{"id":264434,"date":"2026-11-03T06:42:13","date_gmt":"2026-11-03T05:42:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/?p=264434"},"modified":"2026-11-03T06:42:13","modified_gmt":"2026-11-03T05:42:13","slug":"julia-deck-vince-il-lattes-grinzane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/julia-deck-vince-il-lattes-grinzane\/","title":{"rendered":"JULIA DECK VINCE IL LATTES GRINZANE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Julia Deck<\/strong> con <em>&#8220;Ann d&#8217;Inghilterra&#8221;<\/em>, edito da Adelphi, \u00e8 la vincitrice della <strong>XVI edizione del Premio Lattes Grinzane<\/strong>, riconoscimento internazionale intitolato a Mario Lattes e organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, che fa concorrere insieme autori italiani e stranieri ed \u00e8 dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell&#8217;ultimo anno.<\/p>\n<p>Approfondiamo le opere della vincitrice.<\/p>\n<h2><strong>Ann d&#8217;Inghilterra<\/strong><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ann.jpg\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-264435\" src=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ann-191x300.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ann-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ann.jpg 536w\" sizes=\"auto, (max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il mistero delle origini e delle relazioni familiari in un romanzo che fonde miracolosamente realt\u00e0 e finzione.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019inglese ha due parole per dire straniero: \u201cforeigner\u201d, chi viene da un altro paese, e \u201cstranger\u201d, chi viene dall\u2019esterno. Da bambina mi spiegavo la stranezza di mia madre con la confusione del francese, il fatto che mia madre fosse straniera. Il passaggio all\u2019inglese, quando avevo sedici anni, non ci ha avvicinate. Mia madre viene dall\u2019esterno, straniera alla figlia, al marito, agli amici, alla famiglia in Inghilterra. A dispetto di tutte le informazioni che posseggo, rimane la persona pi\u00f9 opaca che io conosca. Mi interrogo sulla madre di Alice. In realt\u00e0, quella sconosciuta \u00e8 la mia\u00bb.<\/p>\n<p>Una limpida domenica di aprile, Julia trova la madre riversa a terra nel suo appartamento di Tolbiac: un\u2019emorragia cerebrale l\u2019ha inchiodata l\u00ec, sul pavimento, per ventotto ore. \u00c8 l\u2019istante che ha sempre temuto, al punto da desiderarlo tenacemente, e che ora incombe su di lei, incontrollabile. Audace, combattiva, presenza costante eppure elusiva, oggetto di un amore non meno intenso che distruttivo, Ann, la madre inglese, ovunque e per tutti straniera, grava sulla sua vita con il peso di un enigma che sollecita e ferisce. Cos\u00ec, mentre combatte per strapparla a mortiferi centri geriatrici e a un destino che agli occhi dei medici \u00e8 segnato \u2013 una vita da vegetale \u2013, Julia ne ripercorre l\u2019avventurosa storia di transfuga di classe, dalla nascita in una piccola localit\u00e0 a quattrocento chilometri da Londra, trasformata da un colosso della chimica in un gigantesco complesso industriale, alla brillante carriera scolastica, coronata dalla laurea in Letteratura francese, alla conquista di una nuova identit\u00e0 in Francia, alla loro lunga convivenza, all\u2019indomita vecchiaia. Una storia che, scandita da romanzi, film e canzoni, attraversa l\u2019Europa, la Nouvelle Vague, gli Swinging Sixties, la deliziosa volgarit\u00e0 degli anni Ottanta, il grigiore degli anni Novanta, e che si rivela via via una qu\u00eate sulle origini, sul mistero delle relazioni familiari \u2013 e il tentativo di medicare una dolorosa lesione. Alternando intrepida l\u2019accorato diario di una figlia che si ritrova d\u2019improvviso fra le mani la vita della madre e il romanzo, brioso e incalzante, di una donna sempre in fuga, Julia Deck \u00e8 riuscita a creare un perfetto congegno narrativo: e a dimostrare che \u00able categorie di reale e di finzione non sono cos\u00ec distinte. Ed \u00e8 all\u2019incrocio di queste linee direttrici che sta la verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Viviane \u00c9lisabeth Fauville<\/strong><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/vi.jpg\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-264436\" src=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/vi-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/vi-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/vi.jpg 536w\" sizes=\"auto, (max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In una stanza disperatamente vuota una donna culla su una sedia a dondolo una bambina di pochi mesi. Ha l\u2019impressione di avere commesso qualcosa di terribile, ma non ne \u00e8 certa, tutti i suoi ricordi sono sfocati. Contempla la piccola quasi si aspettasse da lei una risposta, una rivelazione. Poi, un bagliore: ha quarantadue anni, ha abbandonato il bel marito che l\u2019ha lasciata per un\u2019altra e si \u00e8 rintanata l\u00ec, in un appartamento spoglio, in un quartiere dov\u2019\u00e8 una straniera. Il giorno prima ha ucciso a coltellate il suo analista, incapace di alleviare le crisi di terrore di cui soffre, in segreto, da tre anni. Di quel che \u00e8 stata \u2013 ambiziosa direttrice della comunicazione, moglie e figlia devota \u2013 non le resta che un nome, Viviane \u00c9lisabeth Fauville, regale e fragile relitto di un\u2019esistenza inappuntabile, della scrupolosa obbedienza alle leggi dell\u2019abitudine e della necessit\u00e0. Certa solo del delitto che ha commesso, e del colpo di grazia che non potr\u00e0 tardare, Viviane esce dai binari che guidavano il suo destino, si addentra in una Parigi oscura e parallela, affonda in un gorgo di insostenibile angoscia \u2013 sino all\u2019esplosivo epilogo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Propriet\u00e0 privata<\/strong><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/pr.jpg\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-264437\" src=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/pr-196x300.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/pr-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/pr.jpg 536w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cEra tempo di comprare. La nostra scelta cadde su un piccolo comune in pieno slancio, sicuri di fare un buon investimento. Gi\u00e0 svariati mesi prima di traslocare avevamo preso le misure dei mobili. Non vedevamo l\u2019ora di vivere finalmente a casa nostra. E forse avremmo potuto realizzare quel sogno se, una settimana dopo esserci insediati, i Lecoq non si fossero trasferiti dall\u2019altra parte del muro.\u201d Annabelle, del resto, \u00e8 la vicina indesiderabile, quella che non conosce pudore, che prende in prestito lo zerbino, che ascolta e spia, e che provoca un po\u2019 tutti, soprattutto gli uomini. Con questa presenza invadente, unitamente a quella del gatto rosso dei Lecoq \u2013 che entra nella casa degli altri quando vuole \u2013 la vita che si preannunciava idilliaca diventa un vero incubo. Tanto che Charles Caradec, marito di Eva, la narratrice di questo romanzo crudele, non regge. Quando progetta di uccidere Pel di carota, la sua vita e quella di tutta la comunit\u00e0 degenera. Al di l\u00e0 del cinismo che attraversa queste pagine, del sorriso che suscita, si prova una sorta di terrore davanti a questo quadro iperrealista della nostra epoca. La penna appuntita di Julia Deck non fa sconti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Sigma<\/strong><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/si.jpg\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-264438\" src=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/si-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/si-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/si.jpg 536w\" sizes=\"auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sigma \u00e8 un&#8217;organizzazione segreta, il cui scopo \u00e8 quello di controllare e neutralizzare le opere d&#8217;arte giudicate sovversive. Dispiegher\u00e0 tutti i suoi agenti sotto copertura e user\u00e0 ogni mezzo per mettere le mani sul quadro del pittore Konrad Kessler, forse troppo frettolosamente ritenuto distrutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Julia Deck con &#8220;Ann d&#8217;Inghilterra&#8221;, edito da Adelphi, \u00e8 la vincitrice della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane, riconoscimento internazionale intitolato a Mario Lattes e organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, che fa concorrere insieme autori italiani e stranieri ed \u00e8 dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell&#8217;ultimo anno. Approfondiamo le opere della vincitrice. 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