applicativi nei diversi settori dell\u2019ingegneria. La seconda esamina i rapporti tra Intelligenza Artificiale e deontologia professionale. La terza analizza i principali profili di responsabilit\u00e0 e i rischi legali, sanzionatori e assicurativi. La quarta affronta il rischio derivante dal mancato aggiornamento professionale in materia di IA. La quinta fornisce indicazioni pratiche per un utilizzo consapevole dei modelli linguistici di grandi dimensioni (Llm). Completano la guida alcune appendici con modelli e checklist operative.\u00a0\u00a0Tre sono le cose da ricordare. 1) L\u2019IA \u00e8 uno strumento di supporto: il lavoro intellettuale e la responsabilit\u00e0 restano sempre in capo all\u2019ingegnere (art. 13 della L. 132\/2025 e art. 13 del Codice Deontologico). 2) Trasparenza verso il committente: il committente deve essere preventivamente informato dell\u2019utilizzo dell\u2019IA nell\u2019ambito dell\u2019incarico professionale.3) Conformit\u00e0 normativa: i sistemi di Intelligenza Artificiale progettati, sviluppati o forniti al committente sono soggetti agli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2024\/1689 (AI Act) e dalla normativa nazionale vigente.\u00a0L\u2019art. 13 della Legge n. 132\/2025 costituisce la principale disposizione nazionale dedicata all\u2019impiego dei sistemi di Intelligenza Artificiale nell\u2019attivit\u00e0 professionale dell\u2019ingegnere. La norma disciplina le modalit\u00e0 di utilizzo dell\u2019IA, ribadendo che essa rappresenta uno strumento di supporto e non pu\u00f2 sostituire il giudizio tecnico, l\u2019autonomia decisionale e la responsabilit\u00e0 del professionista. Al tempo stesso introduce un obbligo di trasparenza nei confronti del committente, dal quale derivano specifici adempimenti destinati a incidere concretamente sullo svolgimento dell\u2019incarico.\u00a0La responsabilit\u00e0 professionale resta sempre dell\u2019Ingegnere. Ogni elaborato predisposto con il supporto dell\u2019Intelligenza Artificiale deve essere verificato, validato e assunto come proprio dal professionista prima della consegna o della sottoscrizione. L\u2019utilizzo dell\u2019IA non comporta alcun trasferimento della responsabilit\u00e0 professionale al sistema utilizzato o al relativo fornitore.\u00a0\u00a0L\u2019applicazione dell\u2019art. 13 comporta alcuni obblighi e rende opportuno adottare specifiche misure organizzative. In particolare, \u00e8 opportuno: inserire, una specifica clausola nel disciplinare d\u2019incarico o nel contratto professionale relativa all\u2019utilizzo dell\u2019Intelligenza Artificiale; informare preventivamente il committente, con linguaggio chiaro e comprensibile, delle finalit\u00e0 e delle modalit\u00e0 di utilizzo dell\u2019IA; verificare e validare personalmente ogni elaborato prima della consegna o della firma; documentare, quando opportuno, le modalit\u00e0 di impiego dell\u2019IA e le verifiche effettuate, anche ai fini della tracciabilit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 professionale.\u00a0L\u2019obbligo informativo pu\u00f2 essere assolto con modalit\u00e0 differenti, purch\u00e9 il committente riceva in fase di affidamento dell\u2019incarico, informazioni chiare, comprensibili e adeguate alle caratteristiche dell\u2019incarico ricevuto. L\u2019evoluzione della normativa nazionale ed europea in materia di Intelligenza Artificiale comporter\u00e0 un progressivo adeguamento delle modalit\u00e0 di svolgimento degli incarichi professionali. In particolare, \u00e8 ragionevole prevedere che: nei bandi pubblici e negli incarichi privati sia sempre pi\u00f9 frequente la richiesta di dichiarare l\u2019eventuale utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale; diventi buona prassi inserire nei disciplinari di incarico, nei contratti professionali e nelle relazioni tecniche una sintetica informativa sull\u2019utilizzo dell\u2019IA; assuma crescente importanza documentare le modalit\u00e0 di utilizzo dell\u2019Intelligenza Artificiale e le verifiche effettuate dal professionista, al fine di dimostrare il controllo umano esercitato durante lo svolgimento dell\u2019incarico.\u00a0Quando utilizza l\u2019Intelligenza Artificiale l\u2019ingegnere deve infatti verificare che siano sempre rispettati quattro principi fondamentali: l\u2019IA deve essere utilizzata esclusivamente come strumento di supporto; il controllo umano deve rimanere costante durante tutta la prestazione; il committente deve essere informato dell\u2019utilizzo dell\u2019AI nell\u2019espletamento dell\u2019incarico professionale; la responsabilit\u00e0 professionale rimane sempre in capo all\u2019ingegnere, anche quando l\u2019IA viene utilizzata da dipendenti o collaboratori.\u00a0\u00a0Le modifiche introdotte nel Codice deontologico evidenziano che l\u2019Intelligenza Artificiale non rappresenta soltanto un nuovo strumento di lavoro, ma costituisce ormai un tema trasversale dell\u2019attivit\u00e0 professionale. L\u2019ingegnere \u00e8 chiamato non solo a utilizzare correttamente tali sistemi, ma anche a sviluppare competenze adeguate, proteggere i dati trattati e promuovere un\u2019innovazione tecnologica responsabile e orientata all\u2019interesse pubblico. L\u2019utilizzo dell\u2019Intelligenza Artificiale nell\u2019attivit\u00e0 professionale offre importanti opportunit\u00e0, ma comporta anche specifici profili di responsabilit\u00e0. L\u2019ingegnere rimane il soggetto responsabile delle proprie decisioni, delle attivit\u00e0 svolte e degli elaborati sottoscritti, anche quando si avvale di sistemi di IA come strumenti di supporto. \u00a0L\u2019utilizzo dell\u2019Intelligenza Artificiale non costituisce una causa di esonero dalla responsabilit\u00e0 professionale. L\u2019ingegnere risponde degli elaborati che firma e delle decisioni assunte nell\u2019esercizio della professione, anche quando siano state predisposte con il supporto di sistemi di IA.\u00a0L\u2019Intelligenza Artificiale pu\u00f2 essere utilizzata come strumento di supporto anche nella comunicazione professionale, nella predisposizione di documentazione tecnica e nella gestione delle attivit\u00e0 dello studio. Tuttavia, il professionista deve evitare qualsiasi utilizzo dell\u2019IA che possa generare contenuti ingannevoli, violare diritti di terzi o contribuire alla commissione di fatti penalmente rilevanti.\u00a0\u00a0La responsabilit\u00e0 penale \u00e8 sempre personale. L\u2019utilizzo dell\u2019Intelligenza Artificiale non trasferisce la responsabilit\u00e0 al produttore del software n\u00e9 costituisce una giustificazione per condotte illecite. Particolare attenzione deve essere prestata anche alle attivit\u00e0 di comunicazione e marketing dello studio, evitando la diffusione di immagini, video o registrazioni generate dall\u2019IA che possano risultare ingannevoli o lesive dei diritti altrui.\u00a0L\u2019utilizzo dell\u2019Intelligenza Artificiale non introduce una nuova forma di responsabilit\u00e0 professionale, ma non elimina n\u00e9 attenua quelle gi\u00e0 previste dall\u2019ordinamento. L\u2019ingegnere rimane sempre responsabile delle proprie decisioni, degli elaborati sottoscritti e dell\u2019attivit\u00e0 svolta con il supporto dell\u2019IA. E\u2019 inoltre importante ricordare che le diverse forme di responsabilit\u00e0 non si escludono tra loro: uno stesso comportamento pu\u00f2 determinare, contemporaneamente, conseguenze civili, disciplinari, amministrative e, nei casi pi\u00f9 gravi, anche penali. Per questo motivo, l\u2019IA deve essere utilizzata nel rispetto della normativa vigente, dei principi deontologici e delle buone pratiche professionali illustrate nella presente guida. L\u2019utilizzo consapevole dell\u2019Intelligenza Artificiale non richiede necessariamente competenze di sviluppo software o di programmazione avanzata. E\u2019 tuttavia indispensabile che l\u2019ingegnere acquisisca un insieme di conoscenze tecniche, normative e metodologiche che gli consentano di utilizzare tali strumenti in modo corretto, valutarne criticamente i risultati e comprenderne i limiti.\u00a0L\u2019evoluzione dell\u2019Intelligenza Artificiale \u00e8 estremamente rapida sotto il profilo tecnologico, normativo e applicativo. Per questo motivo l\u2019aggiornamento professionale non pu\u00f2 limitarsi alla partecipazione occasionale a un corso, ma deve diventare parte integrante dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019ingegnere. Per mantenere un adeguato livello di competenza \u00e8 opportuno fare riferimento a fonti autorevoli e costantemente aggiornate. L\u2019utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale richiede poi particolare attenzione anche sotto il profilo della sicurezza informatica. Un uso non corretto degli strumenti pu\u00f2 infatti comportare la divulgazione di informazioni riservate, l\u2019accesso non autorizzato ai dati o l\u2019introduzione di vulnerabilit\u00e0 nei sistemi informatici dello studio o del committente. La sicurezza non riguarda soltanto il software di IA utilizzato, ma anche le modalit\u00e0 con cui il professionista gestisce credenziali, documenti, codice sorgente e informazioni tecniche.\u00a0<br \/>\n&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Offrire agli ingegneri uno strumento pratico per comprendere e utilizzare l\u2019Intelligenza Artificiale nell\u2019esercizio della professione, alla luce della normativa vigente, del Regolamento (UE) 2024\/1689 (AI Act) &#8211; come modificato dal Regolamento (UE) 2026\/1744 &#8211; e del Codice deontologico degli ingegneri italiani. 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