Trama: La vita di un ragazzo di diciassette anni è sconvolta dalla scoperta del cadavere del nonno, emigrato dalla Cina continentale all’isola di Taiwan. Quando il nostro giovane uomo inizia a indagare sulle cause che hanno portato all’omicidio di suo nonno, intraprende non solo un viaggio alla scoperta delle proprie radici, ma anche dei complessi rapporti tra Taiwan e il resto della Cina.In Giappone e in Cina si troverà faccia a faccia coi segreti che gravitano attorno alla morte del nonno.Malgrado il peso della storia, RYU rimane un romanzo di formazione ironico dal passo incalzante, che racconta le avventure, la vita e gli amori di un ragazzo nella Taiwan degli anni ‘70.Questo romanzo trascende le distinzioni tra i generi ed è al contempo giallo e romanzo storico.
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Recensione: Un romanzo straordinario, intenso e indimenticabile!
Ci sono romanzi che raccontano una storia e altri che riescono a trascinare il lettore dentro un intero mondo, facendogli respirare le atmosfere, vivere le emozioni dei personaggi e percepire il peso della Storia sulle loro esistenze e questo appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
Ambientato principalmente nella Taiwan degli anni Settanta, il romanzo prende avvio da un evento drammatico: il ritrovamento del corpo del nonno da parte del giovane Ye Qiu Sheng. Quella che inizialmente sembra una vicenda familiare dai contorni misteriosi si trasforma progressivamente in un viaggio avvincente attraverso segreti, sentimenti, ricordi e ferite mai rimarginate.
La grandezza di Higashiyama risiede nella straordinaria capacità di intrecciare generi e registri narrativi differenti. Il mistero si fonde con il romanzo di formazione, la ricostruzione storica si accompagna alle vicende sentimentali e i momenti più drammatici convivono sorprendentemente con un’ironia vivace e intelligente. Il risultato è una narrazione ricchissima, imprevedibile, capace di coinvolgere il lettore ben oltre la semplice curiosità di scoprire la soluzione di un enigma.
Particolarmente affascinante è la figura del protagonista, con le sue contraddizioni, le sue ingenuità e il suo progressivo confronto con le complessità della vita adulta. Attraverso i suoi occhi, il lettore scopre una società attraversata da profonde tensioni politiche e culturali, nella quale il passato continua a esercitare un’influenza determinante sul presente.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio il rapporto tra memoria individuale e memoria collettiva. Le vicende di una famiglia diventano lo specchio di una storia molto più grande, dimostrando quanto le scelte, gli errori e le sofferenze di una generazione possano condizionare il destino di quelle successive.
La scrittura di Higashiyama è coinvolgente, ricca di sfumature e sorprendentemente equilibrata: sa essere dura senza perdere sensibilità, emozionante senza scadere nel sentimentalismo, profonda senza rinunciare al piacere del racconto. Anche le componenti legate alle credenze popolari e al soprannaturale contribuiscono a creare un’atmosfera particolare, sospesa tra realtà e leggenda.
Ma ciò che rende davvero speciale questo libro è la sua profonda umanità. Dietro gli eventi storici, le violenze e i misteri emergono sentimenti universali: il desiderio di amare, la paura della perdita, la ricerca della propria identità e il bisogno di comprendere da dove veniamo per capire chi siamo.
“RYU” è una lettura magnifica, ambiziosa e profondamente coinvolgente, capace di unire il fascino di una grande saga familiare alla tensione del mistero e alla forza emotiva di un autentico romanzo di formazione. Un’opera che arricchisce, emoziona e lascia una traccia duratura, confermando il talento narrativo di Akira Higashiyama.
Assolutamente consigliato: uno di quei libri che non si limitano a essere letti, ma continuano a vivere nella memoria anche dopo l’ultima pagina. Unico mio personale problema: i nomi dei personaggi. Benché ci fosse un elenco ad inizio libro, ho fatto fatica ad associare il personaggio al nome.
Il termine “Ryu” racchiude un significato particolarmente suggestivo. Sebbene in giapponese possa indicare il drago (龍), simbolo di forza, saggezza e potere nella cultura orientale, nel romanzo di Akira Higashiyama il titolo originale è scritto con un carattere differente, 流, che significa flusso, corrente, scorrere.
È proprio quest’ultimo significato a offrire una suggestiva chiave di lettura dell’opera: la vita scorre come un fiume, trascinando con sé ricordi, passioni, tragedie e destini individuali, spesso condizionati dalle grandi vicende della Storia. Il protagonista si trova immerso in questa corrente, cercando di comprendere il proprio passato e di costruire il proprio futuro. “Ryu” diventa così una metafora dello scorrere inesorabile del tempo, della memoria e del destino, ma anche della possibilità di cambiare direzione e scegliere autonomamente il proprio cammino.
Quest’ultima interpretazione simbolica è una lettura critica del romanzo, non una spiegazione esplicitamente attribuita all’autore.
Akira Higashiyama, il cui nome cinese è Wang Zhen-xu (王震緒), è nato a Taipei (Taiwan) nel 1968. Autore di varie opere in lingua giapponese, inclusi manga (Naruto), ha vinto importanti premi letterari, tra cui il Premio Kono Mystery ga Sugoi! (2002) e il Premio Haruhiko Oyabu (2009); è stato finalista al Premio Mystery Writers of Japan (2014) e con questo romanzo ha vinto il prestigioso Premio Naoki (2015) col voto unanime della giuria e vincitore del 153° Premio Naoki.


