Sono stati giorni particolarmente “caldi” – non a caso, si parla anche di clima – per quanto riguarda il grande problema dell’ambiente e della sua tutela. Venerdì, per il Friday For Future, l’iniziativa partita dall’adolescente svedese ormai divenuta un simbolo internazionale, Greta Thunberg, sono scesi in strada, nelle città di tutto il mondo, milioni di studenti. Pure Napoli non è stata da meno, con migliaia di giovani che hanno invaso le vie con cartelli e striscioni, sollecitando l’attenzione, tra le altre cose, su quella immane tragedia che è stata ed è la Terra dei Fuochi. Lasciamo da parte gli scontri e le polemiche apertesi, tanto per cambiare, e concentriamoci piuttosto su quello che è il tema centrale: ridurre tutte le forme di inquinamento che stanno danneggiando il pianeta e, dunque, l’esistenza sullo stesso. Ovviamente, è una questione che coinvolge le nostre quotidiane abitudini e i nostri stili di vita, ma anche e soprattutto la politica in ogni sua articolazione, da quella locale a quella sovranazionale. È quindi sicuramente un bene che se ne parli, specie tra le nuove generazioni, e che si chiedano interventi concreti. A livello europeo, sappiamo che, attraverso una direttiva, a partire dal 2021, verranno vietate le plastiche monouso; sul piano nazionale, invece, aspettiamo di conoscere più nel dettaglio come si muoverà questo Governo, con il decreto sull’ambiente e sul clima. Per quanto riguarda le amministrazioni comunali, si cominciano ad adottare delle interessanti iniziative e siamo molto contenti che il capoluogo campano abbia deciso di far ancora sua un’idea all’avanguardia che, appunto, anticipa la direttiva dell’Unione europea. Come tutti sappiamo, la metropoli ha conosciuto delle importanti difficoltà per quanto attiene lo smaltimento della spazzatura ed è pertanto da accogliere di buon grado il fatto che si sia scelto di porsi in maniera propositiva ed esemplare.
Il Comune di Napoli, infatti, continuerà nel contrasto all’utilizzo della plastica sul lungomare cittadino, da località La Pietra fino a Pietrarsa, il quale, già dallo scorso primo maggio, è stato reso ‘Plastic Free’. Il sindaco ha emesso un’ordinanza per la quale, le misure di riduzione di materiale di plastica nel mare andranno avanti fino al 31 marzo 2020. Nel documento si vieta a tutti gli esercizi pubblici, commerciali, ristorativi, di produzione alimentare e balneari dell’area di “utilizzare, fornire e commerciare contenitori, stoviglie, posate, cannucce e ogni altro manufatto monouso ad uso alimentare in plastica non biodegradabile e non compostabile”. Il divieto, inoltre, è esteso pure agli organizzatori di eventi, convegni e manifestazioni, fatta eccezione – sia per costoro, sia, a ragion veduta, per gli operatori del soccorso – delle bottigliette d’acqua, a patto che sia previsto un efficace sistema di raccolta differenziata. Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative che vanno dai 25 ai 500 euro e la speranza è che il personale di sorveglianza sia capace di far sentire la sua presenza e di vigilare adeguatamente.
Sicuramente, quello dell’inquinamento delle acque marine è un aspetto di particolare urgenza che riguarda, in maniera pressante, anche il Golfo di Napoli. Basti pensare che, come si legge nella stessa ordinanza, “le materie plastiche costituiscono sino all’85% dei rifiuti marini presenti lungo le coste, sulla superficie e sui fondali del mare”. Ogni anno che passa, se non si partirà nell’agire in maniera seria, le tonnellate di scarti sono destinate ad aumentare e va da sé che l’intero ecosistema rischi di essere irrimediabilmente compromesso, con tutto ciò che di negativo potrebbe significare per la Vita di tutte le specie.
In generale, oltre al divieto espresso, l’amministrazione comunale, con il documento emesso, invita tutta la cittadinanza “a rinunciare all’uso di monouso in plastica, a favorire la riduzione del consumo degli imballaggi in plastica, a non abbandonare plastica sulle spiagge e nel mare e a segnalare il mancato rispetto dell’ordinanza agli organi di polizia giudiziaria”. È, questa, certamente, un’esortazione che, a ben guardare, dovrebbe cucirsi addosso ogni essere umano ad ogni latitudine.


