{"id":261234,"date":"2026-10-17T10:44:00","date_gmt":"2026-10-17T08:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/riparare-invece-di-sostituire-il-nuovo-valore-della-tecnologia\/"},"modified":"2026-10-17T10:44:00","modified_gmt":"2026-10-17T08:44:00","slug":"riparare-invece-di-sostituire-il-nuovo-valore-della-tecnologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/riparare-invece-di-sostituire-il-nuovo-valore-della-tecnologia\/","title":{"rendered":"Riparare invece di sostituire: il nuovo valore della tecnologia"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; In occasione dell\u2019International Repair Day, che si celebra sabato 17 ottobre e giunge quest\u2019anno alla decima edizione, torna al centro dell\u2019attenzione il tema della durata dei prodotti, della manutenzione e del riuso. Nel 2025 l\u2019iniziativa ha coinvolto oltre 3.500 eventi in 50 Paesi; il tema scelto per il 2026, \u201cRepair brings us together\u201d, mette al centro anche il valore sociale della condivisione delle competenze.\u00a0<\/p>\n<p>Quello che per anni \u00e8 rimasto ai margini dell\u2019economia dell\u2019elettronica sta assumendo una dimensione molto pi\u00f9 ampia: ambientale, industriale, economica e sempre pi\u00f9 normativa. Dietro cacciaviti, ricambi e laboratori c\u2019\u00e8 ormai una questione globale che riguarda il ciclo di vita dei dispositivi, il costo delle sostituzioni, la disponibilit\u00e0 dei componenti e la quantit\u00e0 crescente di rifiuti elettronici prodotti ogni anno.\u00a0<\/p>\n<p>\nSecondo il Global E-waste Monitor di ITU e UNITAR, nel 2022 il mondo ha generato 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Soltanto il 22,3% \u00e8 stato documentato come correttamente raccolto e riciclato e, senza un cambio di traiettoria, nel 2030 si potrebbe arrivare a 82 milioni di tonnellate. Tra le cause indicate dal rapporto figurano anche cicli di vita pi\u00f9 brevi dei prodotti e possibilit\u00e0 di riparazione ancora limitate.\u00a0<\/p>\n<p>\nIn Europa il diritto alla riparazione \u00e8 diventato una regola<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019International Repair Day 2026 cade in un momento particolare per l\u2019Europa. Dal 31 luglio 2026 sono entrate nella fase applicativa le nuove norme europee sul diritto alla riparazione. Per i prodotti tecnicamente riparabili secondo la normativa europea, il consumatore pu\u00f2 chiedere al produttore un intervento gratuito o a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli. Se, durante il periodo di responsabilit\u00e0 legale, sceglie la riparazione anzich\u00e9 la sostituzione, la garanzia viene estesa di almeno dodici mesi. La normativa punta inoltre a rendere pi\u00f9 accessibili informazioni sui servizi di assistenza e ricambi a prezzi ragionevoli. Nel 2027 dovrebbe diventare operativa una piattaforma europea destinata a facilitare l\u2019incontro tra consumatori e riparatori. La Commissione stima che le nuove regole possano generare 4,8 miliardi di euro di crescita e investimenti nell\u2019UE.\u00a0<\/p>\n<p>A spiegare la dimensione del fenomeno arrivano anche i dati pubblicati da Eurostat il 14 ottobre. Nel 2024 nell\u2019Unione europea sono stati immessi sul mercato 32,4 chilogrammi di apparecchiature elettriche ed elettroniche per abitante, mentre i rifiuti elettronici raccolti si sono fermati a 12,3 chilogrammi pro capite. Dal 2015 la quantit\u00e0 di apparecchiature immesse sul mercato \u00e8 aumentata del 79%.\u00a0<\/p>\n<p>\nLa riparazione vale miliardi<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Nell\u2019analisi d\u2019impatto che ha accompagnato la normativa europea, la Commissione ha stimato che il pacchetto di misure possa produrre nell\u2019arco di quindici anni 176,5 miliardi di euro di risparmi per i consumatori, pari in media a circa 25 euro l\u2019anno per consumatore. La stessa valutazione prevede 4,8 miliardi di euro di crescita e investimenti e un saldo positivo di circa 8.900 posti di lavoro. Si tratta di proiezioni legate agli effetti attesi della normativa, non di risultati gi\u00e0 realizzati.\u00a0<\/p>\n<p>Il significato economico \u00e8 rilevante perch\u00e9 la riparazione non elimina necessariamente valore: lo sposta. Una parte della spesa che sarebbe destinata all\u2019acquisto anticipato di un nuovo prodotto pu\u00f2 trasferirsi verso laboratori, componentistica, logistica, diagnostica, ricondizionamento e mercato dell\u2019usato. Secondo la valutazione europea, la diminuzione delle vendite di alcuni prodotti nuovi sarebbe accompagnata da una crescita dell\u2019attivit\u00e0 e dell\u2019occupazione nel settore delle riparazioni, mentre i risparmi dei consumatori potrebbero essere reimmessi nell\u2019economia.\u00a0<\/p>\n<p>Esiste poi il valore fisico contenuto negli oggetti. I rifiuti elettronici generati nel mondo nel 2022 incorporavano metalli per circa 91 miliardi di dollari, tra cui 19 miliardi di rame, 15 miliardi di oro e 16 miliardi di ferro. Attraverso i sistemi documentati di riciclo sono state recuperate materie prime secondarie per circa 28 miliardi di dollari.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl caso Acer: quando il post-vendita diventa infrastruttura<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Secondo i dati diffusi dall\u2019azienda, Enfinitec, societ\u00e0 del gruppo Acer specializzata nei servizi post-vendita, gestisce nell\u2019area EMEA oltre 1,8 milioni di riparazioni al mese, attraverso sette centri specializzati e pi\u00f9 di 100 partner. La rete comprende strutture in Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Repubblica Ceca e dispone complessivamente di circa 50.000 metri quadrati di infrastrutture. A queste si aggiungono dieci contact center internazionali, operativi in 28 Paesi e in grado di assistere gli utenti in 22 lingue attraverso telefono, e-mail, chat e servizi cloud.\u00a0<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 comprendono manutenzione, gestione dei ricambi, logistica, recupero e ricondizionamento di prodotti Acer e di altri marchi, fino ad apparecchi domestici e mezzi per la mobilit\u00e0 come eScooter ed eBike. Uno dei nodi principali della rete \u00e8 l\u2019hub logistico di Wroc\u0142aw, in Polonia, dove viene centralizzata la disponibilit\u00e0 dei componenti. Un elemento meno visibile rispetto al lancio di un nuovo dispositivo, ma determinante per decidere se un prodotto verr\u00e0 riparato oppure sostituito: avere il ricambio necessario disponibile in tempi compatibili con le esigenze del cliente. Acer indica per la propria rete tempi medi di riparazione inferiori a cinque giorni.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 anche un cambio di prospettiva sul significato del post-vendita. L\u2019assistenza non interviene pi\u00f9 soltanto quando un prodotto si rompe, ma pu\u00f2 diventare parte di una catena che comprende manutenzione, riparazione, seconda vita e, infine, recupero delle risorse. &#8220;Prolungare la vita utile dei prodotti tecnologici \u00e8 un elemento importante di un modello di consumo pi\u00f9 sostenibile&#8221;, afferma Massimiliano Rossi, Vicepresidente PBU e Assistenza presso Acer EMEA. &#8220;Rendere gli articoli pi\u00f9 facili da riparare e aggiornare, garantire la disponibilit\u00e0 di ricambi e servizi di assistenza e favorire il ricondizionamento significa prolungarne la vita utile, ridurre gli sprechi e valorizzare le risorse gi\u00e0 impiegate per produrli. \u00c8 questo l\u2019approccio con cui Acer promuove un modello di economia circolare, che coinvolge l\u2019intero ciclo di vita dei prodotti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nFrancia, sapere quanto \u00e8 riparabile prima dell\u2019acquisto<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Tra i Paesi europei, la Francia ha introdotto uno degli strumenti pi\u00f9 riconoscibili, infatti su diverse categorie di prodotto \u00e8 obbligatorio mostrare un indice di riparabilit\u00e0 da zero a dieci, visibile accanto al prezzo al momento dell\u2019acquisto. Nel calcolo entrano elementi come documentazione, possibilit\u00e0 di smontaggio, disponibilit\u00e0 e prezzo dei ricambi. Per alcune categorie il sistema ha iniziato inoltre a evolvere verso un pi\u00f9 ampio indice di durabilit\u00e0, che considera non soltanto la possibilit\u00e0 di intervenire sul prodotto, ma anche affidabilit\u00e0 e aspettativa di vita. Il principio \u00e8 spostare la decisione ancora pi\u00f9 a monte: non chiedersi soltanto se un dispositivo rotto possa essere aggiustato, ma permettere al consumatore di conoscere gi\u00e0 al momento dell\u2019acquisto quanto sar\u00e0 semplice mantenerlo in funzione.\u00a0<\/p>\n<p>\nNegli Stati Uniti il diritto cambia da Stato a Stato<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti il percorso \u00e8 differente perch\u00e9 non esiste un\u2019unica disciplina federale generale paragonabile al modello europeo per tutta l\u2019elettronica di consumo. Le iniziative pi\u00f9 significative sono arrivate dai singoli Stati.\u00a0<\/p>\n<p>New York ha introdotto il Digital Fair Repair Act, mentre California, Minnesota e Oregon hanno adottato proprie normative. L\u2019Oregon ha affrontato anche il tema del cosiddetto parts pairing, cio\u00e8 l\u2019associazione digitale tra un componente e uno specifico dispositivo, una pratica che in determinate condizioni pu\u00f2 rendere pi\u00f9 difficile utilizzare ricambi compatibili.\u00a0<\/p>\n<p>Il problema illustra bene quanto la riparabilit\u00e0 contemporanea non dipenda pi\u00f9 soltanto dalla possibilit\u00e0 di raggiungere fisicamente una vite o una batteria. Un componente pu\u00f2 essere perfettamente funzionante dal punto di vista hardware e avere comunque bisogno di procedure software, calibrazioni o autorizzazioni digitali.\u00a0<\/p>\n<p>\nCanada, quando la riparazione incontra il software<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Anche il Canada ha affrontato questa sovrapposizione tra hardware e software. Nel novembre 2024 \u00e8 diventata legge una modifica al Copyright Act che consente, nelle condizioni previste dalla normativa, di aggirare una misura tecnologica di protezione quando l\u2019operazione viene effettuata esclusivamente per diagnosticare, mantenere o riparare determinati prodotti. \u00c8 un passaggio significativo perch\u00e9 riconosce che aprire un involucro e sostituire un pezzo pu\u00f2 non essere pi\u00f9 sufficiente. Per rendere realmente riparabile un dispositivo pu\u00f2 essere necessario poter interagire anche con il codice che ne governa il funzionamento.\u00a0<\/p>\n<p>La tutela non procede ovunque alla stessa velocit\u00e0. In molti Paesi non esiste ancora un diritto generale alla riparazione paragonabile a quello europeo e il tema resta affidato a norme settoriali o a proposte ancora in discussione. In Brasile, ad esempio, nel 2026 sono stati presentati progetti di legge specifici per introdurre obblighi di durabilit\u00e0 e diritto alla riparazione per smartphone, tablet, notebook e altri dispositivi elettronici portatili. Le proposte risultano per\u00f2 ancora in iter parlamentare.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl risultato \u00e8 un panorama globale nel quale disponibilit\u00e0 dei ricambi, accesso ai manuali, libert\u00e0 di utilizzare riparatori indipendenti e possibilit\u00e0 di superare blocchi software possono cambiare sensibilmente da un mercato all\u2019altro. Ma la riparabilit\u00e0 non dipende soltanto dalle norme: comincia gi\u00e0 nel momento in cui un prodotto viene progettato. \u00a0<\/p>\n<p>Contano quindi l\u2019accessibilit\u00e0 dei componenti, la possibilit\u00e0 di sostituire le parti soggette a usura, la disponibilit\u00e0 della documentazione tecnica, il prezzo dei ricambi e la durata del loro approvvigionamento. \u00c8 su questo terreno che Acer colloca alcune delle proprie gamme professionali, come TravelMate e Veriton, progettate, secondo l\u2019azienda, con viti standard e strutture interne accessibili per facilitare manutenzione e sostituzione dei componenti. A questo si affiancano ricambi originali, servizi di assistenza dedicati e guide per la manutenzione. Quando invece un dispositivo esce dalla sua prima vita commerciale, la rete Enfinitec pu\u00f2 indirizzarlo, quando le condizioni lo consentono, verso il ricondizionamento, la rimessa in servizio o programmi di donazione. Soltanto successivamente entra in gioco il recupero delle risorse.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il caso Enfinitec mostra come il post-vendita stia evolvendo da semplice servizio di assistenza a una vera infrastruttura industriale, nella quale logistica, disponibilit\u00e0 dei ricambi, manutenzione, ricondizionamento e recupero dei prodotti diventano parti dello stesso ciclo. Per Acer, questo significa estendere il rapporto con il dispositivo ben oltre il momento della vendita, intervenendo sulle fasi successive della sua vita utile e cercando di ridurre la sostituzione anticipata quando un prodotto pu\u00f2 ancora essere mantenuto, riparato o rimesso in circolazione. Il tema assume un rilievo ulteriore considerando che ogni anno nel mondo vengono generate decine di milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, contenenti materie prime per miliardi di dollari. Riparazione, riuso e ricondizionamento diventano cos\u00ec non soltanto strumenti per ridurre l\u2019impatto ambientale, ma attivit\u00e0 capaci di conservare pi\u00f9 a lungo il valore economico gi\u00e0 incorporato nei prodotti.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>tecnologia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In occasione dell\u2019International Repair Day, che si celebra sabato 17 ottobre e giunge quest\u2019anno alla decima edizione, torna al centro dell\u2019attenzione il tema della durata dei prodotti, della manutenzione e del riuso. 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