Quando si parla di band metal di un certo spessore, il pensiero corre quasi sempre a blasonati nomi d’oltralpe o d’oltreoceano, dimenticando colpevolmente quanto il nostro territorio sappia esprimere eccellenze di assoluto valore. A ricordarcelo con la forza di un ciclone sonoro ci ha pensato ieri sera il Duel Club di Napoli in occasione del festival “Doom Over Naples”, un vero e proprio manifesto per gli amanti delle sonorità estreme e raffinate. Protagonisti assoluti della serata sono stati i Novembre, storica formazione progressive gothic metal siciliana attiva fin dagli anni Novanta e guidata con maestria e passione inossidabile dal vocalist e leader Carmelo Orlando.
Una scaletta tagliente e senza tregua
La band ha offerto l’ennesima dimostrazione di trovarsi in uno stato di forma smagliante, confermando come l’ultimo album “Words of Indigo” rappresenti non un punto d’arrivo nostalgico, ma il tassello di un’evoluzione stilistica costante e coraggiosa. Nonostante una scaletta compressa in soli quarantacinque minuti, la struttura della performance è risultata impeccabile, capace di condensare decenni di storia musicale in un flusso emozionale continuo. Dalle tracce più emblematiche e viscerali estratte da capolavori come “Classica”, “Arte Novecento” e “Novembrine Waltz” fino ad approdare alle trame più recenti, il gruppo ha regalato tre quarti d’ora di sonorità armoniche e ancestrali, alternate a ondate sonore ricche di distorsioni potenti e perfettamente bilanciate.
Una performance breve ma di spessore artistico superiore, che ha saputo penetrare nel cuore dei presenti e accontentare i palati più esigenti di una discografia densa ed eterogenea.

La cronica fatica di un genere di nicchia
Resta tuttavia l’amaro in bocca per uno spazio inevitabilmente ridotto: una rassegna più approfondita e dilatata nel tempo sarebbe stata ampiamente doverosa per una band che vanta quasi trenta anni di carriera alle spalle. D’altronde, ci scontriamo quotidianamente con i limiti di una realtà musicale italiana in cui il metal continua a essere trattato come un genere di nicchia, faticando a trovare spazi e visibilità adeguati.
Serate come quella vissuta ieri al Duel Club, tuttavia, dimostrano inequivocabilmente che con la giusta propagazione culturale e la passione degli addetti ai lavori è possibile catalizzare l’attenzione di un pubblico numeroso, pronto a sostenere e riaffermare le grandi band nel panorama nazionale. Un plauso doveroso va agli organizzatori e alle altre band locali che hanno condiviso il palco, contribuendo a rendere la cornice della serata avvincente e carica di vibrazioni autentiche. L’auspicio è che eventi di questo calibro possano trovare in futuro una pianificazione ancora più stabile e strutturata, restituendo al rock e al metal lo spazio che merita

