{"id":260304,"date":"2026-10-16T06:47:13","date_gmt":"2026-10-16T04:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/?p=260304"},"modified":"2026-10-16T06:47:13","modified_gmt":"2026-10-16T04:47:13","slug":"al-teatro-civico-14-debutta-il-capello-di-maradona-con-valerio-piccolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/al-teatro-civico-14-debutta-il-capello-di-maradona-con-valerio-piccolo\/","title":{"rendered":"Al Teatro Civico 14 debutta &#8220;Il capello di Maradona&#8221; con Valerio Piccolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Il capello di Maradona<\/em><\/strong><strong>, al Teatro Civico 14: un viaggio tra memoria, musica e identit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sabato 17 ottobre, alle ore 20.00, debutta lo spettacolo scritto e diretto da Francesca Romana Zanni, con Valerio Piccolo, che porta in scena la Napoli tra gli anni Ottanta e Novanta<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sabato 17 ottobre, alle ore 20.00, il Teatro Civico 14 ospita <strong><em>Il capello di Maradona<\/em><\/strong>, spettacolo scritto e diretto da Francesca Romana Zanni, con Valerio Piccolo e prodotto da Trebisonda. Al centro della rappresentazione, al suo debutto, un racconto che intreccia memoria personale e storia collettiva, restituendo uno spaccato della Napoli a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Attraverso i ricordi di un uomo e il parallelismo con la parabola sportiva di Diego Armando Maradona, lo spettacolo attraversa un&#8217;epoca segnata da passioni, sogni, amicizie e fragilit\u00e0, raccontando il difficile percorso verso l&#8217;et\u00e0 adulta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il biglietto \u00e8 acquistabile online sul sito <a href=\"http:\/\/www.teatrocivico14.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.teatrocivico14.it<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tutto comincia in un bar napoletano, dove una teca custodisce una reliquia decisamente insolita: un capello di Maradona. \u00c8 sufficiente questo dettaglio a riportare un uomo indietro nel tempo, alla sua giovinezza trascorsa tra vicoli animati dai motorini, campetti di pallacanestro tra i palazzi di periferia e l&#8217;ombra dell&#8217;eroina, che in quegli anni ha segnato profondamente la vita di tanti ragazzi. Un mondo sfiorato da vicino, anche attraverso le scelte di un amico, mentre sullo sfondo si consuma l&#8217;avventura napoletana di Maradona, dagli anni dei trionfi fino alla parabola discendente e all&#8217;addio alla citt\u00e0. I due percorsi si avvicinano pi\u00f9 volte, senza mai incontrarsi davvero, componendo un mosaico di episodi, voci e ricordi. La narrazione alterna ironia e leggerezza a momenti di maggiore intensit\u00e0 emotiva, accompagnata da canzoni suonate e cantate dal vivo, che diventano parte integrante del racconto e della memoria di un&#8217;intera generazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Il capello di Maradona<\/em><\/strong> non \u00e8 soltanto una storia ambientata nella Napoli di quegli anni, ma un viaggio nella crescita, nelle occasioni mancate e nella ricerca di un equilibrio in un contesto spesso difficile. La figura di Maradona, simbolo di riscatto, passione e contraddizioni, si fa specchio di un&#8217;epoca e delle aspirazioni di chi cercava una strada per s\u00e9, tra le tentazioni della periferia e il desiderio di immaginare un futuro diverso. A tenere insieme i frammenti di questa storia sono due elementi semplici e universali: un pallone e la musica. \u00c8 attraverso di loro che un ragazzo trova il proprio modo di resistere, di attraversare le difficolt\u00e0 e, infine, di diventare grande.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il capello di Maradona, al Teatro Civico 14: un viaggio tra memoria, musica e identit\u00e0 Sabato 17 ottobre, alle ore 20.00, debutta lo spettacolo scritto e diretto da Francesca Romana Zanni, con Valerio Piccolo, che porta in scena la Napoli tra gli anni Ottanta e Novanta Sabato 17 ottobre, alle ore 20.00, il Teatro Civico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":260305,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-260304","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-tea"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260304","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=260304"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260304\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":260307,"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260304\/revisions\/260307"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/260305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=260304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=260304"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=260304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}