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20 anni senza Twin Towers

Il web da una settimana è bersagliato dai racconti di vip e nip che narrano il ricordo del momento dell’attacco terroristico più drammatico della storia più recente.

Indubbiamente ognuno di noi ha ben impresso nella mente l’istante esatto in cui ha visto l’immagine dolorosa e sorprendente della torre Nord in fiamme dopo lo schianto del primo aereo dirottato.

Esiste un prima e un dopo le Torri Gemelle, una linea di demarcazione tra un mondo lontano da dubbi e incertezze che ha improvvisamente in diretta mondiale assistito e metabolizzato le sue fragilità.

Gli attacchi alle Torri Gemelle descrivono la brutalità di un piano studiato alla perfezione che nell’incanto di un’America sognante e libera ha escogitato, in modo diabolicamente perfetto, un attacco alle vulnerabilità dell’Occidente colpendo al cuore la sua vita e la sua ordinaria quotidianità.

Vittime della strage calcolata quasi 3000 civili innocenti, colpevoli di trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato con un tragico scherzo del destino che quel mattino li aveva condotti a lavorare tra l’82esimo e il 93esimo piano della prima torre colpita e che perderanno la vita sul colpo dopo il violentissimo schianto.

E come non pensare alla tragedia e disperazione dei passeggeri e delle hostess degli aerei civili dirottati che hanno provato con coraggio ad invertire il senso della storia invano perché le loro vite erano segnate da decisioni folli di volontà suicide…le cui voci e i cui messaggi di aiuto e di addio ai propri cari restano scolpite nella memoria per la loro drammaticità.

I dirottatori si erano preparati all’attacco giocando in America al ruolo di piloti e addestrandosi sotto l’esperienza e le capacità degli stessi americani.

I Kamikaze – si scoprirà –  con astuzia hanno congetturato l’attacco terroristico in ogni minimo dettaglio e la storia non solo gli ha dato ragione sugli effetti provocati e che desideravano realizzare bensì è andata ben oltre le aspettative con il repentino crollo delle due torri in meno di tre ore.

Tre ore terribili in cui il mondo assisteva in diretta ad un vero e proprio spietato atto di guerra, che ha segnato la storia perché  vigliacco e subdolo agito nei confronti di chi quel giorno era andato a lavorare lasciando orfane, vedove, disperate e sole molteplici famiglie.

Come dimenticare i voli dalle Torri in fiamme di tantissimi lavoratori disperati che si lanciavano nel vuoto perché non vi sarebbe stata altra via d’uscita e  così in quell’abbandono la rinuncia a vivere e la consapevolezza di non avere alcuna altra scelta!

Telefonate, innumerevoli telefonate con richieste disperate di aiuto per chi era intrappolato nelle fiamme o nei piani immediatamente superiori senza poter sperare in una via di fuga alternativa.

E il panico generale che spingeva tutti a scappare anche nella torre vicina sgomenti di fronte allo scenario che avevano davanti agli occhi.

Eppure paradosso nel paradosso nella Torre colpita per seconda alle persone veniva impedito di lasciare l’edificio per non generare panico su panico dichiarando che fosse sicuro e invece…boom…nuovo aereo…nuovo schianto…nuove morti.

Migliaia di fogli di carta invadono le strade, al crollo delle Torri una polvere  grigia assedia la città e quando torna la luce, le telecamere vengono ripulite e le persone sono coperte di una coltre grigia che compromette la possibilità di respirare e rivela nelle righe dei volti lo spavento e il terrore per un evento surreale che li ha  travolti, stravolti e cambiati per sempre.

L’America piange i suoi morti…i suoi cittadini e, nel frattempo, le macerie fumeranno per giorni e giorni e ci vorranno settimane per ripulire la zona e renderla come ormai conosciuta al mondo “Ground zero” con due fasci di luce blu che raggiungono il cielo a simboleggiare le vette dei due grattacieli e commemorano le migliaia di morti.

L’anniversario dei venti anni ha, però,  davvero un che di profonda amarezza.

Si doveva unire la commemorazione delle perdite di vite sia in America che nelle missioni di pace che ne sono conseguite e unitamente la liberazione dell’Afghanistan prigioniero di infidi guerriglieri e spietati violatori di diritti umani.

E, invece, assistiamo dopo venti anni ad un dejavu terribile in cui dal ferragosto più rovente in Oriente di sempre l’avanzata dei talebani è andata di pari passo o forse, meglio dire, più veloce della ritirata degli americani e dei loro alleati.

Forti della spietatezza di mezzi e armi e della crudeltà di uomini e idee, i Talebani sono riusciti in pochi giorni ad annientare tutti i diritti umani con fatica conquistati dopo la caduta delle Torri e la dichiarazione di guerra ad Al Qaeida e Bin Laden da parte dell’allora Presidente USA Bush.

Nel tempo, la missione di pace di “civilizzazione democratica” dell’America e di ben43 nazioni alleate in Afghanistan ha prodotto il riconoscimento di libertà fino ad allora inimmaginabili per le donne e i bambini in primis.

Ora dai reportage sulla zona arrivano immagini disperate che consegnano al mondo un Afghanistan vetusto e che pensavamo abbandonato per sempre…e così il vestiario, il look, le lunghe barbe incolte e non curate restituiscono la volontà di un necessario primato maschile in assoluta controtendenza con il mondo attuale.

E le donne? Sono sparite…non girano per strada se non coperte con il vecchio odiato e discusso burqa che era ormai bandito dai loro armadi; possono studiare ma in classi separate per genere; stanno manifestando per la riconquista delle loro libertà perse picchiate in malo modo, prese a randellate e percosse per il semplice oltraggio di protestare per loro stesse.

E di poche ore fa l’annuncio del fantomatico governo talebano di proibire lo sport alle donne perché per loro non necessario !

Al riguardo mancano parole adeguate a commentare!

Allora la domanda è cosa è successo in questi venti anni? Come mai gli americani hanno abbandonato l’Afghanistan proprio ora?

Le parole di Trump e di Biden sono state le stesse…basta sacrifici di soldati americani. Ogni popolo deve vivere il riscatto delle proprie libertà e combattere per esse.

Solo che a vedere l’evacuazione dell’Afghanistan di tutte le forze alleate viene un certo magone a pensare alla disperazione di un popolo che improvvisamente si sente solo e smarrito in una guerra impari per armi mezzi e ideologie becere con i conquistatori talebani che, apprendiamo amaramente, dopo venti anni non sono mai stati sconfitti…erano lì pazienti ad aspettare il momento giusto per ripartire all’attacco e riconquistare l’Afghanistan con le armi che hanno abbandonato gli americani (ironia della sorte!).

Immagini raccapriccianti di bambini lanciati al di là del filo spinato dell’aeroporto di Kabul, più di 3 milioni e mezzo di sfollati che si trovano senza casa senza soldi senza viveri senza medicinali senza beni di prima necessità perché gran parte delle associazioni e onlus sono andate via costrette dall’avanzata del regime.

Terribili le immagini di povertà e disperazione in campi allestiti alla buona per accogliere sfollati e profughi in assenza di qualsiasi norma di igiene, di assistenza medica e di sussidi alimentari!

E così petrolio e oppio sono divenuti nuovamente il principale obiettivo dei talebani e per questi meri interessi economici sono andati a farsi benedire 20 anni di negoziati di pace e tentativi di democraticizzazione.

Forse colpa degli americani??? Forse colpa di noi occidentali? Forse colpa degli afghani sorpresi dalla loro stessa fragilità e incapacità di organizzarsi e reagire?

Una lunga estenuante dolorosa guerra che ha avuto una pausa, una tregua illusoria essendo piombato tutto il mondo in un nuovo pericolo imminente…adesso i talebani hanno un loro territorio e un loro regime di cui sono sovrani indiscussi, devono tessere relazioni internazionali inevitabilmente e a scapito della loro cittadinanza perché i loro interessi economici sono troppo forti e concorrenziali e, quindi, ad oggi, dopo il ventesimo anno dalle Torri Gemelle possiamo concludere di essere in guerra ancora, che la guerra non è mai finita e che, ora al di là della disperazione delle migliaia di anime di afghani abbandonate a loro stesse e al loro triste destino, resta un grande interrogativo…ma le 3000vittime delle Torri Gemelle e le altre migliaia di vittime della guerra in Afghanistan costate a tutti i paesi pacifisti che hanno creduto nella rinascita afghana, hanno veramente ottenuto giustizia con la morte di Bin Laden visto che nell’attuale anniversario della loro morte la guerra spaventa ancora più e certo non sta risparmiando altre vittime innocenti?

Se possiamo trarre delle primissime conclusioni dalla storia di queste settimane è indubbiamente un acuirsi di egoismi e nazionalismi che in altri momenti storici sono degenerati e divenuti molto pericolosi in quanto la politica dell’accoglienza, della condivisione e del pacifismo sta cedendo il passo all’erezione di muri e a battere ritirata a scapito dei diritti umani e delle libertà fondamentali così insistentemente ripetute nelle carte sui diritti umani tanto care nel precedente secolo!

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Biografia Fabiana Sergiacomo

Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.

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