La zona perioculare è l’area più sottile e delicata del viso: la pelle delle palpebre è tra le più sottili dell’intero corpo, molto meno spessa di quella di guance e fronte. Uno studio ecografico pubblicato nel 2025 ha misurato il derma in undici zone del viso: sotto l’occhio è spesso in media 0,53 millimetri, meno della metà degli 1,18 millimetri della tempia. Per questo è la prima a mostrare i segni del tempo, la stanchezza e le piccole alterazioni del microcircolo. Dopo i 40 anni la sintesi di collagene ed elastina rallenta in modo fisiologico e microcircolo e drenaggio linfatico diventano meno efficienti.
Servono quindi formule specifiche, pensate per questa zona, come quelle sviluppate da marchi di dermocosmetica funzionale quali LeLang, che uniscono attivi di origine botanica e biotecnologica per rispettare la barriera cutanea senza appesantire la pelle.
A cosa serve il contorno occhi e quali attivi cercare
Una delle domande più frequenti è se serva davvero un prodotto specifico o basti la crema viso. La risposta sta nella struttura della pelle attorno agli occhi: più sottile, più permeabile, più incline alla sensibilizzazione e al ristagno di liquidi. Una texture o una concentrazione pensate per il resto del viso possono risultare troppo pesanti o irritanti. Un trattamento mirato svolge tre funzioni:
- Idratare: sostenere la funzione barriera e il film idrolipidico, limitando la perdita d’acqua;
- Sostenere il microcircolo: aiutare a ridurre l’aspetto di gonfiori e borse;
- Attenuare le rughe d’espressione: le linee sottili all’angolo esterno, comunemente chiamate “zampe di gallina”.
Per la pelle over 40 conviene orientarsi su formule ricche di attivi funzionali. Come spiega Elisa Avalle, fondatrice di LeLang Skin Care e specialista in dermocosmetica, i peptidi biomimetici sono tra gli attivi più studiati per questa zona. Alcuni contribuiscono a ridurre visibilmente la profondità delle rughe d’espressione, altri aiutano ad attenuare l’aspetto di borse e gonfiori sostenendo il microcircolo perioculare. A questi si affiancano antiossidanti come il resveratrolo e l’estratto di Vitis vinifera, che contrastano lo stress ossidativo e aiutano a preservare la compattezza della pelle nel tempo.
| Inestetismo perioculare | Cause e alterazioni fisiologiche | Ingredienti cosmetici chiave |
| Rughe d’espressione e zampe di gallina | Minore sintesi di collagene ed elastina, mimica facciale ripetuta | Peptidi biomimetici, acido ialuronico a basso peso molecolare |
| Borse e gonfiore palpebrale | Ristagno di liquidi, microcircolo e drenaggio linfatico meno efficienti | Peptidi decongestionanti, caffeina |
| Occhiaie scure e sguardo spento | Pigmentazione e pelle sottile che lascia trasparire i capillari | Resveratrolo, estratto di Vitis vinifera, niacinamide |
Prima il siero o la crema, e quando applicarli
Nella routine perioculare l’ordine dei prodotti conta. Quando ci si chiede se applicare prima il siero o la crema, la regola generale è procedere dalla texture più leggera a quella più ricca.
Il siero contorno occhi ha una consistenza fluida e una concentrazione di attivi elevata, pensata per essere assorbita rapidamente negli strati superficiali della pelle. La crema ha una base più ricca in lipidi, che nutre, rinforza la barriera e riduce la perdita d’acqua, trattenendo gli attivi applicati prima. Per questo il siero va sempre steso per primo, seguito dalla crema.
Quanto ai tempi, conta la costanza: il trattamento va usato due volte al giorno, mattina e sera. Al mattino aiuta a ridurre il gonfiore del risveglio e a proteggere la zona dalle aggressioni ambientali; la sera accompagna i processi di riparazione che la pelle svolge durante il sonno. Per chi vuole approfondire la scelta degli attivi e impostare una cura completa per il contorno occhi, è utile scegliere trattamenti che bilancino una fase siero e una fase crema.
Come applicare la crema contorno occhi e cosa fare con le palpebre
Il modo in cui si stende il prodotto incide sul risultato. Trattandosi di una pelle molto sottile, vanno evitati sfregamenti e trazioni che sollecitano i capillari sottostanti.
Dose e tecnica di applicazione
- Dose: circa un chicco di riso per ciascun occhio. Una quantità maggiore non aumenta l’efficacia e può creare accumuli o irritazioni.
- Dito: l’anulare, che esercita naturalmente una pressione più delicata.
- Movimento: picchiettare leggermente lungo l’osso orbitale, dall’angolo interno verso quello esterno, nella direzione del drenaggio linfatico.
Un dubbio ricorrente è se la crema si possa stendere anche sulle palpebre. Salvo diversa indicazione del prodotto, è meglio evitare la palpebra mobile e il margine delle ciglia: il calore del viso e il movimento delle palpebre possono far migrare il prodotto verso l’occhio, con possibile bruciore, arrossamento o gonfiore al risveglio. L’applicazione va quindi limitata al contorno dell’osso orbitale, sotto l’occhio fino allo zigomo e sotto l’arcata sopraccigliare.
Conclusioni
Prendersi cura della zona perioculare dopo i 40 anni significa conoscere le esigenze di una pelle sottile e reattiva e scegliere prodotti formulati con attivi mirati. Unire il giusto ordine di applicazione a gesti delicati e costanti aiuta a ridurre l’aspetto del gonfiore, attenuare i segni della stanchezza e restituire compattezza e luminosità allo sguardo.

