Altri 5 personaggi che popolano i siti di incontri

Ed eccoci alla seconda puntata di ANIMALI DA TASTIERA E DOVE TROVARLI, dove sono, come si comportano, ma soprattutto, cosa pensano (sempre se lo fanno).

Da notare: i dialoghi in corsivo sono parti di conversazioni originali, realmente accadute.

Il vigliacco

Manda proposte hard, foto non richieste delle sue parti intime, insulti se non riceve l’attenzione desiderata e poi sparisce senza rispondere più: “tira il sasso e nasconde la mano”. Insomma, non arriva mai fino in fondo, evidentemente usa la chat come valvola di sfogo per sedare la tentazione irrefrenabile di dire o mostrare volgarità anche nella vita reale, dato che è punibile penalmente: se trovasse qualcuna che accettasse subito le sue avances e magari gli rispondesse con altrettante proposte oscene, probabilmente fuggirebbe a gambe levate… e sarebbe molto divertente!

Il complimentoso

Complimenti per la fisicA ed il COseno” “Si grazie, parliamo di algebra, vero?” “Che misura DI Q.I. hai?” “Non voglio vantarmi” “Be, un assaggio a quei curriculum è d’obbligo” (Purtroppo la censura è stata davvero necessaria, giocate di immaginazione).

Mi sono sempre chiesta se con qualcuna abbia mai funzionato questo tipo di approccio. Perchè, se continuano a usarlo, probabilmente con qualcuna è andato a buon fine, altrimenti non si spiegherebbe tanta ottusità (o forse si?!).

C’è anche il complimentoso fasullo, simile al frustrato del precedente articolo, che si dilunga in lunghi, lunghissimi complimenti, a volte per giorni “Sei veramente bellissima nelle foto, i complimenti te lo faccio volentieri, te li meriti” “Grazie mille” “Te li meriti tutti, la verità va riconosciuta, che tratti belli e solari”… SLAP SLAP SLAP. Una volta riarrotolata la lingua, emerge la vera natura di cacciatore fallito col fucile a salve. Pietoso, fastidioso e a tratti aggressivo, gli va indicata più volte la via per la ridente località di Fanchiappe, nell’attesa che la legge sulla diffamazione on line diventi realtà!

Il Master (o presunto tale)

Tornato in auge con la diffusione mondiale di libri di altissimo livello culturale quali “50 sfumature di cotechino” o “légami come un salame”; millanta di essere esperto di sottomissione, bondage e legature varie, anche se l’unica cosa che ha mai legato nella sua vita è l’arrosto per la cena della Vigilia. Cerca sempre nuove adepte incuriosite dall’argomento, donne che sperano di trovarsi davanti un sosia del famoso Signor Grigio, sia per aspetto, che per soldi, che oltre a legarle al lampadario, le porti in giro in elicottero e gli paghi cene da Carlo Cracco. Ci sono giusto 2 piccolissimi difetti in questo idillio fatto di corde e cera di candela: un vero Master, si autoreferenzia attraverso documentazione fotografica reale con cui mostra le precedenti esperienze (e qui emerge un problema di privacy) e, non raramente, sono finti padroni che in realtà sperano di trovare una che si infervori e inizi a insultarli pesantemente, solleticandogli indirettamente la zona pubica. “Mandami subito una foto nella doccia mentre raccogli la saponetta da terra, te lo ordino” “???” “Sono il tuo padrone, devi ubbidire” “Ma come ti permetti?!?! Sai dove te la metto la saponetta??? Demente invertebrato!!!” “Mi scusi la prego, mia signora, mi punisca, sono stato cattivo, mi punisca, la supplico…”. Ecc, ecc. Non ci sono più i master di una volta…

Il feticista

Diverso dallo schiavo, anche se con qualche tratto in comune: vuole assolutamente sapere come stanno i tuoi “piedini”, che numero hai (il 44), che scarpe porti (i Caterpillar arancioni) e se ti piace farteli massaggiare (si, con l’olio motore). Non recepirà assolutamente le tue risposte, seguirà sempre la richiesta, più o meno esplicita, di mandargli delle foto, che probabilmente appenderà in camera sua e contemplerà nei momenti di solitudine: altro che collezione di farfalle, roba superata. Quelli più intraprendenti si lanceranno in offerte di massaggi e… assaggi. I più fastidiosi in assoluto sono quelli che impongono la loro passione per non sentirsi fuori dalla normalità “A me piacciono i piedi delle donne” (Ma vah?!?!) “Si, l’avevo capito” (non ci vuole un genio) “Probabilmente il tuo lui li desidera” (Ma anche no) “E’ una cosa molto comune” (no, ma raccontatelo pure, se ti fa stare meglio). Questo specifico profilo è caratterizzato da un modo di scrivere particolare, ossequioso e ricco di vezzeggiativi: Desidera, mi inebria, piedini, bacini e tanti altri ini…” “Ti massaggerei delicatamente e ti vorrei dire di persona quanto sono belli i tuoi piedi e il tuo corpo. Brrrrr!!!

Il Complottista

Di questo particolare soggetto vi riporto direttamente stralci del dialogo che abbiamo avuto qualche anno fa, l’avevo salvato e capirete perché. Inizia lui di punto in bianco “Non amo la scienza, secondo me la scienza non serve a niente” (iniziamo bene… siamo in una chat, su un pc/ cellulare che di sicuro non cresce sugli alberi; ma andiamo avanti) “allora liberati del cellulare, coltiva il tuo cibo e curati le malattie da solo e naturalmente scrivi sulle tavolette di cera” “Il passato è un’inutile perdita di tempo. E la medicina serve per curare le malattie che noi stessi abbiamo inventato. La tecnologia ci sta distruggendo“si certo” “ci stiamo autodistruggendo” (purtroppo tu non lo stai facendo abbastanza in fretta, a partire dal tuo cervello) “Ripeto, vai a vivere nella giungla, quando ti verrà la malaria che esiste da sempre e nessuno ha inventato, vediamo chi ti curerà” “Ehhh già. Difatti gli animali nella giungla muoiono tutti di malaria” (Costui si fa di qualcosa di potente…)” “Facile dire che la tecnologia è il male e poi vivere bello comodo con la macchina, il cellulare e il riscaldamento domestico” Bla bla bla “Il mondo ha vissuto tanto di quel tempo senza scienza che nemmeno puoi immaginare (evidentemente lui c’era). La scienza non fa altro che alimentare una curiosità malsana. (E ora arriviamo alla perla assoluta) L’invenzione dei treni è stata anche l’invenzione degli incidenti ferroviari. La scienza ha inventato le armi, la bomba atomica, svariate malattie. Da quando esiste la civiltà non esiste altro che guerre, morte e solitudine” (E allora vai a farti una passeggiata sui binari di quel treno che tanto ti fa schifo) “e quindi, ti ripeto, torna a fare il primitivo, anche se si uccidevano anche loro” “Non è vero” (no, vabbeh!!!)” “Scusa, ma io non posso perdere tempo con un bimbetto strafottente e visionario. Drogati di meno” “La droga non è necessariamente un male (Ahahhhh, i miei sospetti erano fondati!!!), chiaro che gli psicofarmaci non curano la gente, sono solamente droghe legalizzate per sedare determinati comportamenti causati dalla civiltà e dalla società moderna. E non penso di essere maleducato per i criteri comportamentali della società moderna”. (da qui il delirio è diventato troppo anche per me).

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Biografia Maggie Lee

Maggie Lee
Anche se non sembra sono nata a Milano, ma sono di origini siculo-calabresi: da lì derivano i miei colori poco “nordici”. Sono laureata in Psicologia e sto frequentando la magistrale. I miei amici sostengono che ho un sesto senso innato per capire le persone, soprattutto quelle cattive, cosa che talvolta è più una maledizione che un dono. Cerco di interessarmi a po' di tutto, ho una passione per Wikipedia e mi diletto di cucina e fai da te. Sono il tuttofare tecnologico della famiglia, per qualsiasi cosa abbia dei pulsanti o, ultimamente, uno schermo touch. Amo le tecnologie semplici che semplificano la vita. Viaggio parecchio per amore, i mezzi di trasporto tedeschi non hanno più segreti per me, adoro la loro puntualità, ma odio la loro mancanza di elasticità e, naturalmente, la maggior parte del loro cibo.

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