Un’Opera per il Castello a Castel Sant’Elmo

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La giuria della settima edizione del Concorso “Un’Opera per il Castello”-il cui tema era NATURA QUOTIDIANA. Ambiente e socialità – ha premiato il progetto di Marco Rossetti e  Cesare Patanè  Mono No Aware  che “ha posto l’accento sullo scorrere del tempo come condizione inevitabile della natura delle cose, in grado di dotare l’architettura del castello di poetica bellezza. Il riferimento che nel titolo viene fatto al concetto giapponese di partecipazione emotiva alla complessa armonia della natura rivela l’originalità e la sensibilità con cui è stato interpretato il tema della VII edizione del concorso. Nell’azione erosiva del passaggio del tempo sul tufo, gli artisti innestano una riflessione sul recupero delle preesistenze attraverso un intervento minimale, che cattura gli elementi naturali e architettonici fondendoli in un’esperienza capace di riportare l’opera alla perenne contemporaneità, attraverso le superfici specchianti in cui si riflette l’uomo di oggi. La mutevolezza dell’immagine riflessa apre inoltre il monumento su cui si snoda a infinite e sempre nuove letture, ricercando la sensibilità collettiva di ogni tempo.”

 

La Giuria è stata composta da Anna Imponente, Direttore del Polo museale della Campania e Presidente della Giuria; Anna Maria Romano, Direttore di Castel Sant’Elmo e Responsabile del procedimento; Fabio De Chirico, Direttore del Servizio I-Arte e Architettura contemporanee della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane; Angela Tecce, curatore del concorso; Giuseppe Gaeta, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli; Giuseppe Morra, Direttore Museo Archivio Laboratorio per le arti contemporanee Hermann Nitsch; Gianluca Riccio, curatore e critico d’arte; Alessandra Pacelli, giornalista della redazione Cultura de Il Mattino; Alessandra Troncone, curatrice; Luigi Ratclif, Segretario dell’Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani.

 

“Esprimersi a Castel Sant’Elmo – scrive Anna Imponente– orgogliosa roccaforte monumentale della stabilità e razionalità progettuale dell’occidente, con una installazione che trasmigra concetti base dell’estetica giapponese, traccia nel paesaggio culturale globalizzato, un elegante trait d’union. La sensibilità orientale alle cose e delle cose, le reazioni emotive di stupore dinanzi al commovente spettacolo della natura spiegano l’etimologia del titolo “Mono no aware”, che possono conciliarsi con un simile pathos e velata malinconia racchiusi nel sentimento di napoletanità con cui l’opera degli artisti, per origini si misura

 

Come previsto dal bando sono stati selezionati anche i 10 finalisti del Concorso:

Sonia Andresano, Caffè sospeso – Marco Donisi , DON! DON! – Leo Gilardi, Arco delle Malerbe – Simone Mangione,  Arbour – Elena Mazzi, Gli abitanti del Castello (working title)  – Fabrizio Monsellato , PANICO en plein air- Flavio Moriniello, Nun te preoccupa e’ mè -. ..- -. / – . / .–. .-. . — -.-. -.-. ..- .–. .- / – Paolo Patelli, Tromba Marina – Nicola Piscopo, Talking about – Raffaella Romano, Uno + Uno = Infinito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il  tema di quest’anno del  Concorso, curato da Angela Tecce con Claudia Borrelli,  è stato  “NATURA QUOTIDIANA. Ambiente e socialità”.

Il legame di Castel Sant’Elmo con il paesaggio naturale e urbano rappresenta la ragione stessa della sua edificazione come locus amoenus prima, presidio per il controllo sulla regione in seguito, e punto panoramico e museo d’arte della città poi. Con la sua organica ma inespugnabile forma a stella e con la mole che emerge dal banco tufaceo della collina, la fortezza ha un rapporto innegabile e al contempo controverso con il territorio. È questa la caratteristica che ne fa il luogo privilegiato per riflettere sul concetto di ambiente, in un’epoca in cui la sostenibilità – in termini di risorse naturali e sociali – sembra divenire sempre più urgentemente un terreno comune su cui costruire la nostra quotidianità.

Gli artisti sono dunque stati invitati a presentare progetti site-specific che reinterpretassero il contesto sulla scia delle tematiche accennate, instaurando con la complessa struttura architettonica e con i suoi molteplici pubblici un dialogo immediato, in grado di stimolare la sensibilità individuale e collettiva nella lettura del nostro tempo.

 

Il concorso, promosso dal Polo museale della Campania, è stato reso possibile grazie alla collaborazione e al sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane; con la collaborazione dell’Associazione Amici di Capodimonte; si avvale del sostegno di  Italcoat e Seda.

Supporto tecnico-organizzativo di Meeting&Words e ALES S.p.A.

Castel Sant’Elmo è uno dei musei associati all’ AMACI – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

 

Catalogo edito da arte’m

 

Saranno presentate, fino al 13 maggio,  anche le opere dei 10 finalisti con pannelli illustrativi e un video dell’opera vincitrice realizzato da Antonio Longobardi e un video dedicato ai 10 finalisti realizzato  da Gabriella Pennasilico

 

Nel corso delle precedenti edizioni sono state premiate le opere: Anastatica sensibile di Daniela Di Maro – Tempo interiore di Rosy Rox – Le Jardin (del collettivo franco-italiano composto da Giulia Beretta, Francesca Borrelli, Francesco Cianciulli, Romain Conduzorgues, Baptiste Furic, Silvia Lacatena, Jule Messau, Carolina Rossi)  e My dreams, they’ll never surrender di Gian Maria Tosatti – Il tesoro di Claudio Beorchia, Follow the shape di Paolo Puddu; La Cura di Chiara Coccorese.

 

Le  opere vincitrici  del  Concorso sono acquisite dal Polo museale della Campania ed entrano a far parte della collezione permanente di Castel Sant’Elmo.

 

 

Informazioni

Castel Sant’Elmo

Via Tito Angelini, 22 Napoli

pm-cam.santelmo@beniculturali.it; 081 2294 449

 

Orario 9.30-17.00 (ultimo ingresso 16.30);

Biglietto € 5,00

 

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