Bleep Bloop [PLAYSTATION 4 – RECENSIONE]

Nel mondo dei videogiochi  abbondano i puzzle game ma sono davvero pochi quelli che si giocano in cooperativa , tra di essi c’è Bleep Bloop divertente gioco pubblicato dagli spagnoli di Zerouno Games  disponibile da tempo su Nintendo Switch e Steam, mentre è approdato ieri sullo Store della Playstation 4 di Sony. L’aspetto di  Bleep Bloop  è sorprendente semplice: una schermata fissa e due cubi, uno giallo e uno rosso, ognuno dei quali è controllato da uno stick, i cubi  si muoveranno nel indirizzo in cui vengono inviati fino a quando non incontreranno un ostacolo. In realtà non è una  meccanica del tutto nuova, questo tipo di giochi sono  abbastanza comuni nel mercato mobile , ma l’originalità di Bleep Bloop risiede in un design  intelligente, in una grafica in pixel arts semplice e “stilosa” e nel fatto che per avanzare bisogna tenere sempre presente la posizione dell”altro cubo , dato che non si potrà lasciare indietro nessuno dei due; un gioco   intelligente e ben congeniato che non diventerà mai o troppo facile o frustrante.

Il  Bleep Bloop può anche essere giocato da soli, controllando entrambi i cubi, e in modalità cooperativa che è decisamente la modalità dato che si potrà parlare con l’altro giocatore delle mosse da effettuare  per superare i livelli. La cooperazione è sempre necessaria ed è  progettata con ingegnosità; a volte sarà necessario tornare indietro per aiutare il compagno, e non sapete come non sia facile trasmettere quanto sia gratificante per entrambi i giocatori superare situazioni complicate. Il livello di accessibilità è tale che i primi livelli si risolveranno in meno di cinque secondi, in realtà questi primi  momenti di gioco fungeranno da tutorial perchè Bleep Bloop diventerà sempre più difficile, il tempo per risolvere ogni livello aumenterà sempre di più. La semplicità dell’interfaccia è estrema; saremo introdotti nel mondo di gioco senza preamboli, manca totalmente un background di gioco anche se non è essenziale nella risoluzione di ogni livello.

Il gioco è diviso in cinque mondi, ognuno con meccaniche diverse che vengono utilizzate solo nei livelli che le compongono; nel primo mondo bisognerà semplicemente spostare i cubi fino a raggiungere i quadrati che brillano, nel secondo troveremo delle gomme da masticare che rallenteranno l’avanzamento di Bleep e Bloop nel quadrato in cui si trovano e nei quattro adiacenti sia in verticale e in orizzontale, nel terzo, alcuni interruttori fanno apparire dei blocchi solidi quando li attraversano e così via, tenendo  presente che se i due blocchi si scontreranno esploderanno , la cosa ovviamente ci porterà  a cambiare la strategia in ogni mondo , dimenticando ciò che è stato appreso prima e ricominciando da zero, l ‘estrema semplicità visiva di Bleep Bloop è a suo modo affascinante, non c’è nulla che possa distrarre dall’obiettivo del gioco.

 Le animazioni dei due cubi sono piene di particolari: sudano quando si muovono, gli occhi di uno guardano l’altro quando sono vicini, si addormentano se non li muoviamo da un po’ e, quando si scontrano, si guardano pieni di paura, insomma si riesce a riesce a trasmettere quella sensazione kawaii con pochissimi particolari, la musica svolge la sua funzione di accompagnare un’esperienza calma e  rilassata. I livelli hanno difficoltà crescente per farci abituare alle meccaniche , come precedentemente detto, alcuni vengono superati senza problemi, altri ci faranno perdere parecchio tempo .  Sebbene l’idea iniziale non sia completamente originale, il gioco consente ai giocatori di divertirsi superando le varie sfide soprattutto in compagnia, il tutto ad un prezzo molto conveniente.

PRO

  • Un passatempo divertente, intelligente e ben bilanciato
  • I due protagonisti sono irresistibili
  • In multiplayer fantastico…

CONTRO

  • …in singolo un pò meno
  • Grafica fin troppo essenziale
  • Si finisce in una manciata di ore
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Biografia Danilo Battista

Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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