martedì , 16 ottobre 2018

Il tour dei sogni nella fabbrica del piacere: Gli Escort (Terza parte)

Continuo il mio viaggio nel mondo escort.

Cerco su internet altri siti dove questi ragazzi si offrono.

Ne trovo uno che non avevo mai visto, è più di annunci personali che altro. Comunque cerco: gigolò gay a Napoli e mi appaiono delle foto. Non punto suo soliti giovani perfetti, cerco altro, voglio capire se dietro questa patina dorata si nasconde il marcio e la fuliggine.

Clicco su una foto di un ragazzo di colore, è nudo ed ha una “dotazione” enorme, i profili sono differenti  dagli atri due siti, qui c’è un messaggio e delle foto, molto meno professionali, oserei dire. In questo caso specifico le foto, ad occhio, mi sembrano non vere, non reali. L’annuncio è scritto in un italiano stentato e colmo di errori elementari.

E’scritto con il solito linguaggio che utilizzano gli  stranieri qui.

La zona dove riceve è piazza Garibaldi e limitrofe, questo vale quasi per tutti gli annunci di questo genere in questo sito, uomini di colore senza foto. Ho controllato.

Mi soffermo su quello prescelto e chiamo il numero allegato.

Dopo un paio di squilli mi risponde una voce straniera, gli dico ”ciao chiamo, per l’annuncio su xxxxxx” (preferisco non dire il nome del sito), lui annuisce. Gli chiedo foto, o almeno se ha foto, queste sembrano non  vere, lui mi risponde stizzito che lavora con il cazzo e non con la faccia, che sono 100 euro ed è alto quasi due metri. Riattacco.

Falso, non mi arrendo, forse ho trovato la strada che volevo, questi escort o simil tali non sono tutti uguali. Ne trovo un altro simile, foto credo false prese da qualche film porno. Annuncio simile zona, la stessa.  Chiamo.

Due secondi e dall’altro capo mi risponde un africano, lo riconosco dall’accento. Dico dell’annuncio.

È più gentile. Dice 70 euro tutto, che ha l’appartamento. Gli chiedo se è lui in foto, dice di si.

Esco e vado sul posto. Mi ha detto al telefono di chiamarlo a piazza Garibaldi e poi lui sarebbe venuto a prendermi. Così faccio, mi posiziono al centro della piazza e lo chiamo, mi dice di attendere lì. Aspetto 10 minuti e non viene.

Lo richiamo. Risponde e dice che è venuto lì e non mi ha trovato(!!)  se n’è tornato indietro. Mi guida lui dal telefono indicandomi la strada da fare, seguo i suoi suggerimenti, entro in una stradina laterale alla piazza e poi in un‘altra.. quartiere popolare dove si annidano gli extracomunitari, dice di proseguire, che mi vede, io però a lui non lo vedo. Alla fine in un terzo vicoletto, sporco, con le case a fronte strada, i così detti “BASSI” vedo un tipo che mi fa segno con le mani, non mi aspetta fuori, mi fa entrare quando lui è già dentro.

(anche lui fa così, come gli altri)

Il “dentro” non è un appartamento ma una stanzetta piano terra fronte strada, con un letto, un neon bassissimo, è claustrofobico e sporco, lui non è quello in foto. Mi assale il panico, cerco una scusa per uscire, ho paura, lui mi ferma dice che dobbiamo pagare la stanza(??), non è un bel posto, estraggo 20 euro e glieli do. Apro la porta di scatto, fuori ci sono 2 persone appostate, non so’se è una coincidenza o fanno parte della situazione. Esco e mi avvio senza fermarmi il più veloce possibile per uscire dal vicolo, dalla zona, immagino mi seguano, invece tutto tranquillo, mi infilo in metropolitana  e torno a casa. Esperienza negativa, questi non sono escort.  Non ho visto sorrisi, cortesia o altro, mi sembra quasi prostituzione di bassissima lega.

Ancora più nervoso mi rimetto al computer, voglio fare dei test, chiamo una decina di numeri parlando in inglese, voglio veder se mi sanno rispondere a tono.  8 su 10 rispondono perfettamente, va bene è inglese elementare, ma comunque lo conoscono.

Fine esperienza, ne ho abbastanza, mi è bastato per farmi un’idea del fenomeno.

È un lavoro, o almeno bypassata l’esperienza appena descritta, è un occupazione vera e propria, ci sono persone che vendono il loro corpo come venderebbero un massaggio o un altro sevizio, non è una questione morale o peggio religiosa, non si sentono e non sono sporchi. Noi siamo abituati a pensare che il sesso sia strettamente correlato all’amore, la morale, al il peccato. Per molte persone non è cosi. Sono professionali,  non gli interessa a chi vendono il servizio, può essere un bell’ uomo o un anziano. L’ importante è che paghino, i soldi sono il centro, lo fanno per guadagnare, ma non li biasimo, tutti lavoriamo per soldi.

Certo, visto i prezzi dovrebbero essere sinceri, foto recenti.  Poi il “trucchetto” di farsi vedere solo in casa a porta chiusa, forse è per farsi pagare il “disturbo” se la persona scelta non ti piace. Non sono convinto, qui gioca l’estetica, se vai da un consulente che vedi in foto e poi in persona non è proprio uguale non ci fai caso, qui si, magari scegli proprio dalla foto per un particolare che ti attira, se la persona non coincide con la foto non devi essere tenuto ad andarci o a pagarla. Seconda cosa, è un lavoro che rende parecchio, lo vedo dalla cura del corpo e dalle case affittate, non c’è chi prende un percentuale (papponi) fanno tutto da soli in autonomia.

Sono laureati, studenti che sfruttano la bellezza e l’arte di intrattenere, invogliare, sedurre.

 

Geishe 2.0. Ed è questa la differenza, oltre che nei prezzi, tra escort e marchettaro

 

Con un escort paghi la loro bellezza, disponibilità, un catalogo dove puoi scegliere. Su Grinderboy puoi cercare anche come deve essere fisicamente: chiaro, scuro, muscoloso, giovane, latino, ispanico etc….  quasi un assemblaggio, come per i lego, come si ordina una pizza, a proprio gusto.

Consiglio per chi voglia affittate un boy, ricordatevi che dall’altro capo del telefono c’è un ragazzo che lavora, che vi vuole vendere qualcosa, non diventerete il suo amante, amico, non vi farà complimenti sinceri, farà in modo di farvi sentire a vostro agio per quella mezz’ora, non gli interessa se siete belli o brutti, vuole essere pagato, più paghi più hai come in tutti lavori del mondo.

Pretty woman è un film.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei due splendidi romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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