Mezzosoprano di fama internazionale, vocal coach, direttrice di coro, autrice e divulgatrice musicale, Elena Bresciani è un’artista che da sempre esplora la voce in tutte le sue possibilità espressive. Un percorso che oggi la conduce verso una ricerca originale sul rapporto tra Canto, Spiritualità e Benessere, al centro del progetto Vibralchimie, dove musica, frequenze e dimensione interiore si incontrano.
Un cammino fatto di arte, ricerca e sperimentazione, che nel 2026 le è valso importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Eccellenza alla Carriera e il titolo di “Accademico Ad Honorem” dall’International Academy of Rome per la “comprovata eccellenza e lo straordinario eclettismo nello scenario musicale contemporaneo”.
Elena, essere una vocal coach oggi immagino non significhi occuparsi “solo” di canto e voce ma anche di molto altro. È davvero così?
Sì. L’emotività del cantante è al centro del mio lavoro da sempre. L’artista è un essere umano delicato e fragile e questo influenza il suo modo di cantare e di produrre la musica. Per questo motivo, ho affiancato ai corsi tradizionali di canto percorsi di mentoring, per accompagnare le tappe di crescita personale insite in un percorso di questo tipo.
E cosa cambia rispetto alla direzione di un coro?
Il coro è un gruppo e richiede attenzione alle dinamiche relazionali del gruppo per essere gestito al meglio; dal punto di vista tecnico vocale, come un’orchestra, richiede lavoro sull’impasto timbrico. Il solista è più esposto a tutte le maree della professione, proprio perché è solo e richiede ancora più delicatezza ed attenzioni sia vocali sia umane.
Quest’estate 2026 quali tendenze hanno predominato e quali, invece, hanno fatto il loro tempo?
In questo momento, va molto di moda rieditare vecchie canzoni e album con vinili deluxe edition o cd vecchio tipo, sono resi più belle grazie ad un lavoro acustico-digitale e li trovo oggetti da collezionare e regalare agli estimatori; è un bel modo per non dimenticare il passato, rieditandolo. Trovo che – invece – abbiano fatto il loro tempo i tormentoni musicali vecchio stile, vorrei più qualità tutto l’anno; sembrano i romanzi d’amore di poco valore da leggere sotto l’ombrellone; come se il cervello umano con il caldo meritasse il peggio che gli si può proporre. Onestamente, i fruitori meritano più rispetto, sono favorevole a libri d’autore e canzoni d’autore anche sotto l’ombrellone!
Ormai spopolano piattaforme come Spotify, YouTube, ecc. Quali sbocchi e quali criticità vedi per voi professionisti e per i vostri allievi?
In questo momento, vedo molte criticità, perché è aumentata l’offerta su queste piattaforme a differenza degli inizi e si fa fatica ad imporsi pur proponendo qualità. Inoltre, l’algoritmo non premia chi fa promozione in modo non ortodosso; ma non premia neppure chi vuol farsi promozione attraverso la piattaforma, i costi molto elevati – infatti – non avvantaggiano un giovane con un budget limitato che vuole promuoversi, ma deve necessariamente usare i suoi fondi anche per studiare e per prodursi.
Radio e tv rappresentano, comunque, ancora oggi la consacrazione di una voce e un nome?
La radio meno di un tempo, ma resta comunque una buona promozione. La TV resta il media preferito, almeno per il mercato italiano. Però, un nome TV è una opportunità che non sempre significa qualità.
Per la lirica il mercato è un mondo a sé o vive le stesse dinamiche?
In questo momento, avvantaggiano cantanti belli, giovani e di talento; possibilmente con fisici da copertina; li usano e poi li buttano, già vent’anni fa nel libro “Organizzare Musica” per Franco Angeli avevo teorizzato il concetto di “beniamino meteora” nello Star System operistico. Generalmente, attorno ai 35/40 anni per il sistema sei vecchio; tranne per alcuni casi eccezionali (soprattutto gli uomini sono più fortunati di noi donne!). Praticamente, fanno quello che faceva il cinema vent’anni fa; adesso il cinema ha sdoganato questa tendenza, ma la lirica segue il cinema sempre con ritardo. L’unico modo per garantirsi carriere longeve se non riesci ad inserirti in alcune lobbies che ti sostengono è quello di inventarsi carriere “atipiche ed alternative”, ma bisogna essere davvero eccezionalmente bravi per farlo e mantenere un cognome per trent’anni e oltre. Le carriere si muovono attraverso l’intelligenza e le idee; bisogna saper guardare dove gli altri non guardano, essere visionari e consapevoli del proprio potenziale e del proprio limite per valorizzarsi e superarlo.
Veniamo a te. Progetti autunnali?
Da agosto ho iniziato le prove di Isora di Provenza di Luigi Mancinelli e Cantico delle Creature di Marco Beretta che mi vedranno impegnata nel 2026/27; sto studiando moltissimo. Naturalmente, sono ricominciate le lezioni con gli allievi che hanno molti inediti in uscita e mi sto prendendo del tempo per elaborare nuove idee artistiche. Oggi ho anche registrato una nuova puntata per la mia trasmissione La MusiBussola, che riparte a settembre con ghiotte novità dal panorama musicale su Metropoli Radio.
Un’ultima domanda. Lo scorso anno, di questi tempi, ci siamo incontrate a Cremona in occasione di Mondo Musica… ricordo le esibizioni dei tuoi allievi e allieve reduci dagli esami TrinityCollege of Music London. Continua questa prestigiosa collaborazione?
Assolutamente sì, dal 2021 ad oggi è già un quinquennio. Quest’anno non mi sarà possibile essere presente a Cremona, perché l’evento Trinity coincide con il giorno di San Francesco (4 ottobre), che volevo tenermi libero per un momento di introspezione personale; però oltre 20 studenti hanno conseguito anche quest’anno i loro diplomi in canto Rock and Pop, Singing (canto lirico) e Pianoforte. Sono fiera di come la collaborazione stia proseguendo.

