{"id":266240,"date":"2026-11-01T06:57:39","date_gmt":"2026-11-01T05:57:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/?p=266240"},"modified":"2026-11-01T06:57:39","modified_gmt":"2026-11-01T05:57:39","slug":"il-treno-del-1998-il-ragazzo-alla-finestra-e-la-solitudine-dei-ventanni-dentro-la-genesi-di-senza-margini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/il-treno-del-1998-il-ragazzo-alla-finestra-e-la-solitudine-dei-ventanni-dentro-la-genesi-di-senza-margini\/","title":{"rendered":"Il treno del 1998, il ragazzo alla finestra e la solitudine dei vent&#8217;anni: dentro la genesi di \u00abSenza Margini\u00bb"},"content":{"rendered":"<p id=\"p-rc_513c12905699ef77-83\" data-path-to-node=\"5,0\"><span data-path-to-node=\"5,0,0\"><b data-path-to-node=\"5,0,0\" data-index-in-node=\"0\">ietro l&#8217;autore<\/b> \u2013 Non la solita intervista promozionale, ma un atto di sincerit\u00e0 letteraria. Su <i data-path-to-node=\"5,0,0\" data-index-in-node=\"96\">Senzalinea<\/i> abbiamo chiesto agli autori di fare un passo indietro rispetto alla trama e un passo avanti verso lo specchio. Niente domande preconfezionate: a scrivere, stavolta, \u00e8 direttamente chi il libro lo ha pensato, sofferto e vissuto. In questo appuntamento vi portiamo dietro le quinte del romanzo <b data-path-to-node=\"5,0,0\" data-index-in-node=\"399\">\u00abSenza Margini\u00bb<\/b> di <b data-path-to-node=\"5,0,0\" data-index-in-node=\"418\">Antonio Di Lallo<\/b><\/span><span data-path-to-node=\"5,0,2\">: un viaggio che parte dalle pagine per arrivare dritto alla vita di chi le ha scritte.<\/span><\/p>\n<p data-path-to-node=\"5,1\"><i data-path-to-node=\"5,1\" data-index-in-node=\"0\">La parola passa all&#8217;autore.<\/i><\/p>\n<p>Ci sono libri che si cominciano a scrivere a una scrivania, magari sapendo gi\u00e0 pi\u00f9 o meno dove si vuole andare. E poi ce ne sono altri che ti vengono a cercare nei posti meno opportuni.<\/p>\n<p>Senza Margini venne a cercarmi nel 1998, su un Intercity Roma-Bologna che portava pi\u00f9 di tre ore di ritardo.<\/p>\n<p>Avevo una Moleskine, una penna e parecchio tempo da perdere. Cominciai a scrivere a mano. Non potevo sapere che quelle pagine mi sarebbero rimaste appresso per quasi trent&#8217;anni, passando dalla carta a OpenOffice, poi StarOffice e compagnia, fino a Word su Mac. E soprattutto non potevo sapere che quel ragazzo che stavo mettendo sulla pagina avrebbe avuto la pazienza di aspettarmi fino al 2025.<\/p>\n<p>Quel ragazzo si chiama Carlo.<\/p>\n<p>Ha diciotto anni, ha appena finito il liceo e possiede una qualit\u00e0 che a volte \u00e8 anche una condanna: osserva. Osserva moltissimo. Dalla finestra guarda le persone attraversare la piazza e le trasforma in storie. Guarda gli amici, gli ex compagni, i genitori, il mondo che cambia. E giudica. Giudica parecchio, con quell&#8217;arroganza meravigliosa e insopportabile che si pu\u00f2 avere a diciott&#8217;anni, quando pensi che essere diverso significhi anche aver capito qualcosa che gli altri non hanno capito.<\/p>\n<p>Carlo ha anche un disturbo dell&#8217;attenzione.<\/p>\n<p>E qui diventa difficile continuare a parlare di lui senza parlare di me.<\/p>\n<p>Nei ringraziamenti del libro l&#8217;ho scritto senza troppi giri: Carlo \u00e8 per il settanta per cento quello che sono io e per il restante trenta per cento Michele Bettini, scrittore di fantascienza surreale, uomo coltissimo e completamente pazzo nel modo in cui possono esserlo certe persone che, una volta incontrate, non riesci pi\u00f9 a dimenticare.<\/p>\n<p>Per questo Senza Margini non nasce dal desiderio di raccontare \u201cun ragazzo con un disturbo\u201d. Non mi interessava fare quello. Mi interessava raccontare cosa significa sentirsi fuori posto. E cosa succede quando, a forza di difendere la propria diversit\u00e0, si finisce per costruirci intorno una fortezza.<\/p>\n<p>Carlo \u00e8 brillante, saccente, ironico e qualche volta brutalmente antipatico. Pu\u00f2 essere tenero e insopportabile a distanza di due pagine. Rifiuta la modernit\u00e0, la reperibilit\u00e0 continua, gli schermi, gli smartphone. Si tiene stretto perfino un vecchio Nokia come se fosse una piccola dichiarazione di guerra al proprio tempo.<\/p>\n<p>Ma sarebbe troppo facile dire che il problema di Carlo \u00e8 il mondo.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che il mondo, prima o poi, bussa alla porta.<\/p>\n<p>Lo fa attraverso Mario, Lorenzo, Susanna, Adriano, Augusto. Attraverso suo padre e sua madre. Attraverso la morte. E soprattutto attraverso Angela. Ognuno di loro gli rompe un pezzetto di quella certezza con cui se ne sta alla finestra a osservare gli altri.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 osservare \u00e8 facile. Vivere \u00e8 un altro paio di maniche.<\/p>\n<p>A forza di tornare su questo libro mi sono accorto che proprio la finestra era diventata una delle immagini pi\u00f9 importanti della storia, senza che io l&#8217;avessi deciso a tavolino. Da una finestra puoi vedere tutto restando al sicuro. Puoi inventarti la vita degli altri, giudicarli, convincerti perfino di conoscerli. Solo che non li stai incontrando davvero.<\/p>\n<p>Forse Senza Margini parla soprattutto di questo: della distanza che mettiamo tra noi e gli altri per proteggerci e del momento, abbastanza terribile, in cui scopriamo che la stessa distanza che ci protegge ci rende soli.<\/p>\n<p>Non ho mai voluto rendere Carlo simpatico a tutti i costi. E neppure santificarlo perch\u00e9 \u00e8 \u201cdiverso\u201d. Anzi, a volte sbaglia di brutto. Volevo lasciargli il diritto di essere contraddittorio, arrogante, divertente, fragile, ingiusto. In una parola: umano.<\/p>\n<p>Probabilmente \u00e8 anche ci\u00f2 che ho capito io durante il viaggio lunghissimo di questo piccolo libro.<\/p>\n<p>A diciott&#8217;anni essere diversi pu\u00f2 sembrare un&#8217;identit\u00e0. Poi cresci e scopri una cosa molto meno romantica: siamo tutti pi\u00f9 simili di quanto ci piaccia ammettere. Abbiamo bisogno degli altri, abbiamo paura di perderli, vogliamo essere capiti e qualche volta riusciamo a ferire proprio le persone dalle quali vorremmo essere raggiunti.<\/p>\n<p>Il manoscritto iniziato su quel treno nel 1998 l&#8217;ho concluso il 21 aprile 2025. Ventisette anni per un libro cos\u00ec breve sono una cosa abbastanza ridicola, se ci penso.<\/p>\n<p>Oppure era semplicemente il tempo che serviva.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il ragazzo che aveva cominciato a scrivere Carlo probabilmente non poteva ancora capirlo fino in fondo. L&#8217;uomo che ha terminato la sua storia, invece, poteva finalmente guardarlo dalla parte opposta della finestra.<\/p>\n<p>Nei ringraziamenti ho scritto che, se qualcuno fosse arrivato alla fine sentendosi un po&#8217; meno solo, avrei ottenuto quello che volevo.<\/p>\n<p>Lo penso ancora.<\/p>\n<p>E forse, almeno per me, \u00e8 una ragione pi\u00f9 che sufficiente per continuare a scrivere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-266242\" src=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_11822-683x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_11822-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_11822-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_11822-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_11822-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_11822-860x1290.jpg 860w, https:\/\/www.senzalinea.it\/giornale\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_11822.jpg 1365w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/p>\n<p><strong>BIO BREVE<\/strong><\/p>\n<p>Antonio Di Lallo nasce a Napoli nel 1976 e vive a Velletri. Scrive da quando ha capito che inventare storie era un modo piuttosto efficace per sopportare la realt\u00e0, e da allora non ha pi\u00f9 smesso. Ha attraversato horror, fantastico, noir, fantascienza e narrativa psicologica, cambiando spesso genere ma tornando quasi sempre alle stesse ossessioni: identit\u00e0, memoria, marginalit\u00e0, paura e tutto quello che nelle persone non si vede al primo sguardo. Tra le sue pubblicazioni figurano Erzd\u00e4mon ed Effetto Crepuscolo con Ali Ribelli Edizioni, oltre a diversi lavori indipendenti. Senza Margini \u00e8 probabilmente il suo libro pi\u00f9 personale.<\/p>\n<p>Dove acquistarlo:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/senza-margini-libro-antonio-di-lallo\/e\/9791224066828?srsltid=AYCX9vKkG2j39XkBMfTtp_rqEHl0-D0FCtyDhTIDYTpTmWxlgpLNhaZy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">IBS<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Senza-Margini-3-Antonio-Lallo\/dp\/B0H4YVSM1Q\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amazon<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ietro l&#8217;autore \u2013 Non la solita intervista promozionale, ma un atto di sincerit\u00e0 letteraria. Su Senzalinea abbiamo chiesto agli autori di fare un passo indietro rispetto alla trama e un passo avanti verso lo specchio. Niente domande preconfezionate: a scrivere, stavolta, \u00e8 direttamente chi il libro lo ha pensato, sofferto e vissuto. 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