Ma davvero c’è qualcuno che pensa che la colpa dell’avvio stentato del Napoli sia colpa dell’allenatore?
Il calendario del Napoli, per queste prime cinque giornate, è stato complesso: le due sconfitte, contro Como e Inter ci possono stare nell’arco del campionato e, diciamolo pure, si potevano evitare con un pizzico di cattiveria in più (quella di Milano, passare dal 2-3 al 3-2 in un minuto è roba per stomaci forti, vero Anguissa?) e di fortuna (gol del 2-2 contro il Como annullato a Lobotka per off side millimetrico di Lucca). Per il resto vittorie su Genoa e Bologna (l’anno scorso il Napoli vinse 3-2 a Genova all’ultimo secondo su rigore quantomeno dubbio e fu sconfitto in casa dal Bologna col il medesimo risultato) e pari al Franchi, risultato assolutamente nella norma, al termine di una partita che, senza super De Gea, si poteva vincere.
Fatta la premessa, veniamo ai problemi, che non mancano di certo.
Il primo è quello di una rosa che, seppur forte, è anziana assai sia anagraficamente sia in termini di permanenza nel club. Avere qualche stimolo in meno è umano, considerando le buste paga a fine mese un po’ meno ma è un discorso che noi comuni mortali facciamo per invidia e nulla più.
Il peccato originale è stato quello di prolungare contratti a giocatori che si avviano alla fine della carriera senza aver provveduto a ringiovanire in modo deciso la rosa. Operazioni alla Favasuli sono ottime, abbiamo sempre detto che il campionato cadetto è pieno di calciatori di ottimo livello che meriterebbero una chance. La questione, piuttosto è: perchè si va sempre all’estero? Sono passati 30 anni da quando il mitico Boskov disse, testuale: “rovina di calcio sono procuratori”.
All’interno della rosa del Napoli ci sono molti, troppi giocatori, senza stimoli e, diciamolo, probabilmente non all’altezza. Il mercato dell’estate 2025 è stato uno stillicidio per le casse azzurre e la maggior parte degli acquisti fatti all’epoca sono praticamente da rottamare o vendere sottocosto.
I nomi?
Partiamo da Milinkovic, buon portiere, nulla di più, 22 milioni scuciti al Torino con Cairo che si fregava le mani.
Beukema, una trentina di milioni al Bologna, onesto mestierante della difesa, zero minuti finora.
Lang, 25 milioni, inadeguato e insopportabile, già messo fuori squadra contro l’Arsenal e ieri di nuovo al centro di polemiche per le sue dichiarazioni post partita. Zero dribbling. Zero gol. Autostima alle stelle. Buon cantante.
Poi c’è il capolavoro Lucca, giocatore impresentabile che ha anche atteggiamenti da prima donna, pagato, dicono, 35 milioni!
Giovane, 20 milioni, mai visto!
Siamo oltre i 100 milioni, una enormità per una squadra come la nostra!!
Poi ci sono gli scontenti, Anguissa che da un anno passa più tempo nelle cliniche che in campo, Olivera che sono due anni che chiede la cessione, voci dicono di un McTominay che vuole cambiare aria, di un Lobotka che vorrebbe provare nuove esperienze…insomma con questi chiari di luna, come si può pensare di essere all’altezza di compagini che investono nella profondità della rosa e che hanno ricambi all’altezza?
La squadra andava ringiovanita questa estate, come fu fatto nel 2022, estate preludio al mirabolante scudetto spallettiano.
Non è stato fatto e si va avanti con questi, sperando che la gioventù dei vari Favasuli, Vergara, Alisson possa portare linfa nuova, confidando nel recupero di Neres, unico giocatore in grado di far salire davvero il livello del gioco.
La sosta servirà proprio a questo.
Dite che dimentichiamo qualcuno? Ah si, Kevin De Bruyne. Cosa dire? Non lo sappiamo, la storia del calciatore ci impone di non esprimere giudizi affrettati, di certo il suo rendimento è molto al di sotto delle lecite aspettative.
Staremo a vedere.

