{"id":255026,"date":"2026-09-25T17:07:00","date_gmt":"2026-09-25T15:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/pazienti-ricoverati-siaarti-intervenire-prima-che-sia-emergenza\/"},"modified":"2026-09-25T17:07:00","modified_gmt":"2026-09-25T15:07:00","slug":"pazienti-ricoverati-siaarti-intervenire-prima-che-sia-emergenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/pazienti-ricoverati-siaarti-intervenire-prima-che-sia-emergenza\/","title":{"rendered":"Pazienti ricoverati, Siaarti: &#8220;Intervenire prima che sia emergenza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Riconoscere in tempo che un paziente ricoverato sta peggiorando pu\u00f2 fare la differenza. Sistemi e modelli organizzativi pensati per intercettare precocemente il deterioramento clinico, dagli early warning score ai Medical Emergency Team e ai Rapid Response System, esistono, ma negli ospedali italiani non sono ancora applicati in modo uniforme&quot;. \u00c8 uno dei temi al centro della sessione che apre la giornata conclusiva del Congresso dell&#039;Area Culturale Medicina critica dell&#039;emergenza della Societ\u00e0 Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti), alla Citt\u00e0 militare della Cecchignola di Roma.\u00a0&quot;Dobbiamo essere in grado di riconoscere per tempo quando le condizioni di un paziente ricoverato cominciano a peggiorare, prima che si arrivi a un\u2019emergenza conclamata &#8211;  afferma Elena Bignami, presidente Siaarti -. Ci sono ospedali dove un Medical Emergency Team interviene entro pochi minuti, e altri dove lo stesso paziente aspetta che il quadro clinico precipiti prima che qualcuno se ne accorga. L&#039;ultima rilevazione nazionale disponibile, condotta qualche anno fa dal Policlinico di Milano \u2013 Universit\u00e0 degli studi di Milano, mostrava un Medical Emergency Team attivo in circa sei ospedali su dieci, con differenze marcate tra Nord e resto del Paese. Da allora la sensibilit\u00e0 \u00e8 cresciuta, ma la fotografia resta quella di un sistema disomogeneo, ed \u00e8 uno dei motivi per cui il tema resta centrale nel nostro congresso. Non \u00e8 una questione di strumenti, che esistono, ma di come vengono messi a terra ospedale per ospedale&quot;.\u00a0L\u2019anestesista-rianimatore non deve intervenire solo quando il paziente arriva in terapia intensiva, ma ha un ruolo anche nelle fasi precedenti del deterioramento clinico. &quot;Dobbiamo portare la cultura della terapia intensiva al letto del paziente, prima che sia il paziente ad arrivare in terapia intensiva&quot;, spiega Andrea Bruni, responsabile della Sezione Siaarti Medicina critica e dell\u2019emergenza intraospedaliera. La gestione del paziente critico comincia prima dell\u2019arrivo in ospedale. Nella fase extraospedaliera, valutazione della gravit\u00e0, avvio dei trattamenti e scelta del percorso pi\u00f9 appropriato incidono sulla successiva presa in carico ospedaliera. Una sessione del Congresso \u00e8 dedicata all\u2019integrazione tra Centrale Operativa, 118, elisoccorso e strutture ospedaliere, con attenzione all\u2019interoperabilit\u00e0 dei dati e alla centralizzazione del trauma.\u00a0\u00a0&quot;La sfida dei prossimi anni \u00e8 favorire una crescita pi\u00f9 omogenea dell\u2019intero sistema dell\u2019emergenza, superando frammentazioni organizzative e differenze nei modelli assistenziali e sviluppando percorsi multidisciplinari condivisi &#8211; sottolinea Sara Borga, responsabile della Sezione Siaarti Medicina critica e dell\u2019emergenza extraospedaliera -. L\u2019integrazione tra Centrale operativa dell&#039;Emergenza sanitaria territoriale, soccorso territoriale, elisoccorso e strutture ospedaliere significa costruire una vera continuit\u00e0 della Medicina critica dell\u2019emergenza&quot;. La giornata conclusiva allarga quindi il confronto al fattore umano e alle nuove tecnologie. Nel 118, capacit\u00e0 di decidere sotto pressione, comunicazione tra professionisti e Centrale Operativa, consapevolezza della situazione e debriefing incidono sulla gestione dell\u2019emergenza. Sul fronte tecnologico, il Congresso affronta invece il collegamento tra pre e intraospedaliero, il triage, l\u2019intelligenza artificiale nella formazione, la realt\u00e0 aumentata nel volo sanitario e lo scambio dei dati tra Centrale operativa e Pronto soccorso.\u00a0&quot;Abbiamo costruito il programma cercando di mettere in relazione aspetti che nella pratica clinica non possono essere separati: ci\u00f2 che accade sul territorio, la risposta dell\u2019ospedale, il fattore umano, l\u2019organizzazione e gli strumenti tecnologici &#8211; evidenzia Davide Colombo, responsabile dell\u2019Area culturale medicina critica dell\u2019emergenza di Siaarti e responsabile scientifico del congresso -. Il paziente critico attraversa contesti diversi, ma il percorso di cura deve essere pensato nel suo insieme. \u00c8 su questa capacit\u00e0 di collegare competenze, professionisti e organizzazioni che dobbiamo continuare a lavorare&quot;.\u00a0Il Congresso ha previsto anche attivit\u00e0 pratiche dedicate a procedure e scenari difficili da riprodurre nella formazione quotidiana, dalla gestione del team alla simulazione di una maxi-emergenza e all\u2019organizzazione sanitaria dei grandi eventi. Tra le attivit\u00e0 \u00e8 stata prevista anche la possibilit\u00e0 di trascorrere una notte in un campo-tende, simulando le condizioni operative di una missione all\u2019estero. La giornata affronta inoltre le emergenze neurologiche nel pre-ospedaliero, dallo stroke al coma traumatico, e prevede workshop dedicati alle emergenze ostetrico-ginecologiche e alla gestione dell\u2019infezione e della sepsi. &quot;Rafforzare il ruolo dell\u2019anestesista-rianimatore nella Medicina critica dell\u2019emergenza sar\u00e0 una priorit\u00e0 strategica della nostra Societ\u00e0 anche nei prossimi anni. Siaarti continuer\u00e0 a investire nella formazione, nella ricerca e nella definizione di modelli operativi condivisi, valorizzando le competenze che l\u2019anestesista-rianimatore pu\u00f2 mettere a disposizione del paziente critico nei diversi contesti assistenziali&quot;, conclude il vicepresidente Siaarti e presidente eletto 2028-2030 Giacomo Grasselli.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Riconoscere in tempo che un paziente ricoverato sta peggiorando pu\u00f2 fare la differenza. 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