{"id":256900,"date":"2026-10-02T13:09:12","date_gmt":"2026-10-02T11:09:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/medici-in-fuga-da-ssn-per-la-prima-volta-dimissioni-volontarie-superano-pensionamenti\/"},"modified":"2026-10-02T13:09:12","modified_gmt":"2026-10-02T11:09:12","slug":"medici-in-fuga-da-ssn-per-la-prima-volta-dimissioni-volontarie-superano-pensionamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/medici-in-fuga-da-ssn-per-la-prima-volta-dimissioni-volontarie-superano-pensionamenti\/","title":{"rendered":"Medici in fuga da Ssn, per la prima volta dimissioni volontarie superano pensionamenti"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Suona la sirena d&#039;allarme per il Servizio sanitario nazionale che potrebbe avere in futuro sempre meno camici bianchi in ospedali e reparti. &quot;Il 2025 verr\u00e0 ricordato come l&#039;anno dello spartiacque per i medici italiani. Per la prima volta nel decennio 2015-2025, infatti, le dimissioni volontarie (3.767) hanno superato i pensionamenti (2.876). Un&#039;inversione di tendenza netta e improvvisa: in un solo anno le dimissioni sono schizzate del 150% rispetto alle 1.503 del 2024, toccando quota 3,5% del totale dei medici in servizio, una soglia mai registrata prima, neppure nei mesi pi\u00f9 critici della pandemia (3 medici ogni 100)&quot;. I dati Onaosi, Conto annuale dello Stato e Mef, sono stati elaborati dal Centro Studi Anaao Assomed che ha realizzato l\u2019analisi decennale sul personale medico ospedaliero del Ssn offrendo una panoramica regionale dettagliata e il trend nazionale delle dinamiche demografiche, delle assunzioni e delle cessazioni (pensionamenti e dimissioni) dal 2015 al 2025.\u00a0 Il fenomeno non \u00e8 isolato, ma attraversa capillarmente il Paese. &quot;In ben 12 regioni su 20, nel corso del 2025, i medici che hanno scelto di lasciare il Ssn prima della pensione sono pi\u00f9 di quelli che hanno raggiunto i limiti di et\u00e0 per il riposo. Situazioni particolarmente marcate si registrano in Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dove il numero dei camici bianchi dimissionari supera da 2,4 a 3,3 volte quello dei pensionati&quot;. Allargando lo sguardo al bilancio complessivo delle risorse umane, &quot;i numeri restituiscono una dinamica di forte tensione sugli organici: per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato nel corso del 2025, ben 43 hanno rassegnato le dimissioni e 77 sono complessivamente usciti dal sistema pubblico, tra pensionamenti e altre cause&quot;, chiarisce il report. Sul fronte della mobilit\u00e0 interna, &quot;l&#039;analisi dei trasferimenti tra aziende sanitarie mostra come questi ultimi non siano guidati soltanto dalle scelte professionali individuali, ma riflettano i profondi processi di riorganizzazione vissuti tra il 2016 e il 2017, oltre agli strascichi degli eventi straordinari legati all&#039;emergenza pandemica. Al netto di queste variabili eccezionali, la serie storica evidenzia un andamento complessivamente stabile, con una leggera tendenza alla contrazione negli ultimi anni&quot;.\u00a0\u00a0<br \/>\nNonostante la fuga dai reparti, il tanto atteso ricambio generazionale ha preso il via. &quot;Tra il 2015 e il 2024 l&#039;et\u00e0 media dei medici ospedalieri si \u00e8 ridotta in modo significativo: 2 anni e 7 mesi in meno per i colleghi uomini e 2 anni e 4 mesi per le donne. Nello stesso arco temporale, la consistenza complessiva degli organici \u00e8 cresciuta del 2,7%, passando da 105.380 a 108.243 unit\u00e0. Un contributo determinante &#8211; osserva il report &#8211; a questo svecchiamento \u00e8 arrivato dal Decreto Calabria, fortemente sostenuto dall&#039;Anaao Assomed, che tra il 2019 e il 2025 ha permesso l&#039;ingresso nel sistema di quasi 10.000 giovani medici, arrivando a coprire fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato. Resta tuttavia irrisolta la storica frattura di un Paese a due velocit\u00e0. Nell&#039;ultimo decennio il Centro-Nord ha registrato un saldo positivo di 4.029 medici (+5,9%), mentre il Mezzogiorno ha continuato a svuotarsi, perdendo 1.166 unit\u00e0 (-3,1%). A pagare il prezzo pi\u00f9 alto in termini di riduzione degli organici sono la Basilicata (-24,6%), il Molise (-17,2%), la Valle d&#039;Aosta (-14,2%) e la Calabria (-12,6%), confermando la necessit\u00e0 di interventi mirati per riequilibrare l&#039;offerta di salute sui territori&quot;.\u00a0\u201cNon si tratta di una fisiologica mobilit\u00e0 professionale &#8211; commenta Pierino Di Silverio segretario nazionale Anaao Assomed &#8211; ma di un vero e proprio esodo, guidato da turni massacranti, stipendi non allineati all&#039;Europa, condizioni di lavoro al limite del burnout, carichi burocratici insostenibili e aggressioni nei reparti. A lasciare non sono i medici a fine carriera, ma professionisti nel pieno della maturit\u00e0 clinica, con un&#039;et\u00e0 media intorno ai 48 anni. Il paradosso \u00e8 evidente: a fronte di un ricambio generazionale avviato con successo grazie al Decreto Calabria oggi si rischia di vanificare tutto. Nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, ben 43 si sono dimessi, riempiendo di fatto una \u2018vasca senza tappo\u2019\u201d.\u00a0Per fermare la frana e difendere l&#039;articolo 32 della Costituzione, Anaao Assomed chiede al Governo, al Parlamento e alle Regioni di passare dalle parole ai fatti con un piano straordinario in 10 punti:\u00a01) Rendere strutturale il Decreto Calabria, trasformando la formazione specialistica in un contratto di formazione-lavoro per fare entrare i giovani da protagonisti.\u00a02) Superare definitivamente il tetto di spesa per il personale, vincolo anacronistico che soffoca le assunzioni.\u00a03) Garantire retribuzioni europee, attraverso la detassazione del salario accessorio, il rafforzamento dell&#039;indennit\u00e0 di specificit\u00e0 e rinnovi contrattuali tempestivi.\u00a04) Riformare la responsabilit\u00e0 professionale, limitando la punibilit\u00e0 penale ai soli casi di dolo e colpa grave per arginare la medicina difensiva.\u00a05) Ospedali sicuri, con presidi di sicurezza nei pronto soccorso, applicazione rigorosa delle norme contro le aggressioni e riorganizzazione degli spazi.\u00a0E ancora: \u00a06) Tempo di vita e welfare, tutelando i riposi, la genitorialit\u00e0 e i servizi per un Ssn sempre pi\u00f9 al femminile e rivalutando quel tempo che ormai \u00e8 moneta di inestimabile valore.\u00a07) Perequazione territoriale, con incentivi economici e di carriera per le sedi disagiate e il Mezzogiorno.\u00a08) Un osservatorio nazionale permanente sulle dimissioni, per monitorare motivazioni e destinazioni dei professionisti.\u00a09) Riforma della professione tra flessibilit\u00e0 e riconoscimento professionale per modernizzare il lavoro e adeguarlo alle rapide trasformazioni economiche, tecnologiche e di mercato.\u00a010 ) Sicurezza sul lavoro intesa non solo come tutela fisica dagli infortuni, ma garanzia di sostenibilit\u00e0 psicofisica, stabilit\u00e0 contrattuale e valorizzazione della carriera per i professionisti.\u00a0\u00a0&quot;Il 2025 ci consegna un segnale d&#039;allarme che nessuno pu\u00f2 permettersi di ignorare &#8211; conclude Di Silverio &#8211; Il 2026 ci dir\u00e0 se si \u00e8 trattato di un incidente di percorso o dell&#039;inizio di una frana. Abbiamo dimostrato che, quando si investe sui giovani, il sistema risponde. Ora serve il coraggio di investire su chi resta&quot;.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Suona la sirena d&#039;allarme per il Servizio sanitario nazionale che potrebbe avere in futuro sempre meno camici bianchi in ospedali e reparti. &quot;Il 2025 verr\u00e0 ricordato come l&#039;anno dello spartiacque per i medici italiani. Per la prima volta nel decennio 2015-2025, infatti, le dimissioni volontarie (3.767) hanno superato i pensionamenti (2.876). 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