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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
News dal mondo

Testamento Solidale, in Italia propensione al lascito stabile al 23%, boom dal 2018

Redazione
Redazione 1 mese fa
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11 Min Lettura
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(Adnkronos) – 'Il tempo è denaro', recita uno dei modi di dire più diffusi. Per gli italiani, però, il tempo è 'dono': quasi una persona su due (47%) considera il tempo dedicato agli altri il gesto che meglio rappresenta la generosità. Una cultura della generosità che guarda anche al futuro: oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscere il lascito solidale e, tra gli over 50, il 23% prenderebbe in considerazione la possibilità di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale, confermando una propensione sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, ma quasi raddoppiata nel confronto con il 2018 (23% vs 12%). Sono alcuni dei risultati della nuova ricerca realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, presentata oggi a Roma durante l'evento 'Effetto domino: la generosità che muove il mondo', promosso in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre) con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. Sono previsti interventi di: Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’Oro; Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con Delega al Notariato per il Sociale; Paolo Anselmi, Presidente Walden Lab; Chiara Saraceno, sociologa; Stefano Tassinari, Forum Nazionale del Terzo Settore; Paolo Apolito, antropologo; e Silvia Casabianca, antropologa e divulgatrice. La ricerca si inserisce in un contesto nel quale il lascito solidale continua a consolidarsi come una risorsa sempre più importante per il Terzo Settore. L'ultima rilevazione del Comitato Testamento Solidale dedicata alle Organizzazioni non profit aveva infatti evidenziato che, tra il 2020 e il 2024, la quota di enti che hanno ricevuto almeno un lascito è passata dal 61% al 77%, mentre il peso dei lasciti sul totale della raccolta fondi è quasi raddoppiato, passando dall'8% al 14%. Un trend che trova riscontro anche a livello europeo, dove dal Regno Unito alla Francia, dalla Germania alla Spagna, fino al Belgio, ai Paesi Bassi e all'Austria, i lasciti solidali continuano a crescere, confermandosi una risorsa sempre più strategica per il Terzo Settore. La conoscenza del lascito solidale è ormai ampiamente diffusa. Oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscerlo: una quota pari a circa 35,4 milioni di persone, quasi 12 milioni in più rispetto ai 23,6 milioni rilevati nel 2012. Alla diffusione della conoscenza non corrisponde però un'analoga familiarità con gli aspetti pratici: oltre la metà degli italiani (52%) si considera poco o per nulla informata sulle procedure per realizzarlo, mentre solo il 12% ritiene di conoscerle molto bene. Tra gli over 50, il 23% ha già previsto o prenderebbe in considerazione un lascito solidale: il 2,5% lo ha già disposto, il 5% afferma che lo farebbe certamente e il 16% probabilmente. Si tratta di una propensione stabile rispetto al 2025 (22%), ma quasi raddoppiata rispetto al 2018 (12%), a conferma di un cambiamento culturale di lungo periodo. In termini assoluti, significa che circa 705 mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dichiarano orientati a compiere questa scelta. A questi si aggiunge un ulteriore 29% di persone ancora indecise, evidenziando un ampio potenziale di crescita che può essere sostenuto attraverso un'informazione chiara e corretta. Quando immaginano un lascito, gli italiani orientano la propria scelta soprattutto verso la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dall'assistenza ai malati (33%), dal sostegno alle persone in difficoltà in Italia (30%) e dalle emergenze umanitarie, dall'aiuto alle persone con disabilità e dalla protezione degli animali (tutte al 23%). Nella scelta dell'organizzazione prevalgono l'affidabilità nella gestione delle risorse (43%), la trasparenza (34%) e la capacità di dimostrare l'efficacia concreta degli interventi (30%), confermando come la fiducia rappresenti il presupposto fondamentale anche per questo gesto di generosità. A frenare questa evoluzione restano, tuttavia, alcuni luoghi comuni. Quattro italiani su dieci (40%) ritengono ancora che il lascito solidale riguardi soprattutto chi non ha figli o altri eredi diretti, mentre oltre tre su dieci (32%) continuano ad associarlo a chi possiede grandi patrimoni. A cambiare, però, è anche la percezione di chi può scegliere un lascito solidale: oggi il 28% degli italiani (contro il 13% del 2025) ritiene che il lascito solidale sia una scelta che può riguardare tutti, segnale di una progressiva evoluzione culturale. "Il dato sulla propensione conferma che il lascito solidale sta entrando sempre più nella cultura degli italiani. Oggi sappiamo che questa opportunità è conosciuta da una larga maggioranza delle persone, ma sappiamo anche che esiste ancora un'ampia area di indecisione. È qui che si concentra il nostro impegno: offrire informazioni chiare e corrette, affinché ciascuno possa compiere una scelta libera e consapevole, superando quei luoghi comuni che ancora fanno percepire il lascito come qualcosa di riservato a pochi. Il lascito solidale è un gesto che nasce dalla stessa generosità che accompagna tante persone nel corso della vita e permette di continuare a sostenere cause, progetti e persone anche nel futuro”, dichiara Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale.  "La ricerca dimostra che cresce la conoscenza del lascito solidale, ma anche che molte persone hanno ancora bisogno di informazioni chiare sulle modalità con cui può essere realizzato. Ed è proprio qui che il notaio può fare la differenza: offrendo un'informazione imparziale e accompagnando i cittadini affinché ogni scelta sia libera, consapevole e nel pieno rispetto della legge, della volontà del testatore e dei diritti degli eredi. Promuovere una corretta cultura del lascito solidale significa aiutare le persone a conoscere uno strumento che permette di trasformare un gesto di generosità in un segno concreto e duraturo di vicinanza verso gli altri, senza rinunciare alla tutela dei propri cari. Dietro ogni lascito c'è una storia, un percorso di vita e il desiderio di continuare a prendersi cura degli altri. È una scelta profondamente personale, che nasce dalla storia e dai valori di ciascuno e che, proprio per questo, merita di essere compresa e accompagnata con competenza, sensibilità e rispetto”, dichiara Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Notariato per il Sociale. Per gli italiani la generosità nasce prima di tutto nella quotidianità. Il 51% la associa spontaneamente alla solidarietà, alla gentilezza (40%) e alla condivisione (39%), mentre il 65% riconosce nella famiglia il luogo in cui questo valore trova la sua massima espressione. Più distanti risultano invece i contesti della vita pubblica, come il quartiere, il luogo di lavoro o i social network, a conferma di come la generosità venga percepita soprattutto come un'esperienza che nasce nelle relazioni più vicine. Quando si chiede quale sia il gesto che meglio rappresenta la generosità, il tempo dedicato agli altri si colloca al primo posto (47%), seguito dal supporto emotivo (44%) e dal volontariato a favore di un'organizzazione non profit (43%). Una fotografia che restituisce l'immagine di una generosità vissuta innanzitutto come presenza, ascolto e responsabilità verso gli altri, ben prima del contributo economico. Tra i più giovani emerge una sensibilità ancora più marcata verso la dimensione relazionale della generosità, con particolare attenzione alla gentilezza, alla condivisione, alla bontà e alla cura. “La ricerca ci restituisce l'immagine di un Paese nel quale la generosità continua a essere un valore profondamente radicato e prende forma, prima di tutto, nelle relazioni: nel tempo dedicato agli altri, nell'ascolto, nella vicinanza e nella disponibilità a prendersi cura della propria comunità. Ogni gesto di attenzione verso gli altri può generare un effetto domino: un piccolo atto di generosità è capace di ispirarne altri e di produrre cambiamenti concreti nella vita delle persone. È da questa cultura del dono che nasce anche il lascito solidale, la naturale prosecuzione di un modo di vivere la solidarietà che continua a generare valore anche oltre la propria esistenza”, conclude il presidente Bartoli. Questa cultura del dono si traduce anche in comportamenti concreti. Sette italiani su dieci (70%) dichiarano di aver effettuato almeno una donazione nel corso della propria vita e, nel 2026, la donazione media raggiunge i 126 euro, il valore più elevato registrato dalla ricerca. La ricerca medico-scientifica continua a rappresentare la causa maggiormente sostenuta (43%), seguita dalle emergenze umanitarie (29%), dalla protezione degli animali (21%) e dall'assistenza ai malati (20%). A guidare la scelta dell'organizzazione cui destinare il proprio sostegno resta soprattutto la fiducia (52%), seguita dalla condivisione dei progetti (41%), dall’affinità delle cause (39%) e dalle garanzie sulla gestione delle risorse (30%). Un dato che conferma come, anche nella donazione, la fiducia continui a rappresentare il principale criterio di scelta. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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